Tennis
Alexander Zverev pronto alla sfida contro Djokovic a Pechino: “Non vedo l’ora di affrontarlo”
Alexander Zverev non ha avuto bisogno di una partita lunga per capire di essere arrivato a Shanghai con le idee chiare. Il 6-0 6-3 rifilato a Shang Juncheng gli ha permesso di archiviare rapidamente l’impegno e di rivolgere subito lo sguardo al prossimo ostacolo: Novak Djokovic. Un appuntamento che il tedesco considera tra i più impegnativi possibili sul cemento e che arriva in un momento nel quale la sua fiducia sembra essere tornata su livelli importanti.
Il match contro Shang ha avuto un andamento quasi a senso unico. Zverev ha imposto ritmo e intensità fin dalle prime battute, sfruttando anche condizioni che, con il tetto chiuso, gli hanno ricordato quelle di un torneo indoor. Il tedesco, tuttavia, ha sottolineato come la preparazione alla partita fosse stata tutt’altro che superficiale.
“Le condizioni erano diverse perché il tetto era chiuso. Sembrava davvero di giocare al coperto: era un campo indoor e per me era confortevole. Mi aspettavo comunque una partita difficile, perché so che è molto giovane, ha tanto talento e un grande potenziale. So che negli ultimi anni ha avuto problemi con gli infortuni, ma sappiamo quanto possa essere pericoloso“, ha raccontato in conferenza stampa.
Una partita che Zverev affronta anche con un obiettivo più ampio sullo sfondo. La corsa al numero uno resta infatti tra le sue ambizioni, ma il tedesco ha scelto di non guardare troppo lontano. L’assenza di Jannik Sinner a Shanghai apre scenari interessanti nella parte alta della classifica, ma per Zverev la priorità è molto più immediata: superare Djokovic.
“Non è un segreto che sia un obiettivo, sicuramente. Ma in questo preciso momento sto pensando a Novak Djokovic e alla partita di domani. Affrontarlo sul cemento è una delle sfide più difficili nel nostro sport. So per cosa sto giocando e so di essere molto, molto motivato in questo momento. Ma domani mi aspetta una sfida complicata ed è su quella che sono concentrato“, ha sottolineato.
Dietro questa sicurezza c’è anche un percorso tecnico che Zverev ha deciso di intraprendere nell’ultimo periodo. Il tedesco ha raccontato di aver scelto, insieme al proprio team, di modificare alcuni aspetti del proprio tennis, accettando inizialmente anche il rischio di qualche risultato negativo.
“Alla fine dello scorso anno ho ridefinito un po’ il mio tennis. Ne ho parlato apertamente. Mi sono seduto con il mio team e abbiamo deciso che quest’anno avremmo giocato un tennis diverso. Sta funzionando bene. All’inizio dell’anno abbiamo perso alcune partite che non avremmo dovuto perdere, ma sapevamo che era il prezzo da pagare. Sono contento di aver fatto questo passo“, ha sottolineato.
La stagione è ormai nella sua fase avanzata e il peso mentale degli appuntamenti può diventare rilevante, ma il tedesco non sembra intenzionato a considerare la stanchezza un ostacolo. “Il mio serbatoio va bene. In questa parte della stagione sei stanco soprattutto mentalmente. Quando hai qualcosa per cui giocare, io mi sento bene. So di essere capace di recuperare e di giocare un buon tennis. Devo fidarmi delle mie capacità“.
Zverev ha evidenziato come l’evoluzione tecnologica abbia modificato velocità e potenza del gioco, incidendo inevitabilmente anche sulle caratteristiche necessarie per competere ai massimi livelli. “Il tennis non è certamente peggiorato. Tutto si evolve: noi esseri umani, lo sport, la tecnologia. Racchette e corde rendono il gioco più veloce e più potente. Sono cambiate anche le superfici e le palline”.
Il confronto con gli inizi della sua carriera porta quindi a una conclusione precisa sulla direzione presa dal circuito. “Dieci anni fa, quando sono arrivato nel circuito, il tennis era molto più tattico. Dovevi ragionare su come giocare. Adesso credo che conti molto la potenza: chi colpisce meglio di diritto e di rovescio vince la maggior parte delle partite”.