Atletica
ULTIMATE IMPERATORE: Gianmarco Tamberi trionfa da supremo maestro! Mondiale stagionale, misura spaziale
Fa pulsare i cuori come un aedo capace di cantare rare bellezze. Fa intraprendere viaggi verso l’ignoto, riconciliando con l’ancestrale. Fa saltare le coronarie e gelare il sangue all’unisono, fenomeni diametralmente opposti e che solo un fenomeno di una caratura fuori dal comune è in grado di far vivere a tutti gli appassionati. Gianmarco Tamberi ci ha fatto trattenere il fiato, sospirare, gioire, entusiasmare ancora una volta, regalando una perla di sconfinata bellezza nella gara di salto in alto che ha animato gli Ultimate Championship.
Li hanno ribattezzati il Mondiale dei Mondiali e il fuoriclasse marchigiano ha voluto onorare al meglio il neonato evento organizzato da World Athletics, offrendo una prestazione ai limiti dello sbalorditivo in quel di Budapest (Ungheria), dove tre anni fa si laureò Campione del Mondo. E proprio come nel 2023, a decidere l’esito della gara è stato un vertiginoso duello con il grande rivale statunitense JuVaughn Harrison, il ribattezzato Mr. Jump, riemerso da un momento di difficoltà e presentatosi nella capitale magiara con la miglior prestazione mondiale stagionale (2.34 metri a Monaco).
Gianmarco Tamberi ha superato 2.22 e 2.26 senza problemi, poi ha valicato 2.30 metri alla seconda prova e ha rafforzato il primo posto in classifica, ma l’americano replicava con 2.30 alla terza. Si sale di quota: il 34enne piazzava 2.33 al primo affondo (un centimetro oltre lo stagionale valso l’apoteosi agli Europei di Birmingham) e poi ruggiva di forza a 2.35, strappando la world lead a un annichilito Harrison, che passava e chiedeva 2.37. L’azzurro è semplicemente indomito, ruggisce di forza al secondo affondo ed è ormai game over, anche se Harrison tenta il tutto per tutto, in maniera flebile, a 2.39.
Il Campione Olimpico di Tokyo 2020 ha voluto tentare qualcosa di eccezionale: ha fatto alzare l’asticella a 2.41, la quota a cui si infortunò a Montecarlo nel 2016, prima delle Olimpiadi di Rio, pochi minuti dopo aver siglato il record italiano (2.39). Il secondo affondo non è stato malvagio, poi uscirà dalla pedana accolto da uno scroscio di applausi, andrà a baciare la moglie Chiara e la piccola Camilla, che lo scorso 14 agosto ha compiuto un anno, proprio nel giorno in cui il papà si laureò Campione d’Europa per la quarta volta in carriera. Solo sei uomini sono andati oltre la barriera di 2.40 nella storia, il record del mondo è il 2.45 di Sotomayor.
Gianmarco Tamberi ha vinto davvero tutto, adesso: Olimpiadi, Mondiali all’aperto, Mondiali Indoor, Europei outdoor, Europei in sala, Diamond League, Ultimate Championship, campionati nazionali. Chiuderà la stagione con la miglior prestazione mondiale stagionale (sempre prestigiosissimo!), con la terza misura della carriera (come in occasione dell’apoteosi ai Giochi e di Roma 2024, davanti al Presidente Sergio Mattarella). Record aggiornati di continuo, ora le motivazioni sono state ritrovate: si può sognare in grande verso le Olimpiadi di Los Angeles 2028. Gradito anche l’assegno da 150.000 dollari, che spetta a tutti i vincitori dell’Ultimate Trophy.
Ha alzato il trofeo sulle note di “Bello e Impossibile”, la celebre hit di Gianni Nannini. Hai fatto incantare il pennino anche stasera: monumentale. Sipario sulla stagione, verso il 2027 che culminerà con i Mondiali di Pechino. Harrison secondo con 2.30, il messicano Erick Portillo terzo con 2.26, poi l’ucraino Oleh Doroshchuk (2.26) e il giamaicano Romaine Beckford (2.26).