Scacchi
Scacchi: Olimpiadi 2026, Italia ancora bene con Open e femminile. Ma per gli azzurri c’è l’India all’orizzonte
Si è disputato quest’oggi il secondo turno delle Olimpiadi degli Scacchi in corso di svolgimento a Samarcanda, Uzbekistan. Rispetto ai primi turni è cambiato di poco il discorso tecnico-agonistico, nel senso che un po’ tutte le favorite hanno vinto i loro incontri, ma c’è stato qualche colpo a sorpresa individuale in più dettato dall’avvicinarsi delle distanze tra i singoli giocatori. Andiamo, comunque, con ordine e partiamo dall’Italia.
La squadra Open, con Michele Godena che stavolta ha deciso di lasciare a riposo Luca Moroni, si impone per 3,5-0,5 sul Giappone. Un successo brillante, convincente, che vede anche un bell’esordio di Lorenzo Lodici contro il migliore dei rappresentanti nipponici, Tranh Thanh Tu, che ha cambiato federazione passando in terra nipponica, da quella vietnamita, nel 2020. Il numero 1 d’Italia, con una brillantezza notevole in pieno mediogioco, guadagna un Alfiere netto già quando si è ben lontani dal finale: Tu continua in modo un po’ testardo per circa 25 mosse, poi abbandona alla 45a. Bene anche Francesco Sonis, che regala il punto intero del 3,5-0,5 dopo una partita a lungo su binari di patta contro Shou Otsuka, ma che si risolve d’improvviso in un finale di Donna e Torre con pedone in più (non sfruttabile) per il Nero, in cui l’errore di Otsuka arriva alla 52a e causa l’abbandono immediato. Si era invece reso protagonista di un bellissimo e vibrante attacco Edoardo Di Benedetto nella sua vittoria su Shinya Kojima; patta rapida tra Sabino Brunello e Ryosuke Nanjo.
Tra le donne, invece, un piccolo brivido c’è, perché la vittoria arriva sì, ma con il margine minimo: 2,5-1,5 sull’Islanda. Con Kamilla Rubinshtein in difficoltà fin da subito e poi sconfitta da Gudrun Briem, tocca alle altre riequilibrare la situazione. In particolare, per Giulia Sala c’è lo scacco matto in 19 mosse (causato però da due errori macroscopici dell’avversaria, Idunn Helgadottir, di cui uno forza il matto in una). E per Olga Zimina è vitale il successo in appena 24 tratti contro la migliore delle portacolori islandesi, Lenka Ptacnikova. Per Tea Gueci, invece, patta con un paio di rischi (da una parte e dall’altra) contro Hallgerdur Thorsteinsdottir, che poi è quella che fissa il risultato conclusivo.
Nelle altre sfide, l’Open vede un’India in chiara sofferenza, che riesce a battere 2,5-1,5 un’orgogliosa Indonesia solo grazie a Nihal Sarin che batte Arif Abdul Hafiz. E anche gli USA, pur battendo la Mongolia, vedono Awonder Liang perdere contro Khuyagtsogt Itgelt; salvano la situazione Caruana ed Aronian. Stesso discorso per l’Ungheria sulla Colombia (2,5-1,5 anche in questo caso), mentre l’Ucraina passa per 3-1 sull’Estonia nonostante la sconfitta di Vasyl Ivanchuk contro Ilja Sirosh. Ad ogni modo, nulla di realmente grosso si segnala sulle scacchiere principali. La sorpresa, invece, si ha nel femminile, dove la Georgia viene fermata sul 2-2 dal Montenegro in ragione delle sconfitte di Bella Khotenashvili contro Alena Skvortsova e di Lela Javakhishvili contro Aleksandra Milovic, riequilibrate dalle vittorie di Nana Dzagnidze e Meri Arabidze su Alexandra Zherebtsova e Mateja Popovic. Per il resto le favorite vanno a gonfie ve,e tra 3,5-0,5, 3-1 e 4-0: India sulla Finlandia, Cina sulla Colombia, Kazakistan sulla Bosnia-Erzegovina, USA sul Belgio e Ucraina sulla Lituania.
Per quanto riguarda i terzi turni, davvero tanta, tanta sfortuna in casa Italia. La selezione Open, infatti, pesca l’India, ed a questo punto c’è solo da chiedersi quale formazione i fortissimi indiani schiereranno. Basti ricordare i nomi: Praggnanandhaa, Arjun Erigaisi, Nihal Sarin, il Campione del Mondo in carica Gukesh e Vidit Gujrathi. Media ELO: 2735. Non per caso si parla della seconda squadra per, appunto, media ELO nel torneo, dietro ai soli USA. E quanto alle donne non è che la situazione migliori di tanto: c’è la Bulgaria di Nurgyul Salimova. Che forse, per valori assoluti, non ha il ruolo dell’India, ma ha pur sempre una media ELO di 2357, l’undicesima del torneo, e presenta anche Nadya Toncheva e Beloslava Krasteva nel gruppo. In breve, sia nell’uno che nell’altro caso serviranno vere e proprie imprese di vario genere.