Tennis

Boris Becker difende Alexander Zverev: “Totali sciocchezze, può battere solo chi ha davanti”

Giandomenico Tiseo

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Alexander Zverev / LaPresse

Nel tennis, il valore di una stagione non dovrebbe dipendere soltanto dall’identità degli avversari affrontati, né dalle assenze che hanno modificato gli equilibri del circuito. È questo il principio su cui Boris Becker fonda la propria difesa di Alexander Zverev, finito al centro delle discussioni per la prospettiva di concludere l’anno al vertice della classifica mondiale.

Per l’ex campione tedesco, mettere in discussione il traguardo del connazionale sulla base delle difficoltà incontrate dai rivali significa ignorare una regola elementare dello sport: ciascun giocatore risponde dei risultati che riesce a ottenere nelle condizioni che gli si presentano.

L’assenza prolungata di Carlos Alcaraz e lo stop di Jannik Sinner nella seconda parte della stagione hanno inevitabilmente condizionato la corsa al primato. Due circostanze che hanno alimentato le obiezioni di chi considera il possibile successo di Zverev più legato alle occasioni favorevoli che a una reale superiorità sui principali concorrenti.

A rafforzare questa lettura ci sono anche i precedenti del 2026: quando Alcaraz e Sinner erano ancora in campo, il tedesco non è riuscito a imporsi nei confronti diretti, incassando cinque sconfitte contro l’azzurro e una contro lo spagnolo. Nel bilancio stagionale figura anche il confronto perso contro Novak Djokovic, nell’unica sfida disputata tra i due.

Una ricostruzione che Becker respinge senza esitazioni. Intervenuto nel podcast condotto insieme ad Andrea Petkovic, il tre volte campione di Wimbledon ha definito le critiche “totali sciocchezze“, contestando l’idea che il piazzamento di Zverev debba essere ridimensionato per effetto delle assenze altrui.

Il suo ragionamento è diretto: il tedesco può affrontare soltanto gli avversari che trova dall’altra parte della rete e non ha alcuna responsabilità per gli imprevisti che colpiscono i concorrenti. “Battere solo chi ha davanti” è il principio richiamato da Becker, che ha sottolineato come i rivali più accreditati “si sono infortunati o siano stati già eliminati“.

Becker aveva già invitato a riconoscere i meriti del connazionale a settembre, dopo il successo ottenuto a Flushing Meadows, richiamando l’attenzione sui risultati accumulati da Zverev nel corso della stagione. In quell’occasione aveva ricordato che il tedesco aveva “vinto due Slam in stagione, giocato tre finali consecutive ed era arrivato a servire per il match nella semifinale in Australia contro Alcaraz“.

Il messaggio rivolto ai critici era stato altrettanto esplicito: “La gente deve finalmente riconoscergli il rispetto che merita“. Riconoscere il peso delle assenze, in questa prospettiva, non significa negare il merito di chi ne beneficia, soprattutto quando una stagione comprende prestazioni e traguardi che non possono essere liquidati come semplici coincidenze.

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