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Baseball: Italia, è un 2026 da ricordare su tutta la linea

Federico Rossini

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Italia / Ezio Ratti / WBSC

Da qualunque parte ci si giri, quello dell’Italia è stato un 2026 da ricordare in termini di baseball. Non ci sono dubbi sul fatto che Francisco Cervelli, in qualunque tipo di sistema, sia riuscito a costruire una squadra e sia anche manager versatile, perché districarsi attraverso due questioni ben distinte, come vedremo, e di fatto con due roster assolutamente diversi, è sintomo di dimostrazione di capacità di primo livello.

Questa storia, in termini di 2026, parte dal World Baseball Classic. Includerlo potrà sicuramente lasciare una diversità di pareri, ma sta di fatto che è risultato il momento che ha fatto scoprire il baseball anche fuori dal cerchio stretto degli appassionati italiani. E anche oltre i cliché. Costruire una squadra, portarla a vincere contro le grandi stelle americane e messicane, giungere fino in semifinale, non è affare per tutti. Con il mix delle tante stelle MLB e dei principali nomi che vediamo in Italia, più Samuel Aldegheri che oramai è lanciatore del livello della lega professionistica americana, Cervelli ha compiuto il primo grande capolavoro dell’anno.

Il secondo è quello dell’Haarlem Week. Se qualcuno avesse avuto bisogno di una conferma non solo del Classic, ma anche, e ancor di più, del secondo posto degli Europei di un anno fa, eccola. Senza le superstar d’Oltreoceano a disposizione, ma con il gruppo sostanzialmente basato sull’identità italiana ed europea di chi, per buona misura, calca i nostri diamanti, all’Haarlem Week di solito ci si andava e non si riusciva mai a cogliere grandi risultati con qualche vittoria qui e là, ma senza sogni d’alta quota. Per Cervelli, però, il principio è sempre uno: oltre a sognare di farle, le cose si possono fare eccome. Una, due, tre vittorie sui padroni di casa olandesi valgono alla squadra azzurra una vittoria che non c’era mai stata in uno dei tornei più acclamati del circuito internazionale.

Il terzo è un po’ “il capolavoro imperfetto”, quello della qualificazione per il Premier12 di Barcellona. Imperfetto perché in questo caso non è neppure necessaria la perfezione. Basta arrivare ai primi due posti, quindi anche con una partita persa (salvo fattori strani di classifica avulsa). E in effetti quella persa arriva, con la Spagna padrona di casa. A questo punto il gioco è diverso, perché diverse sono le circostanze. E le circostanze sono anche quelle che caratterizzano questa Italia. Va sotto 1-3 contro la Colombia, la risolve negli ultimi due inning. Deve giocare la partita da dentro o fuori contro la Germania, domina la partita. La conclusione di un brillantissimo cerchio, e contemporaneamente il punto di partenza ideale per un 2027 a questo punto attesissimo.

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