Pallavolo

Eleonora Fersino: “Difficile sostituire un’icona come De Gennaro. Ho affrontato la situazione senza strafare”

Fabrizio Testa

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Eleonora Fersino /FIVB

La responsabilità di sostituire un mostro sacro, la consapevolezza di poterci riuscire, la soddisfazione di esserci riuscita. Eleonora Fersino, libero della Nazionale italiana di volley e della Numia Vero Milano, è stata l’ultima ospite di Volley Night, rubrica di approfondimento in onda sul canale YouTube di OA Sport a cura di Enrico Spada, Sinoma Bastiani e Luciano De Gregorio. Al centro della chiacchierata, ovviamente, il più che impegnativo compito avuto questa estate in maglia azzurra, dove la giocatrice ha preso il posto dell’icona Monica De Gennaro:

“Moki è una icona della pallavolo italiana, mi sono ritrovata in una situazione difficile – ha detto Fersino – Non è stato facile sostituirla perché tutti conoscono il suo valore. Ho portato tutta me stessa sia in campo che fuori, senza strafare, sono solo stata me stessa. Nel complesso sapevo della situazione cui avevo incontro e sono felice di come l’ho affrontata. Non ci siamo sentite, non è uscito l’argomento, non l’abbiamo affrontato. Negli anni ci siamo date dei consigli, ma quest’anno non c’è stato modo. Arrabbiata con qualcuno per le frasi sul passaggio di consegne? È stato pesante, perché era una giocatrice fondamentale per la Nazionale. Io sono contenta di come ho affrontato il tutto. Il passato appartiene al passato, io sono più giovane e ho un altro tipo di esperienza. Ho cercato di non pensarci. Da parte dello staff c’è sempre stata tantissima stima, non solo a parole, ma anche nei fatti. Ho quindi affrontato tutto alla leggera, per quanto possibile”. 

L’inizio dell’annata sportiva di Milano è stata più che positiva, complice un roster rimasto praticamente intatto rispetto all’anno scorso, a meno in quanto a titolari: “Abbiamo cambiato poco per quanto riguarda le titolari, siamo le stesse. Anche Conegliano non ha cambiato granché, sicuramente è un punto di forza. L’anno scorso io sono arrivata in corsa, avere a fianco compagne che conosci è un vantaggio, specie se sei un libero come me o un palleggiatore. Si sono viste delle differenze già da ora, vedi il torneo di Courmayeur: l’anno scorso eravamo insieme da due settimane, quest’anno, nonostante i rientri posticipati, ci siamo comportate bene. È una cosa positiva, la stagione è lunga e tutte le squadre hanno il tempo di evolversi. Noi l’anno scorso siamo partite in un modo, poi siamo arrivate in finale scudetto. E non se lo aspettava nessuno, neanche noi. La Nazionale ha influito in positivo, visto che ho giocato con alcune mie compagne. È un piccolo vantaggio, ma è certamente una cosa positiva».

Un elemento di novità riguarda l’arrivo di Gianlorenzo Blengini, nuovo coach della squadra meneghina: “L’impatto è stato positivo. Avevo avuto esperienze con allenatori passati dal maschile al femminile, penso a Roberto Bernardi. I primi giorni Chicco ci ha detto che ci avrebbe osservato: è stato particolare, parlava poco. Poi, passati alcuni giorni, ha cominciato a spiegarci alcuni dei suoi punti di vista, dicendoci che avrebbe portato qualche elemento del maschile, come il muro a tre, che secondo lui con noi può funzionare. Per ora ci stiamo trovando bene, è molto carismatico, ci trasmette emozioni e grinta. Il muro a tre diventa funzionale quando la difesa porta i suoi benefici. Non sarà una cosa sistematica, ma fa capire quali sono le idee del nostro mister. Io sono una ragazza aperta a tutte le richieste dell’allenatore, cerco di capire cosa chiede e sono a disposizione. Agli Europei, con il cambio di ruolo di Antropova, ci sono stati alcuni cambiamenti per me e Myriam Sylla: quando lei era in seconda linea, io andavo a difendere in zona sei. Si cambia posizione in posizione, all’inizio mi sentivo scomoda, ma era una richiesta dell’allenatore e la squadra ne traeva dei benefici”. 

La finale degli Europei: “Kate ha toccato buoni palloni? Ben venga, significa che ricevevamo a due. Abbiamo fatto un grande lavoro io e Sylla. A prescindere dalle percentuali, è stato un grande lavoro di sacrificio nel ricevere a due. Santarelli è stato l’unico a scegliere questa tattica, io a volte provavo a mandare via Kate per prendere i suoi palloni, è stata una cosa un po’ inaspettata. Hanno vinto loro, questa cosa ha influito, ma anche Sylla ha fatto un grande lavoro di ricezione, doveva coprire tanto campo e l’ha fatto benissimo. Santarelli è tanti anni che da club a Nazionali lo trovi in tutte le finali. Io in campo mi estraneo, ma lui c’è sempre, è stato anche il mio allenatore. L’ho avuto due anni, è uno dei migliori e mi piacerebbe tornarci. E’ cambiato tanto negli anni, tra tutte le esperienza che ha fatto è cambiato”. 

Tra le soddisfazioni più grandi dell’azzurra c’è anche quello di essere passata direttamente in Nazionale maggiore pur non venendo selezionata per le giovanili: “Io sono contenta del percorso fatto, non ho bruciato nessuna tappa, ho fatto step by step. Sono contenta di quegli anni lì, sono contenta di non aver fatto le giovanili e di essere arrivata comunque al top. Questo deve essere da stimolo per le ragazzine. Il lavoro prima o poi paga e le occasioni si possono presentare. Io l’ho vissuta male all’inizio, mi era dispiaciuto, in estate facevo cose che oggi mi godo un po’ meno. I no ci saranno, ci possono essere sempre, ma non bisogna abbattersi. Io mi sto togliendo ugualmente delle grandi soddisfazioni. Nel futuro vorrei crescere ovunque, ma tra le cose fondamentali direi l’alzata. Spesso le partite si vincono e si perdono per dettagli. Futuro? Sarò contenta se farò una buona stagione, poi se si alza una Coppa ben venga”. 

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