Pallavolo
Volley femminile, la Svezia ha smascherato le lacune dell’Italia. Poco equilibrio e carenza in ricezione
Si sapeva che la Svezia avrebbe messo a dura prova l’Italia nei quarti di finale degli Europei 2026 di volley femminile e che il precedente giocato dieci giorni fa allo Scandinavium di Göteborg andava preso con le pinze. Lo scorso 23 agosto, le padrone di casa impostarono un match diverso dal punto di vista tattico rispetto a quello odierno, non alzando a ripetizione sulla stella Isabelle Haak e finendo infatti per sbattere contro le Campionesse del Mondo con un secco 3-0 in appena 72 minuti di gioco.
Probabilmente coach Lorenzo Micelli aveva volutamente mescolato le carte per non offrire troppi spunti alla nostra Nazionale in vista di una potenziale replica nella fase a eliminazione diretta, puntualmente avvenuta. Il confronto andato in scena a Brno (Cechia) si è sviluppato su ben altri binari: un quantitativo esagerato di palloni alzati per Haak (addirittura 78 sui 144 attaccati dalla squadra, ovvero il 54,2% del totale) e la bomber di Conegliano che risultava difficilmente marcabile.
Proprio l’attaccante che viaggiava a 34 punti di media nei primi sei incontri disputati (oggi ha chiuso con 42 marcature e il 49% in attacco) ha messo in evidenza alcune lacune delle Campionesse Olimpiche di Parigi 2024: si è pensato di voler contenere Haak a muro, quando invece andava difesa e sono serviti quasi due set per capirlo, riuscendo a trovare la giusta contromossa appena in tempo per non trovarsi sotto 0-2 e vedersi costretti a una rimonta che sarebbe stata complessa.
Le difficoltà in ricezione sono parse evidenti nell’arco dei 111 minuti di gioco, Ekaterina Antropova ha faticato nel fondamentale e anche Myriam Sylla, che si è caricata sulle spalle un peso importante del fondamentale (34 palloni ricevuti sugli 87 di squadra, 38% di positiva), ha confessato di avere sofferto. Il libero Eleonora Fersino (26 palloni, 85%) ha reagito bene, ma serve maggiore solidità da parte di tutta la squadra, oggi costretta ad adattarsi alle variazioni di un avversario davvero molto temibile.
Criticità che occorre analizzare in vista di quello che succederà nel fine settimana a Istanbul: sabato 5 settembre contrato la vincente di Polonia-Olanda bisognerà farsi trovare pronti, soprattutto se si dovessero incrociare le biancorosse e la loro alternanza tra opposti. Per non parlare dell’eventuale finale contro la Turchia o la Serbia: contro le bomber Melissa Vargas o Tijana Boskovic, entrambe dinamitarde come Haak e con ben altre compagne a supporto, ci si dovrà inventare qualcosa.