Calcio

Calcio femminile, Roma a caccia d’impresa contro il Chelsea in Champions League

Giandomenico Tiseo

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Manuela Giugliano / IPA Sport

Una notte per cuori forti. Poi uno guarda il calendario e vede Londra, il Chelsea, la Champions di calcio femminile, e capisce che il cammino lo si fa a metà tra il coraggio e l’incoscienza. La Roma vola sul Tamigi (domani alle 18:45) con la valigia piena di buone intenzioni e un conto ancora aperto: sul prato dell’AFC Wimbledon Stadium le ragazze di Spugna si troveranno davanti una delle favorite per la vittoria finale. Non una partita, un esame. Di quelli che i professori chiamano crash test e gli studenti chiamano paura.

Le Blues di Sonia Bompastor arrivano imbattute, con quattro punti in due giornate e la porta ancora immacolata: zero gol subiti, e già questo dice di una squadra che non regala niente. In casa, poi, contro le italiane hanno sempre fatto festa. Vogliono blindare il passaggio del turno e hanno i mezzi per farlo, fisico, ritmo, un’abitudine alla vittoria che a certi livelli vale quanto il talento.

La Roma ci arriva col vento in poppa e il fiato un po’ corto. Alle spalle ha il 5-2 alla Juventus, una domenica di quelle che fanno bene al cuore e agli almanacchi, spettacolo e personalità. In Europa, però, la strada sale: pari all’esordio, poi la botta presa dal Barcellona, che pesa come un macigno quando la classifica comincia a parlare. Servono punti, e servono adesso, per non restare a guardare il treno delle migliori che si allontana.

Londra, per le giallorosse, ha un sapore amaro che porta un numero: 6-0, Stamford Bridge, la scorsa edizione. Una ferita, certo. Ma le ferite, nel calcio, o diventano cicatrici o diventano benzina, e questa Roma ha l’aria di chi preferisce bruciarla. È più matura, ha più chilometri europei nelle gambe, gioca un calcio che non fa sconti a nessuno, nemmeno alle stelle planetarie che vestono di blu.

Come si fa, allora? Si fa una Roma perfetta, che è una richiesta da poco: compatta dietro, corta tra i reparti, spietata quando c’è da ripartire. E in mezzo, a cucire e a spaccare, Manuela Giugliano, capitana dall’estro e dalla geometria, chiamata a inventare quel passaggio che apre il varco e ribalta la serata. Sarà una battaglia di nervi prima ancora che di schemi, con l’orgoglio italiano a bussare alla porta del fortino britannico. Se qualcuno apre, tanto meglio. Altrimenti, si sfonda.

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