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Scacchi, Olimpiadi 2026: Italia Open alza la voce sulla Colombia. Donne, impresa mancata con la Serbia. Svolte le elezioni FIDE

Federico Rossini

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Italia / FIDE / Michal Walusza

Giornata terribilmente intensa alle Olimpiadi Scacchistiche in quel di Samarcanda, in Uzbekistan. Il penultimo turno regala all’Italia Open una chance significativa di arrivare in posizioni alte, ma servirà un ultimo grande colpo di mano, mentre le donne sprecano una simile occasione. Nel contempo si sono svolte le assai controverse elezioni per il nuovo presidente della FIDE.

OPEN: ITALIA-COLOMBIA 3,5-0,5

Santiago Lopez Rayo-Lorenzo Lodici 0-1

Si parte con un’Italiana con 6. b4, mossa che paradossalmente è stata la croce di Firouzja, suo frequente utilizzatore. In generale parliamo di un impianto col quale si esce di teoria alla 9a mossa. Fino alla 25a mossa, seppur i temi tattici abbondino, non accade nulla in termini di equilibrio, ma è proprio alla 26a che Rayo sbaglia piano finendo per ritrovarsi con, alla fine, un pedone in meno (e la bella 30… Cxa4 di Lodici, un finto sacrificio di Cavallo al quale il Bianco non abbocca). Il numero 1 d’Italia, con molta concretezza, guadagna un secondo pedone e si ritrova con Cavallo e tre pedoni contro Cavallo e pedone, il che gli garantisce la vittoria per abbandono alla 56a mossa.

Luca Moroni-Esteban Valderrama 1-0

Miniatura anche per Moroni: il Grande Maestro di Desio è il primo degli italiani a chiudere la pratica, e per di più su una delle varianti-simbolo della Nimzo-Indiana, la Sämisch. L’italiano gioca 8. Tb1, usata in passato con successo da Caruana, ma nei fatti è il Nero a uscire male dall’apertura con la dubbia (e già vista) 11… f5. Valderrama commette il grave errore di concedere la potentissima coppia dei pedoni centrali in d5 ed e5 a Moroni. Uno di questi (d5) viene rapidamente catturato, ma al costo di un’incauta corsa di Cavallo verso il lato di Donna quando il Bianco imposta tutto l’attacco sul lato di Re. Risultato: abbandono di Valderrama dopo 23 mosse.

Manuel Campos Gomez-Francesco Sonis 0,5-0,5

Sonis si trova di fronte il Giuoco Piano, e molto della partita si gioca sui piani tattici di attacco e difesa. Per l’italiano, l’attacco è contro il lato di Re con tutti i pezzi pesanti e l’Alfiere campochiaro, per il Nero molto passa dal fatto di voler accettare un finale di squilibri di materiale (Donna, Torre e Alfiere con tre pedoni di Sonis contro Donna, Torre e sei pedoni di Campos Gomez). Non c’è modo per l’italiano di sfondare la protezione attorno al Re, il Nero trova lo scacco perpetuo ed è patta. Sonis resta comunque in corsa per una medaglia in terza scacchiera.

Edoardo Di Benedetto-Cristhian Camilo Rios 1-0

Di Benedetto, con questa vittoria, lancia in alto le proprie quotazioni per tentare di agguantare una non semplice, ma neppure impossibile, medaglia individuale in quinta scacchiera (cioè come riserva). Dopo una Catalana chiusa dai crismi piuttosto normali, per l’italiano c’è sempre una leggerissima superiorità basata sulla combinazione di attività dei pezzi e coppia dei pedoni c5-d4. Con grande precisione il Bianco sfrutta qualche inesattezza del Nero per procurarsi un vantaggio qualitativo (Torre in più contro Alfiere e pedone, a parità di Donne e resto del materiale). Finisce tutto molto rapidamente, con l’abbandono di Rios alla 32a.

FEMMINILE: ITALIA-SERBIA 2-2

Marina Brunello-Alina Bivol 1-0

Sulla Francese Winaver con 5. a3, Marina Brunello sceglie di giocare alla settima mossa la seconda opzione più nota, 7. Dg4,un’arma di Anand. Bivol (scelta in luogo di Teodora Injac, la numero 1 serba, in prima scacchiera, lasciando dunque la più quotata a riposo) rinuncia all’arrocco con 7. Rf8, l’italiana sceglie una variante molto rara subito dopo e confonde con successo l’avversaria, mettendosi nella condizione di vincere molto rapidamente. In termini metaforici: il Bianco ha aria finché vuole, il Nero è diversamente compatto, nel senso che i pezzi tutti ammassati attorno al Re qui sono il problema fatale. Finisce in 29 mosse.

Elif Mehmed-Olga Zimina 1-0

La partita dei rimpianti per l’Italia, che a quel punto ancora sognava un’impresa enorme e la possibilità di giocarsi un ultimo turno buono per un risultato di grande prestigio. Zimina sfodera la Scandinava, una scelta non così comune a questi livelli, ma che di tanto in tanto funziona come effetto sorpresa. Nei fatti le due giocano a lungo in maniera molto precisa e si entra in un finale all’incirca pari, ma con pedone in più per il Nero che teoricamente consentirebbe all’italiana di giocare per due risultati. Il problema è che, ad altri incontri finiti, Mehmed deve forzare per cercare di far comparire, chissà come, il terzo. Quello a lei favorevole. E, all’improvviso, accade: alla 52a il Nero gioca la terribile 52… Cb6, che è un errore fatale in quanto libera una combinazione capace di dare alla serba un matto in quattro mosse.

Tea Gueci-Jordana Srdanovic 1-0

Una seconda Scandinava compare sulla terza scacchiera del match, ma in questo caso Gueci domina, letteralmente, l’intera partita fin dall’inizio, riuscendo a guadagnare da subito un pedone e a governare l’esito del confronto. Già prima della quarantesima, molto prima, il destino di Srdanovic è segnato, con Donna, Alfiere e soprattutto Torre che si coordinano per un attacco feroce sull’ottava traversa che causa al Nero la perdita di un Cavallo. Cocciutamente, il Nero continua per un po’ e poi cede il punto intero alla 50a.

Sofia Pogorelskikh-Giulia Sala 1-0

L’apertura è un grande classico: la Spagnola aperta Tarrasch con 9. c3, vista sulle scacchiere di svariati big della storia. La scelta di 10. Ac2 porta alla Variante Italiana, il cambio di Torre per Alfiere e Cavallo in f2 alla sottovariante Dilworth, ma come si esce di teoria, alla 16a mossa, Sala non trova una delle due mosse giocate contro la rara 16. Ab3 che manterrebbero la parità (Axf3 o Ce7), ritira il Re in h8 in modo molto passivo, regala un tempo e non si riprende più. Si perde la qualità, e salvo qualche inesattezza nel finale Pogorelskikh riesce a portare a casa l’intera posta.

C’è molto da rimarcare a un turno dalla fine. L’Italia Open, attualmente al 22° posto, con un po’ di fortuna può aspirare non soltanto alla top ten, ma, con una serie incredibile di risultati, potrebbe issarsi addirittura nelle prime cinque posizioni. Il fatto è, però, che l’Inghilterra come sorteggio non è in alcun modo facile: Nikita Vitiugov, Michael Adams, Gawain Jones, Luke McShane, per chi conosce il mondo scacchistico si tratta di nomi estremamente consolidati, in un caso addirittura di un ex top 5 mondiale. Questo superclassico delle ultime edizioni potrebbe valere moltissimo. E potrebbe valerlo anche per Francesco Sonis ed Edoardo Di Benedetto, che potrebbero centrare il podio individuale rispettivamente come terza scacchiera e prima riserva, attraverso una combinazione di risultati favorevoli. Per la selezione femminile, invece, conclusione contro l’Ucraina, sfida se possibile pure più complessa rispetto all’Open pur partendo da una situazione di classifica leggermente meno alta. Ricordiamo che l’ultimo turno inizierà alle 8:00 invece che alle 12:00.

Per quanto riguarda le zone alte della graduatoria, il punto è molto semplice: vincendo contro l’Ucraina, o anche solo pareggiando 2-2, l’Uzbekistan vince l’intero torneo. L’India, attesa dall’Ungheria, deve sperare in un colpo di mano da parte di Ivanchuk e compagni per impedire la festa di casa. Il tutto dopo che oggi queste due selezioni hanno rifilato altrettanti, severissimi 3,5-0,5 all’Armenia e a Uzbekistan 2 rispettivamente. Tra le donne, invece, il 2-2 della Cina contro l’India rimette in corsa il Kazakistan, vittorioso per 2,5-1,5 sulla Francia. All’ultimo turno ci saranno Cina-Vietnam e Polonia-Kazakistan: alle cinesi basta fondamentalmente non perdere per portare a casa la rassegna.

A margine, va detto che si sono tenute le elezioni FIDE più roventi e, se vogliamo, contrassegnate da qualsiasi genere di retroscena degli ultimi tempi. Con il presidente uscente Arkady Dvorkovich fuori gioco perché sotto sanzioni UE, è stato colui che originariamente rivestiva il ruolo di vice del suo “ticket”, Timur Turlov, kazako già presente negli scacchi attraverso la sponsorizzazione della sua Freedom Holding. Al primo turno delle votazioni Turlov aveva ottenuto 96 voti contro i 76 del businessman tedesco Wadim Rosenstein e i 20 dell’imprenditore, anche lui tedesco, Jan Henric Buettner, i cui voti sono confluiti poi in quelli a Turlov. Come vicepresidenti sono stati eletti Xu Yuhua (Cina), Michael Khodarkovsky (USA), Pavel Kolobkov (Russia) e Yassin Souleiman Hassan (Gibuti). La nomina di Kolobkov, ex schermidore oro olimpico nella spada nel 2000, è stata oggetto di polemiche sia perché parte di molti governi di Putin tra il 2010 e il 2020 anche come Ministro dello Sport che per il suo ruolo nel tentare, invano, di riabilitare la Russia agli occhi della WADA una volta che sono scoppiati i numerosi scandali sul tema, da Sochi 2014 in poi.

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