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Alexander Zverev ammette: “Sono un essere umano, non un robot. La caviglia stava bene, ma ero stanco”

Erik Nicolaysen

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Zverev / Lapresse

Alexander Zverev si è presentato in conferenza stampa per commentare la sua sconfitta contro lo spagnolo Alejandro Davidovich Fokina nella semifinale del Masters 1000 di Shanghai 2026. Il futuro numero uno al mondo ha ceduto in tre set con lo score di 5-7 6-4 6-3, rimandando l’appuntamento con il primo titolo della stagione al di fuori degli Slam (ha vinto “solamente” il Roland Garros e gli US Open).

“Non sono un robot, ma un essere umano. Mi stanco anch’io, è così. Dopo gli US Open ho avuto un solo giorno di riposo in totale. Penso di aver giocato tantissimo a tennis, e questo è molto positivo, perché significa che ho giocato bene. Anche qui ho affrontato partite difficili. Personalmente, credo di aver iniziato a essere piuttosto scarico già dalla partita contro Bublik, perché stavo perdendo energie. Ho giocato una partita fenomenale contro De Minaur, ma oggi ero spento. Anche nel primo set, nonostante l’abbia vinto, mi sentivo meno brillante e non reagivo molto bene. In risposta ho fatto parecchia fatica. Ma, ancora una volta, siamo tutti esseri umani, anche i migliori giocatori del mondo“, ha spiegato il tedesco.

Sulle maggiori difficoltà affrontate oggi in campo: “Sapevo che avrebbe servito in quella direzione, ma credo che la risposta sia il colpo più difficile da eseguire quando sei un po’ affaticato. Penso che, nel tennis, la prima cosa a risentire della stanchezza sia la vista. Sapevo dove sarebbe andato il servizio e, nella maggior parte dei casi, riuscivo anche ad arrivarci con la racchetta, ma sbagliavo. Non riuscivo a rimandare la palla dentro al campo. Quindi gli vanno fatti i complimenti: ha giocato come doveva giocare. Secondo me ha disputato una buona partita. Va bene così. Per me va bene perdere, perché sento di aver fatto un buon lavoro. E, ancora una volta, siamo tutti esseri umani: possiamo stancarci un po’, è normale“.

Sulla programmazione delle prossime settimane: “Tornerò a casa e non mi allenerò per qualche giorno. Siamo a sabato. Se giocherò a Vienna, avrò dieci giorni a disposizione. Devo però vedere come reagirà il mio corpo, perché credo che adesso una pausa sia piuttosto necessaria. Di sicuro mi prenderò un paio di giorni di riposo. E poi vediamo“.

“Se sento che avrei potuto fare qualcosa in più, allora la sconfitta mi fa male e continuerà a farmi male. Quello che hai vinto in passato non cambia questa sensazione. Se invece hai la sensazione di aver fatto tutto quello che potevi, è diverso. E, a pensarci bene, in questo torneo credo persino di aver perso dopo aver ottenuto, per certi versi, più di quanto mi aspettassi, considerando quanto tennis avevo giocato“, aggiunge il nativo di Amburgo.

“Ho perso contro Davidovich Fokina, che qualcuno magari definirà il numero venti e qualcosa del mondo. Ma innanzitutto sta giocando bene. In secondo luogo, credo che questa settimana abbia persino superato le aspettative, proprio per la quantità di tennis che avevo nelle gambe. Mi sono portato dietro un piccolo problema fisico e la stanchezza fin dall’inizio del torneo. Per questo, perdere oggi contro un giocatore come lui è qualcosa che posso accettare“, prosegue Zverev.

Sul bilancio finale dello swing asiatico: “Credo sia stata una buona trasferta. Nelle settimane precedenti ho giocato tanto tennis, e non posso che ripetere quello che ho già detto. A Pechino sono arrivato il giorno prima del torneo, dopo la Laver Cup, e ho giocato una partita fantastica contro Novak, che poi ho perso. Può succedere. Qui ero un po’ stanco. È così“.

‘Sascha’ rivela infine di non aver accusato troppo il problema alla caviglia nel match odierno: “Curiosamente la caviglia era messa peggio nei primi turni rispetto a oggi. Oggi, in realtà, stava bene. Credo che chi ha visto la partita abbia notato che mi muovevo un po’ più lentamente, forse correvo meno del solito. Ma non ho molto altro da aggiungere rispetto a quello che ho già detto. Va bene così. Ho giocato tanto tennis, ed è un buon segnale per me. Inoltre, quest’anno sono riuscito a giocare senza infortuni, e anche questo è un aspetto positivo“.

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