GP Giappone
Bagnaia ammette: “Non riesco a fare quello che fanno i piloti più veloci”
Il weekend di Motegi ha lasciato a Francesco Bagnaia più interrogativi che soddisfazioni, ma anche una certezza: secondo il pilota Ducati, il rendimento del fine settimana giapponese non può essere attribuito soltanto alle difficoltà incontrate con gli pneumatici Michelin. Dopo il clamoroso cedimento della soft posteriore nella Sprint del sabato, che lo aveva costretto al ritiro, Bagnaia ha infatti individuato soprattutto nelle scelte della squadra e dei piloti l’origine di una parte dei problemi emersi sul nuovo asfalto del circuito.
La soluzione che ha cambiato il volto della sua domenica è stata la gomma posteriore dura con carcassa specifica per le alte temperature. Era stata portata da Michelin come alternativa di sicurezza, ma si è rivelata invece la scelta più competitiva tra quelle disponibili. Un dettaglio che, secondo Bagnaia, avrebbe dovuto essere compreso già durante le prove del venerdì.
“Penso che sia stata una grande sorpresa, ma una bella sorpresa, perché almeno sono riuscito a fare un po’ di più, quindi è andata meglio. È stata colpa nostra, dei piloti, che non l’avevamo provata prima. Ma onestamente, quando ho visto l’allocazione, mi ero detto che le gomme dure sarebbero state un back-up“, ha spiegato Bagnaia ai giornalisti presenti a Motegi.
Il piemontese ha quindi escluso di voler puntare il dito contro il fornitore unico. Anzi, ha ricordato come una situazione analoga si fosse già verificata in passato, quando proprio le coperture più dure avevano finito per offrire il rendimento migliore.
“Anche la Michelin ha detto che erano un piano di riserva, quindi cerchi di non usare le gomme di back-up. Ma la cosa più importante è che già in passato ci siamo trovati in una situazione simile, e in quel caso le migliori si sono rivelate proprio le gomme dure. Quindi è sempre importante testare tutto prima di arrivare in gara, ed è stata colpa nostra“, ha aggiunto.
Pecco ha riconosciuto che l’allocazione degli pneumatici era nota a tutti e che proprio per questo sarebbe stato necessario valutare con maggiore attenzione l’impatto del nuovo asfalto. “L’allocazione la sapevamo, quindi abbiamo sbagliato noi a non considerare il fatto che l’asfalto fosse nuovo e che la mescola della gomma dura fosse la stessa della gomma soft. Dopo la Sprint io avevo già deciso che avrei usato la dura, perché sapevo che con la media sarebbe finita allo stesso modo, quindi ho spinto per avere un warm-Up di 20 minuti per provarla“.
La scelta si è rivelata corretta. Bagnaia racconta di essere stato praticamente l’unico, all’interno del box Ducati, a insistere sulla necessità di puntare sulla dura. L’unico dubbio riguardava la capacità dello pneumatico di raggiungere rapidamente la temperatura ideale, ma la pista ha fornito una risposta immediata.
“Ieri penso che fossi l’unico in Ducati che spingeva per correre con la dura, avevo qualche dubbio solo su quanto ci sarebbe voluto a portarla in temperatura, ma sono entrato in pista e mi sono trovato subito bene. Anzi, andava meglio delle altre due gomme, infatti abbiamo sbagliato noi piloti a non provarla venerdì. Se qualcuno l’avesse fatto, l’avrebbero usata tutti da subito“, ha dichiarato.
L’ottavo posto conquistato in gara è infatti lontanissimo dal dominio mostrato da Bagnaia un anno prima, quando proprio in Giappone aveva firmato una straordinaria doppietta. E il confronto con quel rendimento rende ancora più evidente quanto sia cambiato il suo rapporto con la Ducati.
Il centauro nostrano, tuttavia, non cerca giustificazioni. La sua lettura è piuttosto netta: con il pacchetto a disposizione, il risultato ottenuto rappresentava il massimo possibile. “Penso che abbiamo fatto il massimo con quello che avevamo a disposizione. Andare oltre sarebbe stato difficile. Guardando anche i dati del weekend, non riesco a fare quello che fanno i piloti più veloci, quindi non è una mancanza di velocità, non è una mancanza di grinta, è che proprio non ci riesco. È un po’ un peccato, perché su altri circuiti facevo già fatica l’anno scorso, quindi avevo un po’ perso la mia velocità“.
Bagnaia sa di aver avuto, proprio a Motegi, un rendimento da protagonista assoluto e per questo dispone di un metro di paragone particolarmente chiaro. Oggi, invece, quella stessa prestazione non è stata replicabile. “Ma qui, l’anno scorso, ero fortissimo, quindi avevo un’idea chiara di cosa fossi in grado di fare. Ma oggi, e per tutto il weekend, è stato impossibile farlo. Quindi è così e dobbiamo accettarlo, ma anche dare il massimo. Penso che la mia squadra, con il setting dell’elettronica e della moto, abbia fatto un ottimo lavor, quindi fare di più era impossibile“.
La vittoria di Marc Marquez ha infatti consegnato a Gigi Dall’Igna il centesimo successo da direttore generale di Ducati Corse. Un traguardo che Bagnaia ha voluto celebrare, riconoscendo il peso del lavoro svolto dall’ingegnere veneto. “Tutti conoscono Gigi e sanno quanto sia bravo. Ha fatto davvero un lavoro incredibile. Purtroppo, nelle ultime due stagioni, non sono riuscito a dare il meglio di me e a migliorare, ma è andata così. Comunque complimenti a Gigi, ha fatto sicuramente un lavoro straordinario“.
Infine, lo sguardo di Bagnaia si è spostato sulla corsa al titolo. A sei gare dalla conclusione, Jorge Martin e Marc Marquez sono separati da appena due punti e il calendario sembra destinato a mantenere aperto il confronto fino all’ultimo appuntamento di Valencia. “Penso che sia fantastica. In Indonesia sarà molto difficile per la Ducati, ma poi andremo in Australia, dove Marc è fortissimo, quindi la lotta sarà serrata fino a Valencia. Anche perché la Malesia è più favorevole a Jorge, mentre Valencia è più favorevole a Marc. Sarà una bella sfida tra di loro e spero di vedere il meglio di entrambi“.