Formula 1
Alonso, bordate dopo Austin: “Il livello dell’ultimo terzo della griglia è molto basso”
Fernando Alonso non è tipo da nascondere la propria delusione dietro dichiarazioni di circostanza. Dopo il Gran Premio degli Stati Uniti, chiuso al sedicesimo posto, il pilota dell’Aston Martin ha puntato il dito contro Alex Albon, responsabile del contatto che ha compromesso la sua gara nelle prime battute a Austin. Ma, come riportato da AS, la critica dello spagnolo si è estesa anche al livello dei piloti che occupano le retrovie della griglia.
Partito dalla tredicesima posizione, Alonso sperava di poter lottare per la zona punti. Tutto è cambiato alla curva 11 del primo giro, quando Albon è arrivato lungo in frenata, colpendo l’Aston Martin e danneggiandone pesantemente il fondo.
“Il problema più grande della mia gara è stato l’incidente con Alex in Curva 11. Perdevamo circa mezzo secondo al giro e anche di più“, ha spiegato Alonso, prima di descrivere le condizioni della monoposto: “La macchina era distrutta, ho visto al Parco Chiuso che mancava metà del fondo. Non so come sono riuscito a continuare e riuscire ad essere in qualche modo competitivo. Se la macchina fosse rimasta integra, probabilmente avremmo potuto conquistare dei punti“.
Il rammarico per un risultato potenzialmente alla portata ha lasciato presto spazio a parole decisamente più pungenti nei confronti del pilota Williams. “Quando parti nelle retrovie, ci sono questi rischi. Il livello dell’ultimo terzo dei piloti in griglia è molto basso, come si è visto con Alex. Quindi dobbiamo migliorare la macchina per portarla più avanti in griglia“.
Una presa di posizione netta, nello stile di Alonso, che non ha mai fatto della diplomazia il proprio marchio di fabbrica. Il giudizio su Albon diventa così una critica più ampia a una parte dello schieramento, accompagnata dalla consapevolezza che una monoposto più competitiva potrebbe consentire all’Aston Martin di evitare situazioni simili.
Alonso non ha nascosto la frustrazione per l’occasione persa, chiudendo con un’ulteriore frecciata: “A volte andiamo meglio, altre peggio. Dipende dalla power unit. Oggi avremmo potuto conquistare punti per accorciare il divario, ma loro si sono assicurati che non lo potessimo fare…“.