Scacchi

Scacchi, Olimpiadi 2026: Italia in risalita con Open e femminile, belle vittorie su Bolivia ed Ecuador

Federico Rossini

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Giulia Sala / FIDE / Michal Walusza

Archiviato anche il 7° turno delle Olimpiadi Scacchistiche di scena a Samarcanda, in Uzbekistan. Finalmente lo si può dire: buone, molto buone notizie dalle due formazioni italiane. Brava quella femminile, che supera d’autorità l’Ecuador, e brava anche quella Open, con un rotondo 3,5-0,5 sulla Bolivia che, anzi, ha tanti aspetti per i quali si può parlare di risultato che conta su tutta la linea.

FEMMINILE: ITALIA-ECUADOR 3-1

Anahi Ortiz-Marina Brunello 0,5-0,5

Patta tranquilla (anche perché sul 2,5-0,5 non aveva neanche più particolare senso spingere rischiando il mezzo punto). Dopo l’Indiana di Donna con la variante intitolata a Capablanca, del resto, succede ben poco: vengono cambiati molti pezzi e si entra in un finale di Cavallo e Alfiere da una parte e dall’altra senza grandi prospettive da un lato e dall’altro. Dopo 46 mosse l’equa divisione del punto è la logica conclusione.

Tea Gueci-Carla Serrano 1-0

Impianto classico in apertura: la Caro-Kann con 3. e5 del Bianco, ma con la sorprendente 5. c3 al posto della più comune 5. a3. Si entra poi nella linea della Stefansson-Hjartasoon del campionato islandese 2021 con 9… Dc7 di Serrano, ma in linea generale questo è un tipo di posizione che offre al Bianco mobilità dul lato di Re, un pedone forte in b5 sul lato di Donna e le Torri pronte ad attivarsi. Il crollo per il Nero arriva alla 20a mossa, quando l’incauta avanzata 20… f4 apre alla Donna la chance di catturare il Cavallo due tratti dopo senza compenso. Il tutto non prima di un bel sacrificio di Torre sull’Alfiere in a5, il che lascia a Gueci un attacco fortissimo. Serrano, di fatto, alla 36a concede un matto in due e alla 37a abbandona.

Samantha Jaramillo-Kamilla Rubinshtein 0,5-0,5

Versione tutto sommato non completamente usuale per il Gambetto di Donna rifiutato qui: si tratta della linea posizionale con 6. Dc2, seconda scelta in questa posizione, ma comunque arma occasionale di alcuni big. Quello che sorprende è il cambio in f6, con cattura di Alfiere e poi di nuovo di Alfiere del Nero anziché di Cavallo. Non che cambi molto, anche se a poter orchestrare un buon attacco sul lato di Donna è Rubinshtein. Per lei anche un’occasione di poter incolonnare Torre e Donna sulla colonna h alla 33a, un attacco molto potente, ma con 15 minuti per le ultime 7 mosse bisogna anche gestire il tempo, oltre al fatto che alcune mosse visibili per i motori sono ben lontane dal pensiero umano se il piano è un altro. Finisce patta in 42 tratti.

Giulia Sala-Arlette Guerrero 1-0

Difesa Francese, variante Rubinstein e scelta di 7… Cxc6 di Guerrero, in questa partita, che riporta a una sottovariante fronteggiata anche da Magnus Carlsen (contro Ulf Andersson), John Nunn e Lajos Portisch tra gli altri. Si va avanti e si entra in un territorio esplorato da Hans Niemann ed Eline Roebers, almeno fino all’arretramento di Donna con 12… Dc7 del Nero. Finisce qui la teoria, si passa alla pratica del mediogioco e si verificano alcuni sacrifici reciproci (tra cui quello di Sala con l’Alfiere in h7, una delle idee più tematiche degli scacchi). Succede però questo: tra 22a e 23a mossa, a errore di Sala ne segue uno ancora più enorme di Guerrero che concede una brillantissima combinazione di matto all’italiana: giunge l’abbandono alla 28a.

OPEN: ITALIA-BOLIVIA 3,5-0,5

Licael Ticona-Lorenzo Lodici 0-1

Il numero 1 d’Italia, stavolta, non deve faticare molto e, contemporaneamente, ha anche una giornata buona. Sempre in vantaggio il chioggiotto, fin dall’uscita dall’apertura, un’Inglese Quattro Cavalli, con un aumento di pressione continuo che fa pian piano crollare la posizione del suo avversario in modo costante, ma inesorabile. Un punto che serve, e soprattutto che serve così.

Francesco Sonis-Osvaldo Zambrana 1-0

Nel gergo scacchistico le partite che, solitamente, finiscono sotto le 25 mosse (o giù di lì) sono definite miniature. Quella di Sonis è una, e si decide dopo una variante del Gambetto di Donna rifiutato che prevede una serie piuttosto ampia di temi tattici dalle due parti: da un lato le possibilità del Bianco contro il lato di Re avversario, dall’altro una certa mobilità del Nero che può utilizzare con profitto i pezzi leggeri. Ma, improvvisamente, alla 15a la cattura di un vero e proprio Cavallo avvelenato da parte del nero scatena un furioso attacco di Sonis, potente abbastanza da causare il rapido abbandono alla 19a.

Jose Gemy-Sabino Brunello 0-1

L’Attacco Indiano di Re, in quest’occasione, va a premiare il più esperto del team italiano, ma dopo una partita per buona misura vissuta in sofferenza. Questo a causa di 20… Da8 e 21… Ce6, mosse passive che consentono a Gemy di bloccare la posizione del Nero con i pedoni e, contemporaneamente, di coordinare con efficacia un attacco che vede tutti i pezzi in grado di trovare un collegamento tra loro che si lascia vedere. C’è un unico problema a sfavore del Bianco: l’orologio. Perché fin dalla 24a Gemy gioca con meno di 10′ di tempo (più incremento di 30″ a mossa), poi si scende a 2′ per larga parte delle ultime 10. In questa situazione le inesattezze del boliviano consentono a Brunello di riprendersi, avere un pedone in più e la coppia di quelli a e b (poi a e c), nonché di spingere proprio questi due e lanciarsi verso una gestione veramente magistrale del finale che ne consegue. Vittoria in 60 mosse.

Edoardo Di Benedetto-Daniel Daza 0,5-0,5

Di Benedetto, dopo aver tramutato una patta in vittoria, tramuta una sconfitta in una patta. E passare da mezzo punto a un punto e mezzo in due partite non è cosa per tutti. Ancora più se, dopo uno scambio Alfiere-Cavallo sbagliato perché già all’11a mossa concede l’intera colonna d a Torre e Donna del Nero, la situazione è fin dall’inizio veramente poco allegra. Molto poco: ci sono due pedoni doppiati per il Bianco sulla colonna e mentre il Nero ha gli Alfieri puntati contro il lato di Re e una Torre ben piazzata nello schieramento avversario. Si entra rapidamente in un finale con Torre e due pedoni per parte, ma con Daza che ha già il pedone b avanzato in b5 e quello c che può sostenerlo, mentre Di Benedetto ha i suoi fermi in g2 e h2. In questi finali, però, basta poco per gettare via mezzo punto da una parte o dall’altra, ed è ciò che accade a Daza, che lascia spazio ai pedoni avversari e si ritrova, alla fine, con l’unico suo rimasto destinato a essere catturato perché il Re, per andare a prendere i pedoni bianchi, è troppo lontano per impedire che il pedone b venga circondato e catturato. Patta dopo 47 tratti.

Nell’Open continua la corsa solitaria dell’Uzbekistan, che batte anche la Cina per 3-1 con vittorie dei due Nodirbek, Abdusattorov e Yakubboev, su Ding Liren e Yu Yangyi. Perde terreno l’Armenia, fermata sul 2-2 dagli USA in un match lottatissimo: sono in cinque al secondo posto. Oltre all’Armenia figurano Azerbaigian, India, Germania e Paesi Bassi a quota 12, cioè a due punti di distanza. Per quel che riguarda il femminile, invece, il big match Cina-Kazakistan finisce 2-2, con Meruert Kamalidenova in terza scacchiera e Yan Tianqi in quarta che firmano i risultati decisivi della situazione. In questo modo restano a contatto India, Bulgaria, Georgia, Armenia e Mongolia, a quota 12, dunque con un punto di distanza. Nelle due classifiche l’Italia Open è al 39° posto e quella femminile al 35°.

Veniamo ai turni di domani. Per l’Italia Open sfida spartiacque con la gagliarda Islanda, quattro Grandi Maestri in squadra e il totem Johann Hjartarson ancora a colpire quando vuole in terza scacchiera. Per l’Italia femminile, invece, c’è la forte Francia guidata sulle prime due scacchiere da Deimante Daulyte-Cornette e Marie Sebag, nonché con un ELO medio importante, di 2374. Impresa complessa sì, impossibile no.

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