Ciclismo

Brandon McNulty soddisfatto: “Volevo vincere con la maglia iridata”

Giandomenico Tiseo

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Brandon McNulty / LaPresse

La maglia più prestigiosa del ciclismo sulle spalle, la voglia di lasciare il segno e un assolo decisivo nel finale. Brandon McNulty chiude la stagione nel modo migliore, conquistando la Veneto Classic 2026 e centrando il primo successo ufficiale dopo la conquista del titolo mondiale a Montréal.

A Bassano del Grappa, il corridore statunitense della UAE Team Emirates-XRG si è preso la scena con un attacco che ha spezzato gli equilibri della corsa, trasformando un obiettivo inseguito nelle ultime classiche italiane in una vittoria dal significato particolare. Non era soltanto questione di alzare le braccia al traguardo: per McNulty, riuscirci indossando la maglia iridata rappresentava il modo ideale per mettere il sigillo sul proprio 2026.

“Volevo fortemente chiudere la stagione con una vittoria indossando la maglia iridata“, ha raccontato dopo l’arrivo, spiegando la determinazione con cui aveva affrontato gli ultimi appuntamenti del calendario italiano. Un desiderio diventato realtà al termine di una prova interpretata con coraggio e lucidità, nella quale lo statunitense ha saputo scegliere il momento giusto per fare la differenza.

La svolta è arrivata a circa undici chilometri dal traguardo, sulle pendenze sterrate della salita della Diesel Farm. Qui McNulty ha cambiato ritmo, lasciandosi alle spalle il compagno di fuga Anthon Charmig e costruendo l’azione solitaria che lo ha condotto fino al traguardo, sotto lo storico Ponte degli Alpini. Un finale da protagonista, suggellato da una vittoria che gli consente di festeggiare per la prima volta da campione del mondo.

“Tutto ha funzionato alla perfezione oggi. Sapevamo che il tratto sterrato della Diesel Farm sarebbe stato decisivo. Quando sono rimasto solo ho spinto al massimo in modalità cronometro fino alla fine“, ha commentato.

Il successo ha un valore che va oltre il risultato sportivo. La maglia iridata porta con sé prestigio, aspettative e una pressione inevitabile, soprattutto quando si torna a correre dopo aver conquistato il titolo più ambito. McNulty non ha nascosto la soddisfazione per essere riuscito a trasformare questa responsabilità in una spinta ulteriore, definendo “davvero speciale” la possibilità di vincere con i colori del campione del mondo sulle spalle.

La Veneto Classic diventa così il punto esclamativo sulla sua stagione: un trionfo cercato con convinzione, ottenuto attraverso un attacco incisivo e festeggiato con l’orgoglio di chi è riuscito a raggiungere un obiettivo personale.

“Quando corri con una maglia come questa, tutti ti tengono d’occhio e ti marcano stretto. È un po’ diverso rispetto al passato, ma la squadra mi ha supportato alla grande“, ha concluso.

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