Scacchi
Scacchi, Olimpiadi 2026: Italia, donne bene con il Tagikistan. Per l’Open amara sconfitta contro l’Indonesia
Giornata dal sapore dolceamaro per l’Italia alle Olimpiadi Scacchistiche che viaggiano verso metà evento a Samarcanda, in Uzbekistan. Se la selezione femminile riesce a rimettere in piedi una sfida davvero difficile con il Tagikistan, che aveva già sorpreso varie avversarie più quotate, non così riesce a fare la selezione Open, battuta da quella stessa Indonesia che, al secondo turno, aveva messo in grandissima difficoltà l’India. Ma andiamo a vedere bene come si sono svolte le cose, partendo stavolta dalle donne.
DONNE: ITALIA-TAGIKISTAN 2,5-1,5
Marina Brunello-Marvorii Nasriddinzoda 1-0
Nelle intenzioni del Nero, questa sarebbe una Pirc, ma si trasforma abbastanza velocemente in una sottovariante della Philidor. Marina Brunello, finora autrice, va detto, di una valida rassegna, inizialmente si trova un po’ in bilico, ma a un certo punto , verso la trentesima mossa, si capisce che l’avere la coppia degli Alfieri l’aiuta non poco in termini generali di attività sulla scacchiera. Il finale di Torre e Alfieri contro Torre, Alfiere e Cavallo con cinque pedoni per parte è comunque complicato, ammesso che si possa già parlare di finale in questa situazione. Una volta tolte di mezzo le Torri, l’italiana sfodera una grande precisione e una precisione di altissimo rango. La manovra è questa: prima spinge il pedone h quasi forzandone la promozione, poi si trova in un finale di Alfieri di colore uguale, quindi costringe l’avversaria a sacrificare il proprio Alfiere, infine con il suo controlla proprio f8, la casa di promozione dell’ultimo pedone bianco rimasto. Ed è qui che, dopo 65 mosse, arriva l’abbandono di Nasriddinzoda.
Nadezhda Antonova-Olga Zimina 0,5-0,5
Poco da dire su questa partita, se non che alla fine di tutto si entra nella variante di cambio del Gambetto di Donna Rifiutato con linea posizionale. Nonostante una posizione che teoricamente induce allo squilibrio, in realtà le forze sono sia di pari valore (Donna e Torri contro Donna, Torre e Alfiere e due pedoni in più del Nero, proprio quelli che appunto servono a riequilibrare) che di pari controllo della situazione. Visto che per le due non c’è verso di fare chissà cosa, arriva la patta per triplice ripetizione di posizione dopo 43 mosse.
Kamilla Rubinshtein-Rukhshona Saidova 1-0
La partita decisiva, perché è quella che finisce più tardi ed è anche quella che fissa il risultato a favore dell’Italia. Si inizia su una linea conosciutissima della Spagnola aperta, almeno fino alla nona mossa e poi alla dodicesima, quando si entra in un’idea comparsa in una partita recente di Sam Shankland. Dopo una prima parte di confronto passato a trovarsi comunque in pressione, Rubinshtein la sua chance ce l’ha verso la quarantesima, ma è una linea già complessa di suo, figuriamoci con il tempo che inizia a mancare. La vera svolta, sempre in zeitnot, arriva alla 55a quando Saidova, con un minuto e 2 secondi sull’orologio, non trova una continuazione difensiva efficace e in un attimo si ritrova con un Cavallo in meno. Essendoci in palio un possibile mezzo punto, lotta ancora un po’, ma si aprono delle vere voragini nella sua posizione e così l’Italia porta a casa dopo 76 mosse punto e incontro.
Nozanin Makhmudova-Giulia Sala 1-0
Questa è la sconfitta che, nella parte iniziale del match, costringe l’Italia a dover spingere per davvero sulle altre scacchiere, cosa che poi riuscirà. La scelta di Sala è la Siciliana chiusa, con la quale sfrutta anche un’idea naturale, ma sbagliata del Bianco per assumere un leggero vantaggio per parecchio tempo. Quello stesso tempo che, alla 25a mossa, la finisce per tradire visto che l’orologio corre un po’ troppo: Makhmudova riesce a sfruttare un errore per piazzare un gran sacrificio temporaneo di Torre dal quale, però, emerge alla fine un forte vantaggio sia materiale che posizionale. Obbligato l’abbandono alla 32a.
OPEN: ITALIA-INDONESIA 1-3
Lorenzo Lodici-Susanto Megaranto 0-1
La partita già inizia in modo perlomeno strano, in un incrocio tra una Moderna, una Caro-Kann di rientro ed altre cose. Fino alla 23a mossa, pur con Lodici in leggera situazione di vantaggio, non succede niente di particolare, anche perché l’esperto Megaranto accetta la situazione. Poi la posizione si complica, lo stesso indonesiano alla 26a s’inventa uno spettacolare finto sacrificio di Cavallo che sa di unica mossa che non perde, e nel contempo regge alla pressione posta dal numero 1 d’Italia con il pedone in d7. Improvvisamente, però, l’azzurro è tradito dallo zeitnot e gioca 35. Dd6 perdendo direttamente l’Alfiere senza compenso. Abbandona dopo 38 mosse.
Gilbert Elroy Tarigan-Luca Moroni 0,5-0,5
Non è la partita dell’occasione persa, perché quella del pari se n’è andata già diverso tempo prima quando Moroni e Tarigan sono gli ultimi rimasti, ma è comunque un’altra prova del fatto che il Grande Maestro di Desio, quando chiamato in causa, le prova davvero tutte. Per lui, con il Nero, la prima chance capita intorno alla 31a mossa, ma nonostante il vantaggio dato dai motori c’è anche il tempo da gestire, e quello alla fine dei conti non aiuta. La situazione evolve in un finale vantaggioso per il Nero, ma difficilissimo da trasformare nella pratica: Donna, Alfiere e due pedoni contro Donna e quattro pedoni. Tarigan si difende sempre bene in questa estenuante conclusione contro un Moroni deciso ad ottenere il punto intero. Prospettiva che, alla 103a mossa, sembra poter arrivare, ma anche qui non è facile vedere la continuazione vincente. Moroni, infatti, la manca e i due, dopo 116 mosse, si dividono il punto.
Sabino Brunello-Satria Cahaya 0-1
Questa è l’altra sconfitta che condanna l’Italia a perdere il match nel suo complesso. Inglese ultra-simmetrica per i due, con Brunello che prende un leggero vantaggio a inizio partita, solo che durante il mediogioco arriva un mare magnum di complicazioni che a prima vista nessuno dei due pare riuscire a governare pienamente. La vera svolta arriva quando Cahaya riesce ad attaccare il lato di Donna del Bianco, quello dove il Re si rivela improvvisamente molto esposto. La posizione di Brunello crolla nel giro di poche mosse e l’abbandono arriva alla 38a.
Nayaka Budhidharma-Edoardo Di Benedetto 0,5-0,5
Bisogna lodare il coraggio di Di Benedetto, senza il quale la sconfitta sarebbe stata ancora più netta. Dopo una Francese sostanzialmente derivata della variante classica, la partita, pur con una curiosa serie di squilibri di materiale, è nel solco della parità fino alla 24a mossa, quando un’incauta 24… c5 dell’italiano porta Budhidharma, pure in ristrettezze di tempo, ad acquisire quasi istantaneamente una posizione di grande vantaggio. Un attacco, il suo, che però deve essere preciso perché la via per vincere è abbastanza stretta in un finale di Torre e quattro pedoni contro Cavallo e sei pedoni. Su questo conta Di Benedetto: il Bianco ha paura del pedone e del Nero e della possibilità che vada a promozione, e questo basta: una sola mossa sbagliata di Re alla 46a salva l’italiano, che riesce a trovare una combinazione difensiva con scacco doppio di Cavallo. A quel punto, Torre catturata e pedoni sulle colonne a e h raggiungibili per vie diverse. Risultato: patta.
Nelle altre sfide, spicca l’impresa della Germania nell’Open grazie alla sua vittoria nei confronti degli USA per 2,5-1,5. Merito di Frederik Svane, che batte Hans Niemann e decide tutto con le altre tre sfide patte. Uzbekistan e India continuano a vincere, il che significa che al sesto turno, proprio prima del giorno di riposo, ci sarà la grande sfida tra due delle primissime favorite alla vittoria finale. Finisce 2-2 Cina-Armenia, così come Romania-Azerbaigian. Nel complesso a punteggio pieno restano solo in tre: Uzbekistan, India e Germania, con l’Italia a oggi al 51° posto, ma con chance di recuperare (serve però un torneo ora quasi perfetto). Tra le donne, dove le azzurre sono al 28° posto, la leadership è a quattro (lasciando per ora stare i criteri di spareggio): Polonia, Cina, Kazakistan e Azerbaigian. Gli USA pareggiano 2-2 con l’Uzbekistan, e delle quattro selezioni vincitrici Polonia e Kazakistan vincono 2,5-1,5 su India e Germania (soprattutto Polonia-India fa registrare una signora sorpresa, con Maltsevskaya vittoriosa su Vaishali), mentre è 3-1 per Cina e Azerbaigian su Bulgaria e Serbia.
Nel sesto turno per l’Italia Open ci sarà l’obbligo di risalita, e questa passerà dalla sfida contro il Sudafrica, contro il quale sarà perlomeno necessaria una bella vittoria per arrivare al giorno di riposo con una classifica formato rilancio. Molto interessante, invece, il confronto delle donne che avranno la Svizzera, cioè Alexandra Kosteniuk, da anni sotto bandiera elvetica e giocatrice che è un pezzo di storia degli ultimi 30 anni. Ma è una selezione da ELO medio di 2319, dunque da prendere in senso assoluto con considerazione serissima.