Rugby

Rugby femminile, l’Italia soffre in touche e maul, il Sudafrica vince nelle Global Series

Duccio Fumero

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Italia-Sudafrica / Federugby

Il Sudafrica supera l’Italia per 41-29 nel match valido per la seconda giornata delle WXV Global Series di rugby femminile, un match combattuto e ricco di ribaltamenti di fronte, in cui le azzurre hanno lottato con carattere senza però riuscire a contenere la fisicità e la maul avversaria nei momenti decisivi. Ecco la cronaca minuto per minuto della sfida.

Partenza aggressiva delle azzurre, che nei primi minuti prendono in mano il pallino del gioco e costringono le avversarie sulla difensiva. Al 5′ arriva la meritata ricompensa: una lunga e bella azione corale porta l’ovale sul largo, dove Alyssa D’Incà si tuffa alla bandierina per la meta che vale il vantaggio (5-0). La reazione non si fa attendere: già al 10′ le sudafricane alzano il ritmo e mettono sotto pressione la retroguardia italiana, fino a sfondare con una maul irresistibile che libera Groenewald per la meta, poi sorpasso con la trasformazione di Cilliers (5-7). Le ospiti insistono e continuano a spingere, mettendo in seria difficoltà la fase difensiva azzurra: al 14′ arriva così la seconda meta, con Dolf che riceve l’ovale da una ruck e schiaccia oltre la linea. Cilliers non sbaglia ancora dalla piazzola e firma il 5-14 con cui si chiude questa prima fase di gioco, in un avvio di partita tutto giocato sull’intensità fisica e sulla capacità delle due squadre di colpire nei momenti chiave.

Il quadro non migliora per le azzurre, sempre più in affanno di fronte allo strapotere fisico avversario, specialmente sui pacchetti avanzati. Al 28′ la maul sudafricana torna a essere un’arma decisiva: avanzante e inarrestabile, permette a Groenewald di schiacciare la sua personale doppietta e allungare ulteriormente il divario (5-19). Il momento peggiore arriva al 31′, quando un errore sul calcio di rinvio successivo alla meta subita innesca un vero e proprio tracollo: la difesa italiana si fa sorprendere sul cambio di fronte e l’ovale finisce nelle mani di Tshiremba, lesta a schiacciare per il 5-24. Solo allo scadere della prima frazione arriva la reazione delle azzurre, che alzano il pressing e costringono le avversarie all’errore: la palla recuperata viaggia veloce fino a Vittoria Vecchini, che si tuffa in meta regalando morale alla squadra di casa. Sillari è preciso dalla piazzola e firma il 12-24 con cui le due squadre vanno negli spogliatoi, al termine di un primo tempo in cui il fisico sudafricano ha fatto la differenza, ma in cui l’Italia dimostra di avere ancora le risorse per rientrare in partita.

La ripresa si apre con un buon approccio delle azzurre, premiato al 46′ da un episodio a loro favorevole: un placcaggio scorretto al collo di Ngxingolo costa il cartellino giallo alle sudafricane, che restano in dieci per dieci minuti. L’Italia sfrutta subito la superiorità numerica e al 52′ arriva la meta del possibile aggancio: Ostuni Minuzzi buca la difesa avversaria con una gran giocata, e sul prosieguo dell’azione l’ovale torna tra le mani di Alyssa D’Incà, che firma la sua personal doppietta portando il punteggio sul 19-24. La gioia dura poco, perché al 54′ si ripete un copione già visto: un altro riavvio disastroso, con le azzurre che perdono palla nella propria trequarti e commettono fallo, permette a Cilliers di piazzare il calcio che allunga di nuovo le distanze (19-27). Ma la squadra di casa questa volta non si scompone e risponde con carattere: sulla ripartenza le azzurre accelerano, costruiscono con pazienza fino a portare l’ovale tra le mani di Ostuni Minuzzi che, invece di servire D’Incà al largo, decide di andare da sola, spinge con le gambe e schiaccia oltre la linea. Sillari trasforma e firma il sorpasso, con il tabellone che recita 26-27 al termine di venti minuti di ripresa vissuti sulle montagne russe.

L’Italia continua a crederci e al 65′ trova un altro allungo: una punizione conquistata con merito viene affidata a Michela Sillari, che dalla piazzola non trema e riporta le azzurre avanti (29-27). Il vantaggio dura però pochi minuti, perché la maul avversaria resta un problema irrisolvibile: al 68′ è ancora una volta questo fondamentale a produrre punti, con Gunter che schiaccia la meta della nuova fuga sudafricana, trasformata da Cilliers per il 29-34. Le azzurre provano a reagire e al 75′ sfiorano il possibile pareggio: dopo un errore avversario a pochi metri dai pali, l’ovale finisce tra le mani di Francesca Granzotto che corre e schiaccia, ma il tocco sulla linea laterale vanifica tutto e la meta viene annullata. Nel finale l’Italia paga anche fisicamente e mentalmente le fatiche di una partita generosa ma sfortunata, e allo scadere arriva l’ultima stoccata ospite: la meta di Welman fissa il punteggio sul definitivo 29-41.

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