Pallavolo
Torchio: “All’Italia manca timing tra difesa e transizione. Fersino arriverà a giocare come De Gennaro”
Nella nuova puntata di Volley Night, trasmissione in onda sul canale Youtube di OA Sport, l’ospite di eccezione è stato Giovanni Torchio. L’allenatore italiano, impegnato oggi in Azerbaijan, ha analizzato la prova delle azzurre, capaci di superare la Svezia in un quarto di finale più complicato del previsto.
Il commento su Italia-Svezia: “Partite del genere sono sempre pericolose, soprattutto dal punto di vista emozionale. La Svezia si poggiava su Haak. All’Italia manca un po’ di timing tra difesa e transizione. La squadra ha trovato nelle energie dalla panchina, la chiave per risolvere la partita. Abbiamo fatto tanti cambi in difesa sia in prima che seconda linea. Abbiamo cercato di stringere il muro sulla diagonale. Abbiamo cercato di arginare Haak, ma lei è stata molto brava. Lei colpisce alto e profondo dai nove metri, difficile fermarla. Ritardare i tempi di salto ed essere meno invadenti sui palloni poteva aiutare. In alcune occasioni non c’è stato modo di difendere, è stata brava la Haak”.
Sulla Svezia e la prestazione delle azzurre: “Il resto è un gruppo interessante, ma non di livello, soprattutto le palleggiatrici. Non penso che Danesi non sia in forma, può capitare un momento no. Devi attaccare qualche palla in più da centrale, anche questo aiuta. Non può essere solo muro e battuta. Perdiamo il primo set perché facciamo sette errori. A volte è meglio avere non tanti ace e tanti errori, ma la possibilità di avere palla staccata anche tre metri. Il quarto di finale è la partita più importante. Da lì in poi ti giochi le medaglie. L’abitudine dell’Italia a giocare certe partite fa la differenza. Nei suoi limiti la Svezia è consistente, ha un sistema. Bisogna anche far capire che ci sono i posti 4 che possono risolvere i problemi su una palla sporca, non solo Egonu”.
I cambi e la fiducia in Velasco: “Le scelte sono legate a come l’allenatore gestisce la propria squadra. Ha preferito trovare nelle riserve una mano in più. L’inserimento di Meli ha lasciato poco il muro a uno. A me come allenatore piace giocare pipe e primi tempi. Dipende dalla linea di muro delle avversarie. Su Gunes per esempio non le giocherei, dipende dalle situazioni. Bisogna dare tempo a Fersino, arriverà a giocare come De Gennaro. L’allenatore si poggia sulle certezze del gruppo. Quando entra Giovannini la squadra sa il perché. Nervini esploderà definitivamente. Fersino è un libero di altissimo livello. Sul secondo tocco arriverà ai livelli di De Gennaro, ha un grande valore”.
Chi preferisci in semifinale: “In semifinale preferirei l’Olanda. Hanno un opposto che ha bisogno di palla spinta, può concedere tanti punti”.
Sull’esperienza azera ha concluso: “Baku è una città moderna e molto organizzata. La squadra che abbiamo costruito è il vecchio Lokomotiv Baku. È un campionato che negli ultimi anni è cresciuto molto. Anche nel maschile ci sono giocatori importanti. Ho girato tanto l’Europa, ma vorrei tornare in Italia e portare le mie esperienze”.