Ciclismo

Savoldelli: “Roglic invecchiato: rapporto agile per compensare il calo di potenza. Mas sembrava il nuovo Contador, poi si era perso”

Alessandro Passanti

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Enric Mas / IPA Sport

Paolo Savoldelli è stato ospite dell’ultima puntata di Bike Today in onda sul canale Youtube di OA Sport. Il due volte vincitore del Giro d’Italia ha analizzato quanto avvenuto nella cronometro odierna alla Vuelta a Espana e, nel complesso, come si sta sviluppando la corsa spagnola.

La cronometro di Jerez de la Frontera ha visto il successo di Kung, ma la Maglia Rossa ha dato una bella risposta. “La Maglia Rossa ha fatto sì che Mas andasse più forte del previsto grazie ad una ottima condizione. Di solito nella prima cronometro uno specialista fa più differenza rispetto alla seconda, perchè alla fine di un Grande Giro la condizione si fa precaria. Anche per questo Roglic non ha fatto differenza su Mas”.

Mas, solitamente, non è un fuoriclasse quando si lotta contro il cronometro. Quando è passato professionista tutti lo additavano come il nuovo Contador, ma non è stato in grado di mantenere quelle aspettative. Si è un po’ perso. Con l’addio di Pogacar in questa Vuelta era già arrivato con lui in salita. Forse uno dei migliori Mas degli ultimi anni. Quando hai la Maglia Rossa hai un qualcosa in più e una grinta esagerata, soprattutto perchè ti avvicini alla vittoria finale”.

Le ultime tappe, secondo Savoldelli, non dovrebbero portare grosse novità a livello di classifica: “Penso che rimarrà tutto com’è, dato che Mas ha dimostrato di essere il più forte. Dietro? Il miglior Roglic avrebbe vinto questa Vuelta e non penso che potrà fare cose clamorose, anche perchè è invecchiato e sta procedendo un po’ troppo con un rapporto agile per sopperire al calo di potenza. Ha una grande testa e una grande motivazione, ma sta calando oggettivamente”.

L’assenza di Pogacar ha ovviamente cambiato il volto della corsa a tappe iberica:Dopo che si è ritirato non ho quasi più guardato la Vuelta. Mi è dispiaciuto tantissimo. Lui fa la corsa per vincere anche quando potrebbe evitare. Quando tiene la corsa e fa la corsa vediamo i migliori. Quando la gara viene lasciata andare entrano comprimari e la gara perde di qualità. Il suo rinnovo pluriennale con la UAE? Sicuramente ha cavalcato il momento e ha firmato un contratto con cifre elevatissime. A livello di immagine farà sempre pubblicità anche negli ultimi anni di carriera, perché uno come lui è unico. Nemmeno Merckx ha fatto quello che sta facendo lui. Era un altro ciclismo, più ‘pane e salame’ e anche il Cannibale si prendeva una crisi. Pogacar ha vinto sempre. Ha vinto una Sanremo dopo una caduta, ha sfiorato la Roubaix. Sta facendo cose clamorose, una gara dopo l’altra. Si vede che si diverte e ha una superiorità talmente enorme che vince anche quando è al 90%. Riesce a fare fughe da 50-60 chilometri che nemmeno Merckx era in grado di fare. L’allenamento che hanno ora e le energie che incorporano ora hanno dato un volto nuovo al ciclismo. Se una volta sbagliavi ed andavi in crisi prendevi minuti su minuti, ora i distacchi sono più ridotti”.

Passiamo al Mondiale:Logicamente senza Pogacar si apriranno gli scenari. Con un faro come lui assente cambia tutto. Gli avversari guardano sempre cosa fa lui. Ora dovranno cambiare. Sarà un Mondiale dove si prenderanno responsabilità altri. Non so se il percorso sia troppo duro per van der Poel visto il tracciato ed il dislivello. Il favorito numero 1 sarà Evenepoel. Nelle gare di un giorno, quando va forte, va veramente forte. Penso che Pogacar lo metta in difficoltà mentalmente. Lui ha imparato a gestire di più la situazione”.

Quali saranno le prospettive per l’Italia? “A Finn fanno bene a fargli fare il Mondiale, così farà esperienza. Non credo che Pellizzari sia all’altezza dei primi 4-5. Anche per van Aert sarà forse troppo duro il percorso, ma arriva da una Vuelta che potrebbe dargli una bella carica. L’importante è che sia bella la corsa. L’Italia non dovrà tirare per andare a inseguire mai e dovrà invece essere opportunista. Sarà fondamentale capire come si svilupperà la corsa. Più dura sarà, più complicata si farà per noi”.

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