Formula 1
Biagio Maglienti: “In Ferrari c’è una lotta di potere. Antonelli farà orientare i team verso certe scelte”
Nella nuova puntata di Motor News, trasmissione in onda sul canale Youtube di OA Sport, si è posta la lente di ingrandimento sul GP degli Stati Uniti d’America. Biagio Maglienti ha analizzato le rispettive situazioni in Mercedes e Ferrari, soffermandosi anche sull’importanza dei giovani piloti in questa nuova F1.
Questa l’idea del commentatore italiano, prendendo come esempio Antonelli:“Ha già effettuato questo genere di performance quasi in tutte le gare. Pirro diceva che è il pilota che ha recepito nel miglior modo le nuove tecnologie e regole. A mio parere questo finale di stagione indirizzerà i team a scegliere più piloti giovani che stanno crescendo e sono nelle formule minori. Loro hanno più possibilità di recepire i messaggi degli ingegneri. Camara è un altro pilota di nuova generazione che può fare bene e sul quale si può scommettere”.
Su Russell e la sua figura decaduta in questa stagione: “Il primo avversario di qualsiasi pilota è il compagno di squadra. Non so come possa pensare l’anno prossimo di riabilitare la sua figura di pilota perché in questa stagione è stata distrutta. Rimarrà in Mercedes a meno di grosse sorprese”.
La situazione in Ferrari ed il dualismo senza scopi: “Diverso quello che sta succedendo in Ferrari, Hamilton è altalenante come Leclerc. Hamilton pensava di rimanere davanti a Leclerc in questa stagione, ma così non è. Kimi Antonelli è da considerare il numero uno, in Ferrari continua questa lotta di potere. Hamilton si aspettava di essere protagonista nel team, Leclerc ha cercato di ribaltare la situazione, ma non ci è riuscito. La situazione di pareggio nel box non dà mai frutti migliori, lo abbiamo visto tante volte nella storia della F1. Un Team Principal guarda anche al Mondiale costruttori, ma non è detto che la rivalità tra compagni porti dei punti preziosi per vincerlo”.
Chiudendo sul britannico e sulle sue aspettative di cambiare le cose in Ferrari: “Hamilton arrivava con credenziali diverse nel team, arrivava da stracampione del mondo. Leclerc era un astro nascente. Le sue aspettative sono state ridimensionate, anche nei confronti del team”.