GP Indonesia

Davide Tardozzi si sfoga: “Aprilia superiore a Mandalika. Non facciamo la moto solo per Marc Marquez”

Giandomenico Tiseo

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Davide Tardozzi / LaPresse

Il dominio Aprilia a Mandalika riapre gli interrogativi sulla competitività della Ducati, ma Davide Tardozzi respinge le critiche sullo sviluppo della Desmosedici e sul ruolo di Marc Marquez. Il team manager della squadra di Borgo Panigale riconosce il divario mostrato dalla Casa di Noale, senza però considerare compromesse le ambizioni iridate. E sulla possibilità che Aprilia giochi di squadra per contrastare il campione spagnolo, non esclude una strategia comune dei suoi piloti.

Il Gran Premio d’Indonesia ha lasciato alla Rossa indicazioni contrastanti. Marco Bezzecchi ha dominato la domenica con l’Aprilia, trascinando la Casa di Noale a una storica occupazione delle prime quattro posizioni. Marc Marquez, invece, ha chiuso sesto con la Desmosedici ufficiale, mentre Francesco Bagnaia è stato costretto al ritiro. Il terzo posto di Jorge Martin ha inoltre permesso allo spagnolo dell’Aprilia di riprendersi la vetta del Mondiale, con appena due punti di vantaggio su Marquez.

Un bilancio che, per Ducati, impone una riflessione soprattutto sul rendimento della moto. Tardozzi non nasconde le difficoltà emerse in Indonesia, ma invita a valutare la situazione nella prospettiva di un campionato ancora aperto. Ai microfoni di Sky Sport, il manager ha analizzato il risultato di Mandalika, le prospettive in vista del Gran Premio d’Australia e le polemiche sullo sviluppo della Desmosedici.

“Se guardiamo il risultato puro e andare via da Mandalika a -2, per noi è un successo. È chiaro che rimane il problema vero: l’Aprilia ha dimostrato di essere superiore su questa pista, specialmente. A essere sincero, speravamo un po’ meglio, questa è la verità“, ha dichiarato.

La prossima verifica arriverà a Phillip Island, un circuito che presenta caratteristiche differenti, ma che potrebbe comunque valorizzare alcuni punti di forza della moto italiana. Tardozzi invita alla prudenza, senza rinunciare alla fiducia nelle possibilità della squadra. “Vedremo sulle altre piste, come Phillip Island, ci daranno altre indicazioni. Anche sulla pista australiana ci possono essere dei curvoni che possono essere favorevoli alla moto di Noale. Se lì ci difendiamo, credo che il Mondiale sia ancora gestibile. Gara per gara, ci sono ancora tanti punti in gioco“.

Con Martin tornato in testa al Mondiale e Bezzecchi capace di imporsi con autorità, Aprilia può contare su più piloti in grado di incidere nella lotta al titolo. Una situazione che apre anche alla possibilità di una gestione strategica delle gare per mettere pressione a Marquez, principale riferimento della Ducati nella corsa iridata. “Loro faranno cosa ritengono opportuno, logico. Noi in passato abbiamo sempre dato tutto ai nostri piloti, l’ovvietà è stata quella di metterli sulla stessa linea. Mi aspetto che possano fare una mossa del genere“, ha sottolineato.

Il tema più delicato riguarda però il progetto tecnico della Desmosedici. Le difficoltà incontrate da Bagnaia, a fronte dei risultati ottenuti da Marquez, hanno alimentato le discussioni sull’eventualità che lo sviluppo della moto sia stato orientato principalmente alle esigenze del pilota spagnolo, sacrificando l’equilibrio che in passato aveva permesso a Ducati di vincere con interpreti differenti.

Tardozzi respinge categoricamente questa ricostruzione. Per il manager, le differenze di rendimento tra i piloti non dimostrano che la moto sia stata progettata attorno alle caratteristiche di Marquez. Al contrario, Ducati avrebbe continuato a lavorare per offrire a ciascun pilota le soluzioni più adatte al proprio stile di guida. “Ci sono le Aprilia e comunque non è assolutamente vero che Marc Marquez ha portato lo sviluppo della moto su se stesso, non è assolutamente vero. Non si è fatto la moto per lui, sono discorsi da bar. Noi abbiamo lavorato in modo tale da dare il meglio per tutti i nostri piloti, poi c’è chi si è trovato bene e chi no“.

Secondo Tardozzi, la possibilità di personalizzare alcune componenti della Desmosedici smentisce l’idea di un progetto costruito esclusivamente sulle esigenze del Cabroncito. “Per dire, Bagnaia ha una carena diversa da Marquez e ha usato un’aerodinamica diversa. Ognuno dei piloti ufficiali ha la possibilità di scegliere il materiale più confacente. Noi non facciamo la moto per Marc Marquez, non è così“.

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