Scacchi

Scacchi, Olimpiadi 2026: Uzbekistan e Cina trionfano. Italia, quanta sfortuna nell’ultimo turno!

Federico Rossini

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Javokhir Sindarov / FIDE / Rafal Oleksiewicz

Si sono appena concluse le Olimpiadi Scacchistiche in quel di Samarcanda, Uzbekistan. Ed è grande gioia per il team uzbeko, che trionfa grazie al decisivo 2,5-1,5 contro l’Ucraina e al contemporaneo 2-2 dell’India contro l’Ungheria. Di fatto Uzbekistan-Ucraina avrebbe potuto assumere il risultato di 3-1 senza un finale in cui Igor Kovalenko ha eroicamente resistito a Nodirbek Abdusattorov, fino a forzare la patta. Decisiva a quel punto la bella vittoria di Mukhiddin Madaminov sul Campione d’Europa in carica Roman Dehtiarov. L’India, che poteva contare su Arjun Erigaisi in grado di battere Peter Leko, finisce “tradita” in quarta scacchiera da Gukesh, sconfitto da Gleb Dudin. Un altro 2,5-1,5, quello della Germania sui Paesi Bassi, regala ai tedeschi un podio storico, che non arrivava dal 2000 (con Artur Yusupov e il compianto Robert Hubner in squadra, non proprio due qualsiasi). Merito della vittoria di Matthias Bluebaum su Jorden van Foreest.

Per quanto riguarda la parte femminile, invece, oro alla Cina dopo che l’ultimo turno ha visto realizzarsi contemporaneamente due risultati: il successo delle ora olimpioniche sul Vietnam per 3-1 (Zhu Jiner e Miaoyi Lu vincono su Le Thao Nguyen Pham e Phoung Hanh Luong rispettivamente) e il pareggio per 2-2 del Kazakistan contro la Polonia, che era già preannunciata come avversaria molto scomoda nella fattispecie. L’India, invece, rischia, ma riesce a pareggiare per 2-2 contro la Georgia e a tenersi la medaglia di bronzo, perché alla vittoria di Bella Khotenashvili su Divya Deshmukh fa da contraltare quella della leggenda degli scacchi indiani Humpy Koneru su Nana Dzagnidze. Di fatto, la vittoria della Cina si rivela un colpo ferale a tutto il resto dell’ambiente, perché nella squadra non c’erano le tre più forti in assoluto, vale a dire Hou Yifan (che però è quasi ritirata), Ju Wenjun e Lei Tingjie, e non c’era neppure Tan Zhongyi.

Veniamo al capitolo Italia, che nell’ultimo turno passa davvero dalle enormi speranze a, forse, un unico momento che da solo gira l’intera situazione, almeno per quanto riguarda l’Open. Se la femminile subisce uno 0,5-3,5 che, date le forze in campo, si temeva contro l’Ucraina, l’Open perde sì con l’Inghilterra per 1,5-2,5, ma sa che questo avrebbe potuto essere un risultato scritto all’incontrario. E allora sì che le porte della storia avrebbero potuto schiudersi per la squadra capitanata da Michele Godena.

OPEN: ITALIA-INGHILTERRA 1,5-2,5

Lorenzo Lodici-Nikita Vitiugov 0-1

Per cercare di dare una mano alle proprie chance in una partita da grande carica, Lodici sfodera addirittura 2. Ac4, l’apertura d’Alfiere, che poi s’incrocia per certi versi con la Viennese. Dopo cinque mosse si è già in territori quasi inesplorati, che risalgono sì ad Alekhine, ma che sono stati recentemente “riscoperti” da Wei Yi. Peraltro, alla sesta c’è una legittima domanda: catturare in f4 di Alfiere o andare con e5? L’italiano ci pensa 21 minuti, poi cattura. Ne risulta una posizione inusuale, in cui il cambio delle Donne va a favorire Lodici che di qui in avanti sembra davvero trovarsi nel suo elemento: partita d’attacco, con pezzi molto mobili e che per larghi tratti resta con una situazione a lui molto favorevole. Intanto, però, attorno a lui le cose cominciano ad andare un po’ all’impazzata in un senso e nell’altro, così Lorenzo forza la posizione e cerca un piano con la cattura del pedone f6 con il Cavallo. Il problema è che non vede la bellissima intermedia 34… Cf6 di Vitiugov, un sacrificio di Cavallo temporaneo che basta a sconvolgere i piani di Lodici: alla 38a, con il tempo vicino a scendere a zero (al netto dell’incremento), Ae7 fa crollare la posizione del Bianco ed è il via libera per il fatale pedone h del Nero. Abbandono dopo 44 mosse.

Michael Adams-Luca Moroni 0-1

Non molto prima, il punto intero l’aveva realizzato un Luca Moroni andato sulla scacchiera a viso aperto contro una delle figure più conosciute e rispettate del mondo degli scacchi, un signore assoluto quale Michael Adams è. Già alla settima mossa si è totalmente fuori teoria in una variante estremamente rara della Caro-Kann (senza, peraltro, la struttura classica visto che Adams invece di 2. d4 gioca 2. Cf3). Ne esce una posizione totalmente tattica con tante possibili variabili, ma tutto ruota attorno a un piano totalmente sbagliato di Adams: 20. Tb1 seguita da 21… Axb4 con cambio dei pedoni che, però, è fatale, perché in breve Moroni guadagna la qualità (un Alfiere). Tanto basta. Adams continua per un po’, poi abbandona alla 34a e per il Grande Maestro di Desio è una delle più belle vittorie della carriera. In quel momento, è anche 1-0 Italia.

Francesco Sonis-Gawain Jones 0-1

E proprio quando l’Italia è sull’1-0, con una spinta favorevole, è qui che accade il “fattaccio”. Sonis, che in terza scacchiera è stato tra i migliori dell’intera Olimpiade, deve scegliere tra due mali: affrontare Gawain Jones sull’Indiana di Re o sulla Siciliana, le sue due aperture più amate. Sceglie la prima, e per lungo tempo si resta sul terreno della linea principale. Di fatto si esce dalla teoria soltanto alla 15a mossa. Chissà se Sonis ha visto una Firouzja-Jones di cinque anni fa, in cui il seguito fu esattamente questo. Allora Jones giocò 15… Rf7, stavolta opta per 15… Tg8. L’italiano migliora costantemente la propria posizione, riesce a bloccare tutti i pedoni centrali del Nero, ma la posizione è quasi paradossale. Jones, infatti, ha delle idee di controgioco mentre Sonis può comunque fare due cose alla 30a mossa: giocare c6 e completare il blocco oppure cambiare gli Alfieri e poi manovrare di Cavallo per andare a prendere in c7. Non fa né l’una né l’altra, ma gioca semplicemente la peggiore opzione possibile: 30. g3, che non solo è un errore, ma è proprio una concessione all’avversario. In una sola mossa cambia tutto: Jones scambia gli Alfieri e con la forchetta di Cavallo guadagna la qualità (Torre per Cavallo). In un minuto e mezzo svaniscono il vantaggio dell’Italia nel match e le speranze di 8/9 di Sonis, che deve abbandonare alla 38a.

Luke McShane-Edoardo Di Benedetto 0,5-0,5

Questa partita è una delle ultime a terminare tra tutte le scacchiere. E, nei fatti, è un’altra bella prova di resistenza per Di Benedetto che termina da imbattuto, un fatto splendido per un esordiente. L’apertura è la Francese, variante Burn con cattura di Cavallo in f6, sulla quale il Nero sceglie di ricatturare di pedone (è ugualmente valido anche farlo di Alfiere). Alla decima (cambio dei pedoni in e5) si è fuori teoria, anzi poco dopo le 20 mosse sembra già di essere nel finale. Di Benedetto potrebbe gestirlo tranquillamente anche con il pedone in meno, ma si complica la vita cambiando gli Alfieri camposcuro e deve perciò imbastire una difesa di livello importante. Gli riesce, perché McShane non riesce a trovare concretamente la via per avere un vantaggio che possa garantirgli il punto intero. Il seguito è una cocciuta ricerca da parte dell’inglese, in posizione pari, di avere una via buona per provare a forzare qualcosa in più. Non ce l’ha: dopo 109 mosse si chiude l’Olimpiade italiana.

FEMMINILE: ITALIA-UCRAINA 0,5-3,5

Anastasiia Hnatyshyn-Marina Brunello 0,5-0,5

A match ampiamente finito arriva comunque una bella soddisfazione per Marina Brunello: pattare con la Campionessa d’Europa in carica e finire la rassegna da imbattuta, al pari di Edoardo Di Benedetto. Dopo una decina di mosse si è rapidamente fuori dai binari noti della variante Tartakower della Difesa Francese, l’italiana si ritrova rapidamente sotto pressione e rischia non una, ma due volte di ritrovarsi in posizione persa. Soprattutto alla 39a arriva un grosso errore che rischia di consentire la promozione del pedone d in tempo breve al Bianco. Hnatyshyn, però, non vede la conclusione vincente nel giusto ordine di mosse e questo conta, perché la numero 1 d’Italia riesce a difendersi bene in inferiorità materiale e ad agguantare una patta teorica che poi diventa pratica per scacco perpetuo alla 54a.

Olga Zimina-Anna Ushenina 0-1

Per Zimina sconfitta dopo una partita rimasta a lungo in parità e sui binari della possibilità di strappare davvero un mezzo punto. Inglese con crismi neo-Catalani per le due, in una posizione che, pur se non semplice per la portacolori dell’Italia in quanto il Nero preme sull’ala di Donna, ha delle possibilità di controgioco sfruttando la colonna e. Tutto finisce nel momento in cui, nel caos delle vicinanze del controllo del tempo, Ushenina riesce a inventarsi un bellissimo sacrificio di Cavallo che gira totalmente la partita dalla sua parte, causando l’abbandono di Zimina in 45 mosse.

Nataliya Buksa-Tea Gueci 1–0

Per le prospettive date prima dall’italiana e poi dall’ucraina, la situazione è di una rara variante Ungherese della Siciliana, una specie di reperto difficilmente pervenuto a qualsiasi livello che ha qualcosa del Dragone Iperaccelerato. Ci si trova meglio Buksa, che si riesce a guadagnare la qualità (Torre per Cavallo). Gueci, in gravi ristrettezze di tempo piuttosto a lungo, ha una sola chance di riprendersi la parità tra la 33a e la 34a, ma una difficoltà chiaramente visibile proprio nel dover gestire l’orologio è anche complessa da gestire per tenere questa posizione. Il treno passa e arriva l’abbandono alla 53a.

Giulia Sala-Tetyana Skarbarchuk 0-1

Già l’uscita dall’apertura, un’Italiana con qualche tattica se vogliamo un po’ particolare già verso l’ottava-nona mossa, fa capire che ci sarà molto da lavorare per Sala. L’azzurra si ritrova con un certo tipo di pressione da dover sopportare, su tutto il lato di Re. E proprio quello è il problema decisivo: il Nero sfonda sulla colonna h, ma bisogna dire che l’italiana si difende bene molto, molto a lungo. Almeno fino a quando la difesa costruita con una cura abbastanza valida, nel caos delle ristrettezze di tempo, crolla in maniera totale: finisce in 34 mosse.

CLASSIFICA FINALE OPEN

1 Uzbekistan 20
2 India 18 e 405,5 di primo spareggio tecnico
3 Germania 18 e 386,5 di primo spareggio tecnico

29 Italia 14 e 320,5 di primo spareggio tecnico (il terzo migliore del gruppo a 14)

CLASSIFICA FINALE FEMMINILE

1 Cina 20
2 Kazakistan 18
3 India 17 e 424 di primo spareggio tecnico

50 Italia 13 e 263,5 di primo spareggio tecnico (nel mezzo del gruppo a 13)

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