Scacchi
Scacchi: Olimpiadi 2026, tutto facile per l’Italia all’esordio nei due tornei. Scoppiano vari casi
Si è chiuso il primo turno delle Olimpiadi degli Scacchi a Samarcanda, Uzbekistan. La 46a edizione, come di consueto, ha preso il via con primi turni che, nella maggior parte dei casi, sono terminati con punteggi molto netti. Anzi, di solito questi hanno più che altro la funzione di far “scaldare i motori” a diverse selezioni di comprovata caratura. Come, ormai, anche l’Italia, che ha le due selezioni perfettamente in grado di garantirsi turni d’esordio abbordabili.
Questo è stato il caso anche a Samarcanda. La selezione Open, in particolare, si è imposta con un secco 4-0 nei confronti del Myanmar (ex Birmania), Paese che a livello politico sta vivendo una fase estremamente complessa e difficilmente riassumibile in poche righe. Rimanendo sulle 64 case, la squadra che ha in Michele Godena il capitano ha passato una giornata relativamente rapida. Luca Moroni si è imposto con il Bianco contro Ye Htut Zaw in prima scacchiera e lo stesso ha fatto, in terza, Sabino Brunello contro Lin Htin Nyan. Con il Nero hanno invece giocato e vinto, in seconda e quarta, Francesco Sonis contro Han Thiha Sai ed Edoardo Di Benedetto contro Thiha Kyaw. Lasciato dunque a riposo (ragionevolmente) Lorenzo Lodici, la cui utilità sarà maggiore con l’avanzare del torneo.
Per quanto riguarda le donne, invece, altrettanto facile 4-0 con il Ghana. Con il Bianco vincono Marina Brunello su Maud Benson e Kamilla Rubinshtein contro Ridham, giocatrice del 2015 di cui è nota solo questa parte del nome. Con il Nero, invece, qualche brivido, rapidamente dissuaso, per Tea Gueci contro Banini Gertrude, mentre vince anche Giulia Sala su Dzidzor Esi Dotse.
In linea generale di risultati a sorpresa, salvo qualche patta, non ce ne sono. Fa eccezione solo uno stupefacente capovolgimento di fronte: la sconfitta di Arjun Erigaisi contro Prin Laohawirapap in India-Thailandia dopo un’incredibile (per lui) serie di errori di valutazione nella transizione dal mediogioco al finale. Vero è che poi l’India vince 3-1, ma attenzione al fatto che questa sconfitta potrebbe contare quando si arriverà a fine torneo. Ancor più di rilievo il pareggio del Botswana contro il nettamente più quotato Brasile (si parla di una media ELO di oltre 400 di differenza), un risultato che crea subito problemi a un certo tipo di ambizioni dei sudamericani. Tra le done, invece, regna una vera e propria calma fattuale e sostanziale, fatta eccezione per qualche patta non nei canoni previsti.
A regnare, più che altro, sono due casi. Quello di Israele-Pakistan è il primo: i pakistani, molto semplicemente, non si presentano alla scacchiera contro gli israeliani e la sconfitta per 4-0 arriva in automatico, da regolamento, dopo un quarto d’ora (in questo caso i 15 minuti sono di assenza dalla scacchiera alla prima mossa da quando parte l’orologio). Il quadro è più ampio e necessariamente geopolitico, e, senza entrare in dettagli che esulano dalle storie scacchistiche, qui bisogna tonare fino al 1947 e alla fondazione dello Stato di Israele stesso, nonché al 1967 e ai confini israeliani precedenti la Guerra dei Sei Giorni.
Il secondo caso rimanda direttamente a una questione di purissima logistica. Ci sono stati problemi non indifferenti per alcuni Paesi, che si sono ritrovati senza un hotel nel quale alloggiare e hanno dovuto trovarlo a spese proprie, e non della FIDE. Questa ha cercato e trovato risorse finanziarie aggiuntive per risolvere la situazione e rimborsare le squadre coinvolte. Nel contempo ha “scaricato” la responsabilità della situazione sul comitato organizzatore. Questo in estrema sintesi (la storia lunga è più complessa).
Domani l’Italia Open giocherà contro il Giappone, che si è imposto al primo turno contro le Comore (il cui territorio è sostanzialmente composto di tre isole vulcaniche) e che ha una media ELO di 2323, dunque con un gap superiore a 200 rispetto alla squadra azzurra. Il miglior giocatore è l’originario del Vietnam Than Tu Tran, ELO 2406. L’Italia femminile, invece, se la vedrà con l’Islanda, che ha media ELO anche in questo caso decisamente inferiore (1953) a quella delle azzurre, che è di 2214. La miglior giocatrice è Lenka Ptacnikova, classe 1976 che dal 2004 gioca per l’Islanda.