Calcio
Calcio femminile, Italia fermata sul pari dalla Bielorussia: accede al playoff decisivo senza convincere
Missione compiuta per la Nazionale italiana di calcio femminile, che stacca il pass per l’ultimo atto delle qualificazioni ai Mondiali del 2027. È probabilmente l’unica nota positiva di una sfida contro la Bielorussia che, sul piano della prestazione, lascia ben poco di cui essere soddisfatti.
Dopo il successo per 2-0 nella gara d’andata a Tbilisi, ci si aspettava, e soprattutto si auspicava, che le azzurre di Andrea Soncin potessero affrontare il ritorno con maggiore scioltezza, imponendo la propria superiorità contro un’avversaria sulla carta inferiore. All’Artemio Franchi di Firenze, invece, sono emersi limiti tecnici e caratteriali che non possono passare inosservati. L’1-1 finale racconta una partita dai due volti: il vantaggio illusorio di Barbara Bonansea al 9′ e il pareggio di Karina Olkhovik al 75′, a certificare le difficoltà di una Nazionale incapace di chiudere i conti.
Il risultato dell’andata consente comunque all’Italia di proseguire il cammino verso la rassegna iridata. Sulla strada delle azzurre ci sarà ora la Finlandia, avversaria nella doppia sfida in programma il 26 novembre in trasferta e il 5 dicembre in Italia. Per superare il turno, però, servirà ben altro: le fragilità mostrate contro la Bielorussia non potranno essere riproposte contro le finlandesi.
Per la partita del Franchi, Soncin si affida al tridente composto da Cantore, Girelli e Bonansea, con Caruso in cabina di regia, affiancata da Severini e Greggi. In difesa spazio a Di Guglielmo, Lenzini, Soffia e Boattin, chiamate a proteggere la porta di Baldi.
L’Italia prende subito in mano il pallino del gioco, mentre la Bielorussia sceglie di attendere e difendersi. Al 9′, da un’azione confusa, nasce il vantaggio azzurro: la retroguardia avversaria è incerta in fase di rinvio e Bonansea, con un guizzo d’istinto, ne approfitta per battere l’estremo difensore. Sembra l’inizio di una serata in discesa, il preludio a una partita da gestire senza particolari affanni.
È, invece, soltanto un’illusione. Dopo il gol, le azzurre si rifugiano in un possesso palla sterile, incapace di tradursi in occasioni limpide e di imprimere un’accelerazione alla gara. Le iniziative più interessanti arrivano soprattutto da spunti individuali. A metà del primo tempo, Boattin si rende protagonista di una splendida percussione, ma trova sulla propria strada Voskobovich. Anche Bonansea e Cantore hanno le opportunità per colpire ancora, senza però trovare la necessaria freddezza sotto porta. Manca il guizzo decisivo, quella concretezza in area che permette di trasformare la superiorità territoriale in un vantaggio rassicurante. La Bielorussia resta in partita e l’Italia, anziché mettere in cassaforte la qualificazione, lascia progressivamente spazio ai dubbi.
Nella seconda frazione, le ospiti alzano il livello dell’aggressività, mentre le azzurre abbassano sensibilmente i ritmi. La squadra di Soncin perde intensità, lucidità e capacità di gestione: manca la reazione necessaria per riprendere il controllo di una partita che, almeno sulla carta, avrebbe dovuto condurre senza troppi patemi.
Il commissario tecnico prova a scuotere la squadra ricorrendo ai cambi: entrano Dragoni, Polli e Cambiaghi, mentre lasciano il campo Greggi, Girelli e Bonansea. Le sostituzioni, tuttavia, non producono l’effetto sperato. L’Italia appare distratta e, in occasione di una ripartenza, rischia seriamente di subire il pareggio: Olkhovik colpisce il palo da distanza ravvicinata, facendo tremare la retroguardia azzurra.
La risposta italiana arriva sul ribaltamento di fronte successivo. A metà ripresa, Polli si presenta davanti al portiere e conclude in diagonale, ma anche in questo caso è il legno a negarle la gioia del gol. È un episodio che sembra poter restituire fiducia alle azzurre, ma resta isolato in una prestazione che continua a essere priva di continuità.
Le disattenzioni, del resto, si pagano. Al 75′, sugli sviluppi di un calcio d’angolo della Bielorussia, la difesa italiana combina un pasticcio: Cambiaghi interviene senza riuscire a risolvere la situazione e Boattin non è più efficace nel tentativo di liberare l’area. Olkhovik ne approfitta e questa volta non sbaglia, battendo Baldi e firmando l’1-1.
Il pareggio non scuote la Nazionale dal torpore. Soncin inserisce anche Glionna e Rosucci al posto di Cantore e Soffia, ma neppure gli ultimi cambi riescono a modificare l’inerzia della gara. L’Italia fatica a costruire una reazione convincente e accompagna il match verso il fischio finale senza ritrovare quella brillantezza che sarebbe stata necessaria per chiudere la qualificazione con maggiore autorevolezza.
Dopo sei minuti di recupero, l’arbitro sancisce la fine dell’incontro: al Franchi è 1-1. L’Italia passa il turno grazie al risultato dell’andata, ma la prestazione lascia più interrogativi che certezze.