Scacchi
Scacchi, Olimpiadi 2026: Di Benedetto salva l’Italia Open contro il Sudafrica. Donne sconfitte dalla Svizzera
Ci sono tanti livelli da guardare in questa sesta giornata delle Olimpiadi Scacchistiche per quel che concerne l’Italia. La squadra Open, infatti, va sotto 0-2 contro il Sudafrica e solo una grandissima tenacia di Edoardo Di Benedetto la salva da una sconfitta che definire sorprendente in negativo non sarebbe stato sbagliato. Quella femminile, invece, perde 3-1 contro la Svizzera, e questo era nell’ordine delle cose. Marina Brunello, però, centra uno dei risultati più prestigiosi della carriera, la patta con Alexandra Kosteniuk, una delle giocatrici più importanti degli ultimi 25 anni nonché campionessa mondiale nel 2008. Andiamo, comunque, con ordine.
OPEN: ITALIA-SUDAFRICA 2-2
Jan Karsten-Lorenzo Lodici 1-0
La variante di cambio ritardata della Spagnola è la linea scelta da Karsten per affrontare il numero 1 d’Italia, che nella fattispecie avrebbe tutta l’intenzione di riscattare la sconfitta contro Megaranto di ieri. Dopo una fase molto equilibrata, è una sola coppia di mosse a decidere l’incontro: la 24a del Nero e la 25a del Bianco. Lodici, infatti, gioca in quella situazione (in cui cerca di premere sul lato di Re, mentre il Bianco lo fa sul lato di Donna), 24… Thg8. Una mossa naturale, di riposizionamento, se non fosse che manca totalmente lo spettacolare sacrificio di Cavallo di Karsten che arriva con 25. Ca5. Il Nero è costretto ad accettare, pena conseguenze ancora peggiori dell’apertura della colonna b per le Torri bianche. L’effetto tattico è che il Bianco si ritrova con il sostegno per il pedone h totale: questo si libera, e a quel punto Lodici non riesce a fare nulla per invertire la tendenza, anche perché Karsten gioca in maniera davvero precisa e lo costringe all’abbandono dopo 58 mosse.
Luca Moroni-Banele Mhango 0-1
Sembra tutto abbastanza caoticamente normale dopo l’Indiana di Re che Moroni si trova ad avere davanti come apertura. Caoticamente nel senso che il suo avversario cerca di imbastire un attacco contro il lato di Re, e in effetti tutto punta lì, anche la difesa dell’italiano, ma il confronto, seppur vada verso una situazione di Torri e Cavallo del Bianco contro Donna e Alfiere del Nero con pedone in più per quest’ultimo, ha molto per poter essere pattato. Il tutto anche con un leggerissimo vantaggio del Nero, ma materiale che per trasformarlo in vittoria ci vorrebbe Magnus Carlsen. Il problema è che Moroni, su 34… e3 di Mhango, cattura il pedone con la mossa sbagliata, 35. Txe3. Era d’uopo 35. Cxe3, la cattura di Cavallo: vero, il raddoppio delle Torri secondo i motori è migliore, ma Cxe3 è umana e, anche se lascia quel leggero margine al Nero, è anche parte di una posizione perfettamente difendibile. Così, invece, il Bianco semplicemente non si accorge che, dopo 35… Axg2, l’Alfiere non si può riprendere perché, altrimenti, si entra in un finale di Donna contro Torre stravinto per Mhango. L’abbandono arriva dopo 44 mosse.
Charlton Mnyasta-Francesco Sonis 0-1
Qui, in realtà, da dire forse c’è paradossalmente poco, nel senso che è un’occasione in cui Sonis sfrutta brillantemente un’occasione a lui concessa. L’uscita da quel superclassico delle aperture che è la Siciliana Taimanov lascia il Bianco con un importante vantaggio a livello posizionale e soprattutto di piazzamento dei pezzi nello schieramento del Nero. Mnyasta, però, si perde nel mare delle complicazioni al centro, gioca molto passivo e concede il vantaggio a Sonis, che non si fa dire due volte che la situazione è favorevole: porta le Torri al centro e, appena gli viene dato modo di farlo, piazza una brillantissima combinazione che si conclude con un guadagno di Torre, al che il Bianco abbandona alla 39a mossa.
Edoardo Di Benedetto-James Dinham 1-0
Semplicemente bisogna fare i complimenti a Di Benedetto, perché con la squadra sotto 2-1 e la responsabilità di evitare una sconfitta da lato sbagliato della storia è lui ad avere veramente grande coraggio e a forzare una vittoria che a un certo punto non esisterebbe neanche. Dopo l’apertura in formato variante simmetrica della Réti con annesso Attacco Indiano di Re, tutto va sostanzialmente su binari di patta fino alla 33a mossa, quando l’incauta avanzata del pedone e5 costringe l’italiano a subire Dinham che può far pressione col raddoppio delle Torri sulla colonna d. Il problema, per il sudafricano, è che una linea chiara per vincere non c’è e lui non trova le mosse giuste, e in tal senso l’errore lo commette, in modo proverbiale, proprio alla 40a. Nel finale di pezzi pesanti le prime a sparire sono le Donne, poi una Torre per parte. E Di Benedetto mette pressione sul lato di Donna, tentando di forzare una vittoria dove in quel momento non c’è. I frutti li raccoglie davvero alla 69a, quando si ritrova con in mano una posizione che diventa vinta perché può contemporaneamente proteggere i suoi pedoni e averne due in più in men che non si dica. Dinham abbandona alla 92a e questa è, per momento, una delle vittorie più importanti della carriera di Di Benedetto.
FEMMINILE: ITALIA-SVIZZERA 1-3
Alexandra Kosteniuk-Marina Brunello 0,5-0,5
Il risultato è davvero notevole per la numero 1 d’Italia, contro la giocatrice che dal 2023 rappresenta la Svizzera anche in virtù del passaporto acquisito con il suo primo matrimonio. Tanto per chiarire le sue intenzioni, Kosteniuk gioca l’Attacco Canal della Siciliana, senza compromessi. E, in effetti, complice anche qualche momento di lentezza di Brunello, un forte attacco sul lato di Re lo riesce a lanciare con tanto di sacrificio di Alfiere in h6 che apre le colonne g e h per le Torri. La posizione, però, si tramuta in caotica quando l’italiana infila la Donna nello schieramento nemico, cosa che a un certo punto secondo i motori le porta addirittura chance di vantaggio. La realtà, però, è che a dover trovare la via del successo è Kosteniuk, cosa che non riesce a fare perché si fa ingolosire dalla prospettiva del pedone in h7. Per Brunello tanto di meglio: risolve tutti i suoi problemi, cambia i pezzi pesanti e riesce a entrare in un finale di Alfieri di colore uguale che è palesemente patto. E così arriva l’equa divisione del punto alla 54a mossa. E per la quinta volta Marina Brunello ottiene un risultato di patta o vittoria contro un’ex iridata.
Olga Zimina-Mariya Manko 0-1
Sistema di Londra sulla seconda scacchiera: ormai i match mondiali con Ding Liren hanno sdoganato anche ad alto livello l’apertura che più venera controversie a tutti i livelli. Nel complesso Zimina riesce a costruire una posizione molto solida nel mediogioco, anche se non è propriamente tutto attacco quel che ha visto che ci sono solo i Cavalli avanzati e “laterali” sul lato di Re. Il problema è che, nel mare delle complicazioni successive, alla 32a mossa inizia a perdersi e si ritrova con la qualità in meno (Torre e Cavallo contro Torri), e i due pedoni in più non bastano perché le Torri nere proteggono il pedone a verso la promozione. Risultato: abbandono alla 51a.
Sofiia Hrzylova-Tea Gueci 0,5-0,5
Nella seconda Siciliana Taimanov che vediamo apparire in questa giornata italiana, per Gueci le cose si mettono male alla 27a mossa, quando cattura un vero e proprio pedone avvelenato in c6. Il difetto di Hrzylova, in questo caso, è però quello di non credere fino in fondo nell’attacco: alla 32a, invece di aumentare la pressione con 32… Td2, gioca Td5 e consente all’italiana di risistemare la sua situazione e di arrivare a una posizione fondamentalmente patta. Che tale diventa alla 52a mossa.
Kamilla Rubinshtein-Ghazal Hamikifard 0-1
Per Rubinshtein la partita non è mai in discussione, ma nel senso che non ha mai la possibilità di giocare per vincere. Due volte, però, avrebbe la possibilità di restare su un equilibrio regalatole da Hakimifard. Vero è, comunque, che la posizione che si viene a creare, così come il successivo finale con due pedoni di svantaggio a parità di Torre e Cavallo, è di semplicità nulla. Anzi, trovare le mosse giuste in questo frangente è davvero un’impresa, e lei non ci riesce con l’ultimo treno che passa alla 42a mossa.
Occorre davvero parlare di quel che accade altrove, perché non c’è di mezzo solo la vetta. Anche se la vetta, nell’Open, è oramai solo dell’Uzbekistan perché la squadra di casa batte l’India 2,5-1,5 grazie al successo di Nodirbek Yakubboev su Nihal Sarin con tutti gli altri incontri patti (niente antipasto di match mondiale Gukesh-Sindarov perché sono su scacchiere diverse). Inoltre, la Germania viene battuta dalla Cina per 3-1 con un grande Ding Liren su Vincent Keymer e Xu Xiangyu che batte Alexander Donchenko. Assieme alla Cina arriva anche l’Armenia, grazie a Gabriel Sargissian su Reza Mahdavi. Tra le donne, invece, la Cina, pur priva di tutte le sue big, è rimasta assieme al Kazakistan dopo che l’una batte 3,5-0,5 la Polonia e l’altro supera per 2,5-1,5 l’Azerbaigian. Sia in un caso che nell’altro è molto ampio il gruppo a quota 10, il che fa capire che può ancora succedere qualsiasi cosa.
Altrove, si diceva. Perché a fare scalpore è quanto accade con Israele. Al di là di eventuali questioni che stanno emergendo in queste ore, e che potrebbero modificare in qualsiasi modo la ricostruzione che segue, ad oggi si sa questo: Israele ha inoltrato richiesta affinché i match contro Paesi Bassi (Open) e Bulgaria (donne) potessero essere rinviati, di alcune ore oppure direttamente di un giorno (quello di riposo). Motivo: oggi è lo Yom Kippur, il giorno dell’espiazione. La richiesta è stata respinta, pertanto i due team di Israele non si sono presentati alla scacchiera. Risultato: 4-0 a forfait per Paesi Bassi e Bulgaria. Starebbe emergendo documentazione secondo cui la questione era nota da sei mesi, ma al di là di dichiarazioni e documenti usciti per vie traverse ad oggi la conclusione della vicenda non si può declamare in poche ore.
Com’è come non è, domani è giorno di riposo e pertanto si riprenderà mercoledì 23. L’Italia Open è chiamata al recupero a cominciare dalla sfida con la meno forte Bolivia, mentre per quella femminile c’è l’Ecuador, che curiosamente finora ha avuto a favore o contro sempre risultati molto netti: 4-0 o 3-1.