Scacchi
Scacchi, Olimpiadi 2026: Italia Open spreca e pareggia con l’Islanda, donne sconfitte dalla Francia
Ottava giornata in archivio alle Olimpiadi degli Scacchi di Samarcanda. Per l’Italia un’occasione sprecata, quella dell’Open, contro l’Islanda, mentre c’è stato invece davvero pochissimo da fare per quanto riguarda le donne, fermate in maniera severa dalla Francia. Ma andiamo con ordine a ripercorrere la giornata in cui, tra le altre cose, la Germania riapre tutto nell’Open che pareva ormai dell’Uzbekistan padrone di casa.
OPEN: ITALIA-ISLANDA 2-2
Lorenzo Lodici-Virgir Stefansson 0,5-0,5
Una patta comunque importante, quella che Lorenzo Lodici centra contro Stefansson, perché dopo una Pirc con h3 e g4, e in generale una posizione da pedoni tutti all’arrembaggio verso il centro e il lato di Re, l’italiano deve andare a lungo in sofferenza perché col tempo l’Alfiere campochiaro controlla la diagonale a8-h1, i pezzi del Nero sono un po’ più mobili e il Re non è proprio coperto benissimo. Il vantaggio di Stefansson non è grande e a un certo punto scende verso una situazione di patta, ma Lodici alla 38a si avventa concretamente, ma non esattamente, in alto con la Torre in e7. Per questo rischia tantissimo, anche di finire in un finale molto complesso da difendere con un pedone in meno, ma è dura anche per l’islandese trovare la via giusta. Che, infatti, non trova. Finisce patta dopo 65 mosse.
Hilmir Freyr Heimisson-Luca Moroni 0,5-0,5
Patta, e quasi senza colpo ferire in una partita sicuramente interessante per gli sviluppi post-apertura, ma che all’atto pratico è giocata molto bene da entrambi. Il tema del finale arriva già prima della 40a mossa: il Bianco deve provare a promuovere il pedone d, il Nero deve provare a scoordinare Alfiere e Torre. Nessuno dei due riesce nell’intento dopo manovre complesse, e così dopo 65 mosse (sì, anche qui) si chiude.
Francesco Sonis-Hannes Stefansson 1-0
Miniatura: questo è ciò che mette in opera Sonis per la seconda volta di fila, diventando peraltro serio candidato a una medaglia individuale in terza scacchiera visto che è a 6/7 e l’unico a batterlo è stato Nihal Sarin. Qui, dopo un’Inglese Anglo-Indiana, Hannes Stefansson non comprende bene la situazione e finisce molto rapidamente vittima di uno spaventoso attacco del Bianco, con il quale già alla 16a mossa l’alternativa è cedere la Donna o la Torre con conseguenze devastanti. Gran bella partita dell’azzurro principalmente per attenzione.
Gudmundur Kjartansson-Sabino Brunello 1-0
E qui i rimpianti sono tanti, anzi tantissimi. La partita, va detto, è complicatissima, piena di spunti e situazioni di mosse uniche per mantenere il vantaggio o la parità da risolvere. Brunello si ritrova in grande vantaggio dopo la 23a mossa avendo Donna e Alfiere nello schieramento del Bianco e i pezzi avversari ammassati in una specie di piccolo triangolo, ma le complicazioni sono enormi sia in attacco che in difesa. Proprio quando sembra che il Nero abbia il vantaggio decisivo, una drammatica scelta di Cavallo (44… Cg7) trasforma un perlomeno 2,5-1,5 (e forse 3-1) in un 2-2. Il Bianco promuove con sacrificio, recupera materiale, ha un pedone in più e blocca il Cavallo avversario, chiudendo la pratica alla 69a.
FEMMINILE: ITALIA-FRANCIA 0,5-3,5
Marina Brunello-Marie Sebag 0,5-0,5
Per l’italiana un po’ un’occasione mancata nel match che avrebbe potuto girare un certo tipo di speranze in un confronto già difficile di suo. Dalla Siciliana Najdorf il Bianco esce con un attacco veramente forte sul lato di Re, e il punto sembrerebbe a portata di mano quando l’italiana non riesce però a trovare la continuazione vincente (non del tutto intuitiva, peraltro: è più umano ciò che fa lei, potenziare l’attacco con la Torre). Le due pattano per ripetizione di posizione alla 38a.
Sophie Milliet-Olga Zimina 1-0
Variante di cambio della Slava per le due giocatrici, con la francese che esce piuttosto bene dall’apertura anche se l’equilibrio regna molto a lungo sovrano. La differenza la fanno la Donna molto avanzata e quel che accade dalla 28a mossa in poi, quando Zimina sbaglia qualche valutazione e Milliet diventa in grado di spingere i pedoni b e c liberamente, rendendo la posizione del Nero impossibile da gestire. Abbandono alla 40a.
Tea Gueci-Pauline Guichard 0-1
Qui addirittura non si può non parlare di occasione per certi versi mancata da Gueci, che dopo la variante avanzata della Caro-Kann usata come apertura si riesce a prendere spazio con i pedoni sul lato di Re e con quelli imbastisce una posizione potenzialmente interessante. Non riesce, però, a sfondare da nessuna parte, poi verso il controllo del tempo cede sempre più spazio e infine anche la posizione finisce per crollare, coi pezzi del Nero totalmente offensivi e i suoi incapaci di portare qualsiasi ancora di salvezza.
Manon Schippke-Kamilla Rubinshtein 1-0
In quarta scacchiera, molto brevemente, Rubinshtein si trova sempre in difficoltà. Prima i pedoni bianchi sull’ala di Donna diventano un problema serio da gestire perché molto offensivi, poi perlomeno l’italiana confonde un po’ l’avversaria riuscendo a sventare la prima ondata offensiva. Il tempo mancante, però, la tradisce e così si ritrova in un finale di tutti pezzi pesanti con un pedone in meno, in questo caso decisivo: la Donna da sola qui non riesce a contrastare due Torri centrali e anche coordinate. E, anzi, Schippke si prende la soddisfazione di vincere alla scacchiera con scacco matto in 53 mosse.
Come si diceva, nella sezione Open cambia tutto. E cambia perché i due Svane, Frederik e Rasmus, ribaltano la vittoria di Javokhir Sindarov su Matthias Bluebaum, battendo Nodirbek Yakubboev e Shamsiddin Vokhidov. La Germania batte l’Uzbekistan 2,5-1,5 e lo aggancia in vetta alla classifica; l’India manca a sua volta l’approdo in testa visto il 2-2 con l’Azerbaigian e anche Paesi Bassi-Armenia finisce pari. Il tutto mentre gli USA travolgono 3,5-0,5 la Serbia. Ora in classifica Uzbekistan e Germania sono a 14 con Cina, Paesi Bassi, Azerbaigian, USA, India, Francia, Armenia e Uzbekistan 2 (la seconda squadra del Paese: se ne possono schierare tre nelle edizioni in casa) a 13. Tra le donne, invece, del 2-2 tra India e Kazakistan ne approfitta la Cina, che vince 2,5-1,5 con Mo Zhai che batte Lela Javakhishvili e scappa così a quota 15, inseguita dal trio Kazakistan-Armenia-Mongolia a 14 con India, Uzbekistan e la sorpresa Grecia a 13. L’Italia Open, ora 44a, dovrà battere il Cile per risalire in zone più consone al proprio numero di partenza, il 26, mentre quella femminile è stata accoppiata a Uzbekistan 3, appunto la terza delle squadre di casa.