Pallavolo

Volley femminile, riparte la caccia a Conegliano: le favorite per lo scudetto 2026-2027

Enrico Spada

Pubblicato

il

Asia Wolosz / LVF

La domanda alla vigilia della nuova Serie A1 femminile è familiare, ma le risposte delle inseguitrici sono cambiate: chi può togliere lo scudetto a Conegliano? Le Pantere hanno conquistato nove titoli italiani, gli ultimi otto consecutivi. Ripartono dal gruppo che conosce meglio di chiunque altro le partite decisive, mentre Milano, Scandicci e Novara cercano strade diverse per ridurre il distacco. Chieri può inserirsi nella lotta, a patto di trasformare la propria crescita in continuità contro le grandi.

Conegliano resta la favorita più netta. Daniele Santarelli può ancora affidarsi alla diagonale composta da Asia Wolosz e Isabelle Haak, alla qualità di Gabi e Zhu Ting in banda, a Sarah Fahr al centro e a Monica De Gennaro in seconda linea. È una squadra che possiede già intese, gerarchie e soluzioni per vincere anche nelle giornate meno brillanti. La partenza di Marina Lubian cambia una parte del reparto centrale, ma gli arrivi di Raphaela Folie, Anastasia Cekulaev e Linda Manfredini offrono esperienza e alternative. Yao si aggiunge un’opzione di valore in regia. Il vantaggio delle campionesse in carica non dipende soltanto dai nomi. Conegliano sa proteggere la ricezione, accelerare al centro e distribuire il peso dell’attacco senza chiedere sempre alla stessa giocatrice di risolvere i palloni difficili. Per batterla in una serie playoff servirà sostenere per più partite un livello alto al servizio e nel cambio palla. È la prova che attende le rivali.

Milano parte con l’organico più immediatamente riconoscibile tra le inseguitrici, ma con una novità in panchina: la squadra è affidata a Gianlorenzo Blengini, subentrato a Stefano Lavarini. Restano Paola Egonu, Anna Danesi, Eleonora Fersino, Francesca Bosio, Hena Kurtagić, Khalia Lanier e Rebecca Piva. Il nuovo allenatore eredita quindi una base solida e un’attaccante capace di cambiare l’esito di qualunque sfida.

Per Milano il punto è dare continuità al gioco oltre Egonu. Quando la ricezione consente a Bosio di coinvolgere Danesi e Kurtagić, la formazione lombarda diventa molto più difficile da leggere. Lanier e Piva dovranno garantire equilibrio tra attacco e seconda linea; la giapponese Yoshino Sato offre un’ulteriore soluzione in banda. Blengini avrà il compito di trovare presto gli incastri giusti, soprattutto nei momenti in cui la battuta avversaria allontanerà la squadra da rete. Milano ha i mezzi per contendere il titolo a Conegliano: la distanza si misurerà nella tenuta delle sue prestazioni, oltre che negli scontri diretti.

Scandicci è la squadra più difficile da valutare. Marco Gaspari conserva riferimenti importanti come Maja Ognjenović, Caterina Bosetti, Avery Skinner e Linda Nwakalor, ma deve ricostruire una parte consistente del sistema offensivo dopo la partenza di Ekaterina Antropova. Sostituire i suoi punti e la pressione che esercitava al servizio non sarà un compito affidato a una sola giocatrice. Kiera Van Ryk e Lise Van Hecke danno profondità nel ruolo di opposto, Julia Bergmann aggiunge potenza in banda, mentre Maja Aleksić rinforza il centro. La varietà del nuovo roster può diventare una risorsa, purché Scandicci trovi rapidamente una distribuzione efficace dei palloni decisivi. Ognjenović ha l’esperienza per valorizzare attaccanti con caratteristiche differenti; Gaspari dovrà anche costruire un sistema di ricezione affidabile e nuove intese nel muro-difesa. Il potenziale per arrivare fino in fondo c’è, ma rispetto a Conegliano e Milano la squadra toscana affronta una trasformazione più profonda.

Novara riparte da una certezza offensiva: Tatiana Tolok. Intorno a lei restano Carlotta Cambi, Britt Herbots, Lina Alsmeier e Sara Bonifacio. L’arrivo di Kaja Grobelna amplia le possibilità in posto due, mentre l’innesto di Julia Kudiess dà ulteriore peso a un reparto centrale rinnovato. Anche la panchina cambia: dopo l’uscita di Lorenzo Bernardi, la guida è stata affidata a Massimo Barbolini, di ritorno alla Igor. La sfida per Novara sarà trovare un equilibrio tra la forza di Tolok e il contributo delle altre attaccanti. Nei playoff, un’avversaria preparata a limitarne le traiettorie può rendere indispensabili i punti delle bande e dei centrali. Le alternative non mancano, ma Barbolini dovrà dare forma a un gruppo che ha cambiato parecchi interpreti. Se la nuova Igor crescerà in ricezione e riuscirà a rendere meno prevedibile il cambio palla, potrà essere un’avversaria scomoda per tutte.

Chieri è la possibile outsider. Nicola Negro mantiene l’asse Sarah van Aalen–Anett Németh e può contare ancora su Stella Nervini, Anna Gray e Ilaria Spirito. L’arrivo di Marina Lubian porta qualità, esperienza e una battuta capace di spostare gli equilibri; Logan Eggleston e Reagan Cooper aumentano le opzioni in posto quattro. Il gruppo piemontese ha basi sufficienti per competere stabilmente nella fascia alta. Per trasformarsi in candidata allo scudetto dovrà però dimostrare di poter reggere una serie lunga contro formazioni più profonde, senza perdere incisività quando il servizio avversario mette in difficoltà la ricezione.

Alle spalle delle cinque principali candidate, Vallefoglia può rendere più combattuta la corsa ai piazzamenti, così come altre squadre capaci di crescere durante la stagione. L’ingaggio di Alexandra Frantti risponde all’assenza di Loveth Omoruyi, operata al ginocchio: un intervento importante per la competitività della Megabox, che resta però fuori dal gruppo delle favorite per il titolo. La gerarchia di partenza vede dunque Conegliano davanti a Milano, Scandicci e Novara, con Chieri pronta ad approfittare di ogni occasione. Le inseguitrici hanno talento per vincere una partita contro le Pantere. La domanda che deciderà lo scudetto è più impegnativa: chi saprà metterle in difficoltà con la stessa qualità per un’intera serie playoff?

Exit mobile version