Calcio

Calcio femminile, l’Italia sfida la Bielorussia a Firenze per completare il lavoro e approdare alla finale dei playoff

Giandomenico Tiseo

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Martina Giugliano / IPA Sport

Il copione di Tbilisi ha preso forma solo dopo l’intervallo, quando l’Italia ha smesso di girare a vuoto e ha lasciato parlare la propria superiorità. Ora la Nazionale italiana di calcio femminile riparte da quel 2-0 per costruire la seconda metà di un cammino che porta ai Mondiali 2027. Domani, alle ore 18:15, lo stadio Artemio Franchi di Firenze ospiterà il match di ritorno del primo turno dei playoff contro la Bielorussia. Alle azzurre di Andrea Soncin basterà non smarrire la strada già tracciata per conquistare la finale di dicembre.

Il vantaggio acquisito sul campo neutro della Georgia è frutto di una serata a due facce. Per quarantacinque minuti l’Italia è apparsa opaca e poco incisiva, incapace di trovare con continuità la giocata che sbloccasse l’incontro. Nella ripresa, però, la differenza tra le due squadre è emersa in tutta la sua evidenza, e i numeri del Ranking FIFA la certificano (13° posto per le azzurre, 52° per le avversarie). Le firme sul successo sono quelle di Martina Piemonte e di Elisa Polli, che ha festeggiato così il primo sigillo con la maglia della Nazionale.

Il doppio vantaggio consente di affrontare il ritorno con relativa serenità, ma non autorizza distrazioni. Chi supererà questo turno incrocerà le armi con la vincente della sfida tra Finlandia e Serbia, dove le scandinave partono nettamente favorite dopo il 3-1 dell’andata. È una prospettiva che impone di non sprecare energie e di non concedere nulla a una Bielorussia ormai con le spalle al muro.

Nel corso del raduno Soncin ha dovuto fare i conti con un’assenza pesante, quella della difensora Elisa Bartoli, fermata da un problema muscolare. Al suo posto è stata chiamata la debuttante Michela Giordano. Rispetto all’undici iniziale dell’andata il commissario tecnico potrebbe ritoccare qualcosa, premiando chi ha cambiato il volto della gara a Tbilisi partendo dalla panchina: la stessa Polli e la centrocampista Giulia Dragoni, entrambe pronte a rivendicare un ruolo da protagoniste.

La Bielorussia, abituata a difendersi a oltranza con un blocco basso e compatto davanti alla porta di Natalia Voskobovich, dovrà stavolta cambiare registro. Rimontare due reti in trasferta, contro un’avversaria così superiore, significa necessariamente scoprirsi. È proprio in questa scelta obbligata che l’Italia può trovare ciò che le era mancato nel primo tempo di Tbilisi: spazi per le esterne e per le attaccanti, utili a indirizzare in fretta la qualificazione e a guardare già alla finale di dicembre.

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