Tennis
Zverev allo scoperto: “Il numero 1 è un obiettivo. Dopo il Roland Garros è cambiato tutto”
Alexander Zverev non ha intenzione di nascondersi. La vetta del ranking ATP è diventata un obiettivo concreto e il tedesco, dopo aver finalmente conquistato il primo Slam della carriera, sente di poter guardare ancora più in alto. La distanza da Jannik Sinner si è ridotta e la situazione in classifica gli permette di coltivare un’ambizione che, fino a pochi mesi fa, sembrava decisamente più lontana.
A Pechino, dopo la parentesi della Laver Cup, Zverev è pronto a ripartire con un traguardo preciso davanti agli occhi. Il tedesco sa che il numero 1 non dipenderà esclusivamente dai suoi risultati, ma non intende nemmeno sottrarsi alla sfida.
“Lotta per la prima posizione della classifica? Penso che sia un obiettivo per chiunque. Credo che all’inizio della stagione tutti si aspettassero che il duello fosse tra Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, quindi sono molto contento di essere entrato anch’io in questa conversazione (ride, ndr). È qualcosa che ho in mente“, ha dichiarato Zverev in conferenza stampa.
Il tedesco, però, è consapevole che il modo migliore per avvicinarsi alla vetta sia concentrarsi esclusivamente sugli aspetti sotto il suo controllo. La classifica, infatti, è la conseguenza di un percorso nel quale prestazioni, continuità e condizione fisica avranno un peso determinante.
“Credo di averlo detto tante volte quest’anno: l’unica cosa che posso controllare è giocare bene a tennis, esprimermi al meglio in campo, cercare di stare bene sul piano fisico e mentale e fare tutto il possibile per prepararmi al massimo. Tutto il resto verrà di conseguenza. Ci sono cose che posso controllare e altre che non dipendono da me… Ci sono diversi fattori in gioco. Cercherò semplicemente di concentrarmi sul vincere le partite che posso vincere“, ha aggiunto il numero due del mondo.
Il primo Major della carriera ha cancellato un dubbio che, nonostante gli anni trascorsi ai vertici, continuava a essere presente. Da quel momento, anche l’idea di poter conquistare altri Slam ha assunto un significato completamente diverso.
“Dopo aver vinto il Roland Garros, è cambiato il modo in cui affronto le cose, perché sento di averne già vinto uno. Subito dopo il Roland Garros sono arrivato in finale a Wimbledon e ho sentito davvero di poter vincere di nuovo. Prima di conquistare il primo Slam, soprattutto alla mia età — avevo e ho ancora 29 anni — ti chiedi se riuscirai mai a farcela oppure no“, ha spiegato il tedesco.