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Rusedski svela l’errore di Alcaraz contro Shelton. Il paragone con Sinner

Giandomenico Tiseo

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Carlos Alcaraz / LaPresse

La sfida Alcaraz-Shelton agli US Open ha premiato l’americano, capace di superare lo spagnolo al quinto set e conquistare l’accesso alle semifinali. Una sconfitta che, secondo Greg Rusedski, può essere spiegata anche attraverso una precisa scelta tattica dello spagnolo. L’ex numero quattro del mondo ha analizzato il match nell’ultima puntata del podcast Off Court, soffermandosi in particolare sulla posizione di Alcaraz in risposta.

Per Rusedski, il problema principale dell’iberico è stato il modo in cui ha affrontato il servizio dello statunitense. Alcaraz ha scelto spesso di rispondere molto lontano dalla linea di fondo, concedendo così a Shelton tempo e spazio per organizzare il punto. Una situazione particolarmente favorevole per un giocatore che può contare su un servizio devastante e sulla capacità di attaccare immediatamente dopo la battuta.

La posizione di Alcaraz in risposta era arretrata, mentre Ben era disposto a fare un passo avanti. Inoltre, è sceso spesso a rete. Grazie a Dio abbiamo qualcuno che attacca la rete. Se vuoi rimanere sulla linea di fondo contro Alcaraz, quasi ogni volta finirai per perdere. Pensavamo che Carlos stesse giocando abbastanza bene da vincere, ma Shelton ci ha smentiti e merita di essere di nuovo in semifinale“, ha spiegato Rusedski.

L’analisi dell’ex tennista britannico su Carlitos diventa ancora più precisa quando mette a confronto il rendimento dello spagnolo con quello di Jannik Sinner. Secondo Rusedski, contro un giocatore come Shelton è fondamentale ridurre il tempo a disposizione dell’avversario, cercando di giocare la risposta più vicino al campo.

Penso che abbia commesso un piccolo errore tattico. Non voglio essere troppo duro, ma se concedi a Shelton così tanto tempo, stando così indietro, non gli togli lo spazio per colpire. Se ci pensi, questo permette a Ben di avere molte opzioni, perché può servire e andare a rete o cercare di attaccare con il primo colpo. Per questo mi piacerebbe vedere Carlos provare, in situazioni del genere, a stare un po’ più avanti, come fa Sinner. Ed è anche per questo che Jannik gioca così bene contro l’americano: per il modo in cui legge il gioco, entra dentro il campo e colpisce la palla in anticipo“, ha continuato.

Il nome di Sinner entra quindi direttamente nell’analisi di Rusedski. L’italiano rappresenta, secondo l’ex numero quattro del mondo, un modello tattico particolarmente efficace per affrontare Ben.

L’analisi di Rusedski su Alcaraz non è però una bocciatura complessiva della prestazione dello spagnolo. “Sono stati pochi punti a decidere la partita nel quinto set. Shelton ha giocato quelli più importanti leggermente meglio; questo è anche dovuto al fatto che Alcaraz sia rimasto lontano dal tennis per quattro mesi e mezzo. È stato davvero impressionante quello che lo spagnolo ha fatto nella sua prima settimana al ritorno in campo“.

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