Formula 1

Vasseur gela Hamilton: “Lewis lo sapeva già quando ha firmato”

Giandomenico Tiseo

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Frederic Vasseur / Pier Colombo

Gli echi dello scontro di Monza non si sono ancora spenti del tutto nel box Ferrari. Frederic Vasseur ha dovuto affrontare più di un faccia a faccia con Lewis Hamilton e Charles Leclerc, prima singolarmente e poi insieme, tanto nell’immediato post-gara quanto giovedì, alla vigilia del weekend di Madrid.

Nel frattempo Leclerc ha assunto su di sé la responsabilità dell’episodio in Curva 2, e i rapporti tra i due compagni di squadra – almeno stando a quanto dichiarato da entrambi – non ne sarebbero usciti incrinati.

A gettare nuova luce sulla filosofia gestionale del team è però l‘intervista rilasciata da Vasseur a L’Equipe, un’uscita che vale come presa di posizione netta rispetto alle pressioni crescenti esercitate da Hamilton per ottenere lo status di prima guida.

Il Team Principal francese non lascia margini di ambiguità: “Abbiamo scelto di avere due numeri 1, due piloti capaci di vincere gare, con l’approccio di trattarli allo stesso modo. È una scelta che condividiamo con i piloti. Lo sanno benissimo quando firmano con noi che funziona così. Lewis lo sapeva. È chiaro nel contratto. È una scelta strategica. Ci sono squadre che decidono di avere un pilota numero 1 e un numero 2, e altre che decidono di avere due numeri 1. Con vantaggi e svantaggi in entrambi i casi. Noi rivendichiamo la nostra filosofia“.

Sul tema, spinoso quanto delicato, delle regole d’ingaggio tra i due ferraristi, Vasseur ha scelto la via della flessibilità più che quella della codificazione rigida: “Abbiamo delle regole d’ingaggio. Ma per me le regole non significano scrivere un manuale che descriva punto per punto tutte le situazioni possibili. Non amo questo principio perché poi bisognerebbe discutere le interpretazioni di ogni singola situazione. L’accordo prevede che abbiano la priorità a weekend alternati per decidere la gestione delle qualifiche. Poi sta a me gestire. Loro si fidano di me ed è mia la decisione quando c’è da prenderne una. Tutto si basa sul rispetto. Rispetto reciproco, rispetto verso di me, ma ancora di più verso i dipendenti e gli sponsor, e soprattutto verso la Ferrari“.

Nessuna correzione di rotta all’orizzonte, dunque: “Dopo Monza non cambierò nulla“, ha tagliato corto il manager francese, che ha comunque lasciato una porta aperta – seppur condizionata – sull’eventualità di un futuro ruolo da leader per Hamilton: “Lo potrà essere se da qui alla fine dell’anno, dovessimo trovarci nella situazione in cui sarà evidente che sarà lui l’unica carta da giocare. Ma vale per entrambi i piloti“.

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