GP Qatar

Davide Tardozzi prende posizione: “Marquez l’unico a parlare di sicurezza per il Qatar, gli altri piloti in silenzio”

Giandomenico Tiseo

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Davide Tardozzi / IPA Sport

Davide Tardozzi non ci sta e prende posizione nella polemica sulla sicurezza del Gran Premio del Qatar, in programma dal 6 all’8 novembre. Il team manager Ducati difende Marc Marquez dalle ricostruzioni circolate dopo la riunione della Safety Commission, contestando anche il comportamento di alcuni piloti, accusati di aver mostrato davanti alle telecamere una fermezza che sarebbe poi venuta meno nel confronto con gli organizzatori.

Il dibattito è nato dalle preoccupazioni legate al conflitto in Medio Oriente e dalle garanzie richieste dai protagonisti della MotoGP per disputare la gara di Lusail. Dopo le indiscrezioni che indicavano Marquez tra i più determinati a esprimere i propri dubbi, Tardozzi ha replicato ai microfoni di Sky Sport, respingendo l’idea che lo spagnolo si sia trovato isolato.

“Si butta la croce addosso a Marc perché è quello più carismatico. È stato l’unico che ha portato la voce di tutti i piloti e che, durante la riunione di giovedì ha avuto il coraggio di parlare“, ha dichiarato.

Una stoccata chiara al resto del paddock. Tardozzi sostiene infatti che alcuni piloti avrebbero espresso pubblicamente posizioni più dure rispetto a quelle manifestate durante l’incontro ufficiale.

“Tanti piloti che fuori, di fronte alle telecamere, hanno espresso delle opinioni molto ma molto più decise di quella di Marc, quando sono arrivati all’assemblea davanti all’organizzatore sono rimasti zitti, e questo lascia il tempo che trova“, ha sottolineato.

Il Team Manager Ducati non si limita quindi a contestare la ricostruzione della posizione di Marquez, ma mette in discussione la coerenza di chi avrebbe preferito non esporsi davanti agli organizzatori. Una polemica che si inserisce in un tema delicato, nel quale la sicurezza dei piloti resta la priorità.

Tardozzi ha infine chiarito che la richiesta dello spagnolo non sarebbe stata quella di rinunciare alla trasferta in Qatar, bensì di ottenere garanzie adeguate.  “Marc ha chiesto, come tanti altri, di avere un piano di sicurezza a livello organizzativo, né più né meno. Ma non ha detto ‘Non voglio andare’…“.

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