Tennis
Berrettini si sfoga dopo Shanghai: “Il primo set grida vendetta”
Il Masters 1000 di Shanghai si chiude al secondo turno per Matteo Berrettini, sconfitto da Brandon Nakashima, testa di serie numero 16, con il punteggio di 7-6(4) 7-5. Un risultato che lascia spazio ai rimpianti, soprattutto per l’andamento di un confronto rimasto in bilico fino agli scambi conclusivi.
Intervenuto ai microfoni di Sky Sport dopo il match, Berrettini non nasconde la delusione. Il primo set, in particolare, pesa sul bilancio della giornata: l’italiano non riesce a concretizzare tre palle break consecutive e finisce per pagare a caro prezzo le opportunità sprecate.
L’analisi del romano parte proprio dalle occasioni che avrebbero potuto cambiare il volto della partita. Berrettini riconosce il valore dell’avversario, ma individua nei momenti cruciali il fattore determinante della sconfitta.
“Un’altra partita con un sacco di chance, soprattutto un primo set che grida vendetta, in cui non sono riuscito a sfruttare le tre palle break di fila. Stavo giocando bene, secondo me è stata una partita di alto livello. Lui è stato molto, molto solido e alla fine fondamentalmente ha giocato meglio di me nei momenti cruciali. Questo è uno sport che, soprattutto su superfici così rapide, si gioca su pochi punti“, ha raccontato.
Nakashima ha saputo mantenere lucidità nei frangenti più delicati, mentre Berrettini non è riuscito a trasformare in vantaggio le opportunità costruite. Resta la consapevolezza di aver espresso un tennis competitivo, pur senza trovare la continuità necessaria per portare a casa il risultato.
Al di là del risultato, il bilancio della trasferta asiatica non è soltanto negativo. Il tennista romano individua nella condizione fisica e nella rinnovata voglia di competere gli aspetti più incoraggianti da cui ripartire. La sconfitta fa male, ma non cancella i progressi maturati nel corso degli ultimi anni.
“Ciò che mi porto dietro è che fisicamente sto bene. Ho voglia di giocare, di competere, di stare lì, di migliorare e mi brucia parecchio quando perdo, quindi è un buon segnale, nonostante sia nel tour da un po’ di anni. C’è sempre qualcosa che si può migliorare, c’è sempre un obiettivo davanti, che non è solo quello di vincere le partite. Sento che nel percorso che sto facendo da qualche anno a questa parte sto mettendo sempre dei tasselli importanti“, ha dichiarato.
Rimane il dispiacere per un tour asiatico che avrebbe potuto regalare maggiori soddisfazioni. Le aspettative erano positive, sia per l’appuntamento di Tokyo sia per quello di Shanghai, ma il campo ha restituito un bilancio meno gratificante del previsto. Berrettini, tuttavia, non intende lasciarsi condizionare dall’esito delle ultime partite e ribadisce la volontà di continuare a lavorare.
“Mi dispiace perché avevo delle buone sensazioni sia per questo torneo che per Tokyo. Però so anche che il tennis è così: ti premia quando meno te lo aspetti. Quindi continuerò a giocare e a spingere. Vediamo un po’ che succede“, ha concluso.