Formula 1

Cosa succede a Kimi Antonelli: pacchetto diverso da Russell a Singapore. Dubbi Mercedes sugli aggiornamenti

Giandomenico Tiseo

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Kimi Antonelli / IPA Sport

Due vetture gemelle, due specifiche diverse, un solo responso: la W17 “Evo” non funziona. A Marina Bay la Mercedes ha scelto di mettere a confronto diretto vecchio e nuovo pacchetto, e il cronometro delle qualifiche Sprint ha chiuso la discussione.

George Russell, tornato alla configurazione precedente a Sepang, ha centrato la seconda piazza, battuto soltanto da Max Verstappen. Kimi Antonelli, affidato alla vettura aggiornata, si è fermato in settima posizione con sei decimi di ritardo dal compagno: un gap che a parità di livello dei piloti non lascia spazio a letture alternative.

Toto Wolff non poteva chiedere un test più netto, ma il metodo è stato rischioso. Con una sola ora di libere a disposizione per mettere a punto l’assetto, dividere il garage a metà è una scelta da ultima spiaggia, che Brackley ha accettato per capire se i segnali emersi in Malesia dipendessero dall’asfalto abrasivo o dal progetto. Singapore ha escluso l’alibi della pista. Via radio Antonelli, al termine della sessione, ha parlato chiaro con Peter Bonnington: “Non potevo ottenere di più con questa macchina. Ho dato tutto“.

Il quadro tecnico che emerge è preoccupante. Il nuovo pacchetto aumenta la resistenza all’avanzamento senza restituire un carico in curva proporzionato, e il bilancio aerodinamico ne esce penalizzato. A soffrire sono soprattutto le curve lente e i tratti guidati a bassa velocità, un terreno su cui la Mercedes aveva costruito buona parte della propria competitività. Il problema più serio, però, è la correlazione: i dati raccolti in pista non coincidono con le stime di simulatore e galleria del vento, e questo mette in discussione gli strumenti stessi con cui si sviluppa la macchina, non solo l’aggiornamento in questione.

Antonelli, che guida il campionato con 84 punti di margine proprio su Russell, ha accettato di fare da cavia per il team, ma il costo in prestazione è stato alto. Il paradosso è che la prima fila di Russell, per quanto brillante, certifica la strada sbagliata più che un risultato da festeggiare. Il britannico, peraltro, scatterà dal fondo nella gara di domenica per la penalità legata alla sostituzione della Power Unit, e questo toglie parte del valore sportivo al confronto.

Resta il dato tecnico, che pesa più della classifica: a Brackley dovranno decidere in fretta se archiviare il pacchetto introdotto in Malesia già da Austin, prima che l’errore di direzione comprometta anche il finale di stagione.

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