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Brad Gilbert: “Possibili divergenze tra Sinner e Cahill. L’operazione è un’opzione sul tavolo”

Andrea Addezio

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Jannik Sinner / LaPresse

Jannik Sinner, a causa dell’infortunio al ginocchio, osserverà una pausa forza dalle competizioni di quasi sei mesi. La speranza è quella di rientrare a pieno regime nel circuito all’inizio del 2027 e di essere pronto per l’Australian Open. In un contesto certamente non semplice potrebbero anche modificarsi gli atteggiamenti verso le persone a lui vicine ed è proprio quello che potrebbe accadere tra l’italiano e Darren Cahill, uno dei suoi allenatori

L’americano Brad Gilbert, nell’ultima puntata del podcast Big T, ha sollevato interrogativi sul ruolo dell’australiano in questo difficile periodo per Jannik Sinner. L’allenatore statunitense ha rivelato i dettagli di una possibile frattura tra Sinner e uno dei suoi tecnici e non ha escluso la possibilità dell’intervento chirurgico.

Sul forfait di Sinner a Cincinnati come momento che segna l’inizio dei problemi: “Ho parlato molto con Darren ultimamente. Mi ha detto che tutto è iniziato quando era in viaggio verso l’aeroporto di Los Angeles per prendere il volo per Cincinnati. Aveva un appuntamento con Jannik, ma all’ultimo minuto ha ricevuto una telefonata che lo informava che l’italiano non avrebbe gareggiato. Da allora, è in attesa di notizie, e questo è molto frustrante”.

Sull’evoluzione dell’infortunio di Sinner: “A quanto mi risulta, Jannik sta seguendo i consigli dei medici, che vogliono evitare l’intervento chirurgico. Gli hanno chiesto di prendersi qualche giorno di riposo e poi di riprendere gli allenamenti. Ma il dolore continua a tornare. Alcuni giorni si sente bene, ma alla fine avverte di nuovo fastidio. Sono coinvolti diversi medici nel caso, fino a tre diversi specialisti”.

Sulla possibilità dell’intervento chirurgico come opzione concreta: “Riuscite a immaginare cosa succederebbe se arrivassimo a dicembre, quando dovrà intensificare gli allenamenti per prepararsi agli Australian Open, e il dolore persistesse? In quello scenario, l’intervento chirurgico diventerebbe un’opzione. Si cerca sempre di evitare la chirurgia, ma la verità è che oggi gli interventi al ginocchio sono molto meno invasivi di trent’anni fa”.

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