Ciclismo

Dino Salvoldi guarda avanti: “Avrei firmato per l’argento, Danimarca per ora più forte”

Giandomenico Tiseo

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Team pursuit maschile Italia / IPA Sport

Due finali per l’oro e due medaglie d’argento: l’Italia chiude la seconda giornata dei Mondiali di ciclismo su pista di Shanghai con un bilancio significativo nell’inseguimento a squadre.

Gli azzurri sono riusciti a raggiungere l’ultimo atto della competizione sia al maschile sia al femminile, confermando la competitività del movimento italiano in una delle specialità più importanti del programma iridato. Un risultato che assume un valore particolare anche in ottica qualificazione olimpica, grazie ai punti raccolti, e che offre allo staff tecnico indicazioni utili per il lavoro dei prossimi mesi.

A spiegare il significato dell’argento maschile è Edoardo Salvoldi, commissario tecnico dell’endurance maschile. Nella finale contro la Danimarca, Filippo Ganna, Francesco Lamon, Alessio Magagnotti e Jonathan Milan hanno fermato il cronometro a 3’45”596, mentre gli avversari hanno conquistato il titolo in 3’40”865. Una differenza che evidenzia la superiorità della formazione scandinava, ma che non ridimensiona il valore del percorso compiuto dagli italiani per arrivare a contendersi il titolo mondiale.

“È un risultato giusto, perché abbiamo incontrato una squadra nettamente più forte. Per noi è un gran bel punto di partenza. Se prima del Mondiale mi avessero chiesto di firmare per una medaglia d’argento, non ci avrei pensato neanche un decimo di secondo“, ha raccontato.

Il bilancio complessivo della giornata rafforza questa lettura. Anche il quartetto femminile ha conquistato la medaglia d’argento, arrendendosi alla Gran Bretagna dopo aver stabilito il nuovo primato italiano nel turno precedente, con il tempo di 4’06”771. Due risultati che confermano la presenza dell’Italia ai vertici internazionali, pur evidenziando la necessità di continuare a lavorare per colmare il divario con le nazionali capaci di imporsi nelle finali.

Per Salvoldi, dunque, il Mondiale di Shanghai rappresenta un passaggio importante nel percorso della squadra maschile. Il secondo posto certifica quanto costruito finora, ma lascia anche spazio a ulteriori progressi. La sfida, da qui in avanti, sarà trasformare questa esperienza in un’occasione di crescita, mantenendo la competitività raggiunta e lavorando per avvicinare il livello delle formazioni che oggi dettano il ritmo dell’inseguimento mondiale.

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