Scacchi

Scacchi: Olimpiadi 2026, Italia Open sconfitta con dignità dall’India. Le azzurre cedono con rimpianti alla Bulgaria

Federico Rossini

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Praggnanandhaa Lorenzo Lodici / FIDE / Rafal Oleksiewicz

Si è chiuso il terzo turno delle Olimpiadi degli Scacchi a Samarcanda. Nella 46a edizione, che sta ormai vedendo sempre più arrivare scontri di un certo livello anche dalle parti delle squadre big. E così è toccato anche all’Italia, messa di fronte nella sezione Open all’India e in quella femminile alla Bulgaria. In entrambi i casi è arrivata una sconfitta per 1-3, giunta però attraverso diversi percorsi sebbene la questione sia sempre legata a due partite perse e due pattate.

OPEN: ITALIA-INDIA 1-3

Praggnanandhaa-Lorenzo Lodici 0,5-0,5

Lodici, che è il terzo a chiudere la propria partita, patta per la terza volta su tre sfide a cadenza classica contro Praggnanandhaa. Entrati in una variante della Vecchia Indiana detta dei Due Cavalli, sottovariante Ucraina, i due si affrontano su terreni particolarmente interessanti e legati per buona misura all’attacco sul lato di Re imbastito dall’indiano. Lodici riesce a trovarsi anche con il doppio del tempo rispetto all’avversario, anche se dalla ventesima mossa in poi deve difendersi in una posizione ricca di squilibri e leggermente inferiore. Il finale risultante è di Donna e Alfiere del Bianco contro Torri e Cavallo del Nero: Lodici qualche problema di coordinazione ce l’ha, ma Praggnanandhaa non ha i mezzi per giocare un eventuale attacco senza rischi e così i due, con il punteggio generale già favorevole all’India, pattano alla 37a.

Luca Moroni-Arjun Erigaisi 0,5-0,5

Questa partita è l’ultima a terminare e anche quella che, per un po’, fa davvero sperare di vedere, nonostante il risultato negativo ormai maturato, in un colpo di quelli importanti per il Grande Maestro di Desio. Moroni si fa subito anticonvenzionale nella linea principale della Pirc sfoderando 6. a4, arma recentemente usata da Mariya Muzychuk, Abasov e Vaishali. Di fatto dopo sette mosse si è già fuori teoria, con i due che si affrontano a viso aperto soprattutto al centro fino alla 30a mossa, quando Moroni lascia malamente un pedone in presa senza compenso, quello c, sfavorito anche dall’orologio che corre un po’ troppo. In modo quasi proverbiale, però, Erigaisi, due mosse prima della 40a, commette un errore che consente all’italiano di impostare un temporaneo sacrificio di Torre che fa partire una combinazione di tre mosse al termine della quale il pedone è ripreso. Un po’ scosso, Erigaisi non gioca perfettamente in questa fase, concedendo a Moroni di provare a spingere i pedoni, rimasti tutti uniti, dell’ala di Re. Questo finale di Donna e Torre con tre pedoni per parte è però già difficile di suo, figuriamoci con pochi minuti sull’orologio, ed alla fine l’azzurro spinge in h6, cosa che sembrerebbe naturale da fare, ma che si scontra con l’attacco su f2 che porta alla tripla ripetizione di posizione.

Nihal Sarin-Francesco Sonis 1-0

Di tutte le partite, questa è fuor di dubbio la più difficile per i nostri colori. Questo perché Sonis, dopo un Attacco Torre come apertura che lui tiene bene, senza particolari rischi, finisce per giocare piuttosto passivo dalla 15a mossa in poi. Non si tratta di errori tout court, semmai si può parlare di una situazione nella quale tante piccole imprecisioni qui e là prestano il fianco all’attacco di Nihal Sarin, cui viene concessa la possibilità di piazzare un pedone in h5 e con quello bloccare una buona metà della posizione del Nero. Successivamente, peraltro, il Bianco s’impossessa con Torre e Donna delle colonne a e b, ed a quel punto la posizione di Sonis semplicemente crolla. Abbandono dopo 40 tratti.

Sabino Brunello-Gukesh Dommaraju 0-1

Delle quattro partite, questa è quella che finisce per prima. Ed è un peccato, perché a lungo il più esperto del gruppo azzurro non mostra inizialmente particolari problemi contro la Ovest-Indiana (o Indiana di Donna, che dir si voglia) sfoderata dal Campione del Mondo con tanto di 4… Aa6, una versione estrema della variante Nimzowitsch. Brunello, dal canto suo, entra all’ottava mossa in una sottovariante minore dopo la quale il gioco diventa all’incirca pari. O almeno lo è fino alla 20a mossa, quando la posizione dell’italiano si sfalda rapidamente per una manovra sbagliata di Cavallo che viene abilmente sfruttata da Gukesh, il quale in poche mosse guadagna la qualità (un Alfiere netto). Si chiude tutto per abbandono alla 33a.

FEMMINILE: ITALIA-BULGARIA 1-3

Nurgyul Salimova-Marina Brunello 0,5-0,5

Di fatto, questo è un vero e proprio salvataggio della numero 1 italiana contro una delle giocatrici più (ancora) in ascesa del panorama globale. Il duello s’imposta sulla variante Capablanca dell’Indiana di Donna, e la bulgara riesce a prendere con successo l’iniziativa fin dalla 15a mossa, L’attacco di Salimova contro il lato di Re del Nero è potente, ma bastano un paio di imperfezioni e il tentativo di aprire un altro fronte al centro perché l’italiana faccia in tempo a riorganizzare le proprie difese, a difendere un finale difficilissimo con le sole Torri contro Torre, Alfiere e tre pedoni e a portare a casa un mezzo punto che sa di enorme fiducia. Soprattutto contando che c’è da svoltare quel che è stato l’Europeo.

Olga Zimina-Nadya Toncheva 0-1

Non è solo un’occasione sprecata, quella di Olga Zimina: è proprio qualcosa che appartiene alla categoria degli errori che causano disastri immediati. Ed è un peccato, perché la sua situazione stava diventando particolarmente promettente dopo l’apertura, rientrata nei temi di un’Inglese ultra-simmetrica. Toncheva alla 23a perde un pedone secco senza compenso con uno scacco in f3, Zimina prova a lanciarsi in un attacco con Torre e Alfiere, ma alla 30a non vede una combinazione che prevede un sacrificio di Torre con successivo matto in sei mosse. Resasi conto del disastro, abbandona.

Gabriela Antova-Tea Gueci 1-0

Confronto non facile per Gueci, che con il Nero fin da subito, cioè fin dall’uscita dall’apertura, si ritrova in guai piuttosto seri, costantemente sotto pressione da parte di Antova che fa valere due fattori: l’attività dei Cavalli e la colonna b occupata dalla Torre. Un buon tatticismo difensivo permette a Gueci di riportare la posizione in sostanziale parità, anche se con parecchia passività. Nei fatti, a giocare per due risultati (patta e vittoria) è il Bianco, che alla fine ottiene quello più prezioso. Il Nero, infatti, per forzare il sostegno al pedone a, che arriva fino in seconda traversa, “dimentica” che in b e c ci sono due pedoni molto potenti, di cui uno, quello b, si crea le condizioni per andare a promozione. Di fronte a ciò arriva l’abbandono in 44 mosse.

Giulia Sala-Gergana Peycheva 0,5-0,5

Questa è davvero la partita dei rimpianti per Sala, che spreca tanto, anzi tantissimo in un giorno nel quale ha a che fare con il Dragone Iperaccelerato della Siciliana. Apertura che, evidentemente, la sua avversaria bulgara conosce poco, perché va nei guai (grossi) già alla nona mossa, con un attacco potentissimo tra le mani dell’italiana contro il Re nero scoperto. L’azzurra, però, non va fino in fondo e spreca questa prima occasione, consentendo a Peycheva di ritrovare coordinazione tra i pezzi mentre il Bianco ha ancora le Torri fuori dal gioco. Il resto del confronto è tutto giocato sulle infinite occasioni non viste, in una posizione comunque complessa, da parte di Sala, che però in un finale non facile, di Torre, Cavallo e Alfiere con tre pedoni contro Torre e Alfieri con due pedoni, ha un’ultima chance. Questa però se ne va, assieme al pedone in g7, e allora dopo 72 mosse è patta.

Per quanto riguarda il resto del torneo, gli USA vengono salvati un’altra volta da eccellenti performance nelle scacchiere centrali, perché Awonder Liang perde (di nuovo), stavolta da Bjorn Moller Ochsner, poi Wesley So e Hans Niemann risistemano tutto e siglano il 2,5-1,5 sulla Danimarca. Stesso punteggio, questo, con cui la Germania batte il forte Uzbekistan 2 grazie a Vincent Keymer. Le sorprese sono due: Richard Rapport sconfitto da Anton Demchenko in Ungheria-Slovenia (ma i magiari vincono 2,5-1,5), il 2-2 tra Lituania e Inghilterra (non per le prime due scacchiere, ma per le seconde due) e il rendimento di Singapore, che fa 3/3 battendo la Norvegia (o quel che ne resta data l’assenza a Samarcanda di Carlsen, Tari e Hammer). Semmai è la sezione femminile a regalare il ribaltone più clamoroso di tutti: l’Ucraina travolta per 0,5-3,5 dall’Argentina. E anche l’Iran non è da meno con il suo 3-1 alla Francia, mentre i Paesi Bassi vengono bloccati sul 2-2 dall’Austria. Ritornando in campo Open, però, si fa personaggio anche Vasyl Ivanchuk: il leggendario ucraino, tra i più forti senza titolo mondiale in mano, si è presentato così:

Il quarto turno vedrà l’Italia opposta nell’Open al (?), mentre tra le donne ci sarà il Cile. Due sfide utili per cercare di portare a 6 su 8 la quota punti azzurra e, magari, avere un quinto turno di quelli importanti per provare a spingere verso quote molto elevate della classifica. Dove, nel frattempo, a punteggio pieno nell’Open sono rimaste in 21 e nel femminile in 20.

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