Golf
DP World Tour, fuori i giocatori LIV Golf nel 2027. Per loro niente Ryder Cup
Nelle ultime ventiquattr’ore è diventata la notizia per eccellenza del mondo del golf: il DP World Tour, nel 2027, non permetterà ai giocatori che sono in quel momento sotto l’egida della LIV Golf di giocare tornei sul proprio circuito. La decisione è arrivata dopo anni in cui c’è stata qualche vera e propria “sospensione condizionale” per qualcuno al fine di poter giocare i tornei sul circuito europeo allargato.
A parlare a BBC Sport è stato, sul tema, il CEO del DP World Tour, Guy Kinnings: “I giocatori ora devono fare una scelta. Abbiamo delle regole che sono lì per proteggere il nostro tour e a cui i nostri membri si devono attenere. Quelli che non intendono rispettare le nostre regole non potranno unirsi al nostro tour”.
Una situazione che, peraltro, ha un altro effetto: chi sarà con la LIV Golf nel 2027 non potrà giocare la Ryder Cup con il Team Europe, la qual cosa può anche funzionare da importante deterrente per molti, considerato il valore della Ryder per praticamente tutto il mondo golfistico. Ma c’è anche di più.
Ad oggi la LIV Golf, molto semplicemente, è nei guai. La superlega araba, infatti, sta per perdere Jon Rahm, visto che lo spagnolo ha rifiutato una maxi-offerta di rinnovo per restare sul tour. Ma, soprattutto, ha perso il supporto del PIF, Public Investment Fund, che non ha rinnovato il supporto oltre la fine di questa stagione. Inoltre, la stessa lega è entrata nel Chapter 11 del Bankruptcy Code americano, una procedura che, nel diritto fallimentare degli USA, prevede, in estrema sintesi, la possibilità di chiedere la protezione del tribunale fallimentare e, attraverso alcuni passaggi, di presentare un piano di ristrutturazione dopo il quale il tribunale competente decide se l’azienda può uscire dal Chapter 11 oppure, al contrario, ci deve rimanere, e in quel caso il rischio liquidazione è concreto.