Vela
The Ocean Race Atlantic, Francesca Clapcich sogna il colpaccio: quattro barche in lotta verso Lorient
A 500 miglia dall’arrivo di Lorient The Ocean Race Atlantic è ancora apertissima e Francesca Clapcich può continuare a guardare anche alla vittoria. Dopo sette giorni di navigazione, 11th Hour Racing occupa infatti la seconda posizione all’interno di un gruppo di quattro imbarcazioni racchiuse in distacchi ancora contenuti, con le prossime ore che potrebbero ridisegnare completamente la classifica.
La battaglia coinvolge DMG Mori Global One, 11th Hour Racing, United by the Ocean e Team Malizia. Nella giornata di martedì le quattro barche si sono ritrovate praticamente allineate, separate soltanto da poche miglia nel mezzo dell’Atlantico. Una situazione che ha trasformato la parte conclusiva della traversata in una vera regata nella regata, nella quale ogni scelta tattica e ogni variazione del vento possono diventare decisive.
DMG Mori conserva il comando, potendo contare anche su una posizione circa 30 miglia più a sud e sopravento rispetto a 11th Hour Racing. Clapcich e compagni inseguono a una decina di miglia e nelle ultime ore sono riusciti soprattutto a guadagnare terreno nei confronti di United by the Ocean. La barca di Paul Meilhat, dopo essere rimasta a lungo praticamente affiancata a quella della skipper italiana, è scivolata a oltre dieci miglia di distanza. Più staccato Team Malizia, quarto a 34 miglia dalla testa.
11th Hour Racing continua dunque a tenere un ritmo molto competitivo. Clapcich condivide questa avventura con Will Harris, Elodie-Jane Mettraux e Alberto Bona e proprio il confronto diretto con United by the Ocean ha rappresentato uno dei passaggi più spettacolari degli ultimi due giorni. Le due imbarcazioni hanno navigato a lungo a vista, dando vita a un duello ravvicinato piuttosto insolito considerando di trovarsi nel cuore dell’Atlantico.
La situazione resta particolarmente interessante perché, a una distanza ormai relativamente ridotta dalla Francia, quattro equipaggi conservano ancora concrete possibilità di imporsi. 11th Hour Racing ha mostrato nelle ultime ore una velocità sufficiente non soltanto per difendere la seconda posizione, ma anche per continuare a mettere pressione alla barca di testa.
Il tratto conclusivo potrebbe però essere molto diverso da quello affrontato finora. Clapcich e il navigatore Will Harris sono già concentrati sulle condizioni che accompagneranno la flotta verso Lorient, dove è previsto un progressivo alleggerimento del vento. La priorità sarà evitare che l’alta pressione alle spalle riesca a raggiungere 11th Hour Racing, mantenendosi davanti al sistema il più a lungo possibile.
Avvicinandosi alla costa francese ci sarà poi un’altra dorsale da attraversare e una zona caratterizzata da vento leggero. È proprio qui che una situazione apparentemente consolidata potrebbe cambiare rapidamente. Con distacchi così ridotti, perdere pressione anche soltanto per qualche ora potrebbe costare diverse posizioni, mentre individuare per primi il corridoio migliore potrebbe riaprire completamente anche la lotta per il successo.
Finora 11th Hour Racing ha comunque dato indicazioni positive anche sotto il profilo delle prestazioni. L’imbarcazione si è dimostrata versatile e competitiva in condizioni differenti, mantenendo un buon passo anche in modalità di dislocamento. Qualche difficoltà in più emerge invece nelle prime fasi di foiling, situazione nella quale le barche di nuova generazione sembrano possedere un piccolo vantaggio.
Il bilancio resta comunque positivo e soprattutto la velocità mostrata nell’ultima parte della regata permette all’equipaggio di Clapcich di affrontare le ultime 500 miglia senza dover pensare soltanto alla difesa del podio. DMG Mori è davanti, ma il margine è ancora tutt’altro che rassicurante.
Dopo sette giorni nell’Atlantico la corsa verso Lorient entra quindi nella fase più delicata. Francesca Clapcich e 11th Hour Racing sono pienamente dentro la battaglia per le prime posizioni e un finale con vento più leggero potrebbe azzerare rapidamente molte delle certezze costruite finora. Con quattro barche ancora in gioco, l’ultima parte della traversata promette di essere quella decisiva.