Formula 1

Vasseur frena gli entusiasmi Ferrari: “Il venerdì non conta, dobbiamo essere pronti in Q3”

Giandomenico Tiseo

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Frederic Vasseur / Pier Colombo

Il venerdì del Madring non deve diventare una fonte di illusioni per la Ferrari. Frederic Vasseur lo sa bene e, al termine delle prime due sessioni di lavoro del GP di Spagna 2026, preferisce spostare immediatamente l’attenzione dal cronometro alla capacità della squadra di capire dove potrà arrivare la pista nelle qualifiche.

Il debutto del circuito madrileno ha infatti restituito un quadro ancora estremamente provvisorio. Non soltanto perché si tratta di una pista nuova per tutti, ma soprattutto perché l’asfalto sta modificando rapidamente il proprio livello di aderenza. I tempi registrati nelle FP1 e nelle FP2, quindi, rischiano di raccontare soltanto una parte della storia.

Per Vasseur il punto non è capire chi abbia avuto la macchina più competitiva oggi, bensì chi riuscirà a interpretare meglio le condizioni che si presenteranno domani. È una differenza sostanziale, soprattutto su un tracciato nel quale anche una piccola variazione del grip può modificare sensibilmente il comportamento delle monoposto.

Penso che l’assetto giusto sia quello che poi funziona bene in qualifica“, ha sottolineato il Team Principal Ferrari. Un concetto che Vasseur porta alle estreme conseguenze: il risultato delle prove libere, per quanto possa essere incoraggiante, non rappresenta necessariamente un indicatore attendibile del potenziale reale della vettura.

Il motivo è legato soprattutto alla rapidità con cui il circuito sta evolvendo. La superficie dell’asfalto continuerà a cambiare e lo farà non soltanto tra una sessione e l’altra, ma anche mentre le vetture saranno impegnate contemporaneamente in pista. Per questo motivo, il lavoro degli ingegneri sarà soprattutto una questione di previsione.

La Ferrari dovrà infatti cercare di anticipare il comportamento del Madring nel momento in cui verrà assegnata la pole position. “Sappiamo che ci sarà un’enorme evoluzione della pista, anche durante ogni singola sessione e ciò che sarà davvero cruciale sarà riuscire a prevedere l’aderenza che i piloti si troveranno nella Q3 e farsi trovare pronti“, ha spiegato Vasseur.

Il Madring, del resto, non sembra essere un circuito particolarmente semplice da decifrare. Il suo layout mette insieme caratteristiche molto differenti e costringe le squadre a confrontarsi con una varietà di curve che richiede compromessi sul piano della configurazione delle monoposto.

È proprio questo uno degli aspetti che Vasseur considera più interessanti della nuova pista spagnola. “È una sfida visto che presenta praticamente tutti i tipi di curve della stagione ed è un buon esercizio per gli ingegneri“, ha osservato.

A complicare ulteriormente il lavoro c’è la gestione dell’energia nella sezione ad alta velocità. Anche questo elemento potrebbe diventare determinante quando le vetture affronteranno la qualifica, rendendo ancora più difficile stabilire quale sarà il livello prestazionale effettivo in Q3. “È difficile stimare quale sarà l’evoluzione dell’aderenza tra le FP3 e le qualifiche e persino durante le qualifiche. Ma è anche difficile la gestione dell’energia nel tratto ad alta velocità“, ha spiegato Vasseur.

Nel bilancio della giornata non è mancato poi un passaggio sulla situazione tecnica di Charles Leclerc. La power unit ADUO-2 del monegasco è stata smontata in via precauzionale, ma Vasseur non ha intenzione di alimentare speculazioni sulle ragioni dell’intervento. “No, non posso spiegare i motivi e non lo farò di certo ma avete fatto bene a provarci“, la risposta col sorriso dell’ingegnere transalpino, che comunque si è detto soddisfatto.

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