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Roddick: “Zverev è stato il vampiro energetico dell’Arthur Ashe Stadium”

Andrea Addezio

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Alexander Zverev / LaPresse

Alexander Zverev ha trionfato agli US Open grazie al successo in quattro set su Ben Shelton. Una delle chiavi della vittoria di “Sascha” a New York ieri è stato il suo controllo emotivo, un aspetto che Andy Roddick, ultimo americano a vincere gli US Open nel 2003, ha sottolineato nell’ultima puntata del podcast Served.

Sulla crescita del tedesco nel corso del torneo: “Una cosa che ha fatto, e che ho trovato incredibilmente intelligente, è stata non gesticolare verso il suo box né lamentarsi con lui. La prima settimana era irritabile e non giocava bene, era molto irritabile. Stasera non c’era traccia di emozioni positive; vinceva un punto e poi si scoraggiava. Era il vampiro energetico dell’Arthur Ashe Stadium. Aveva il temperamento perfetto per quel posto; era come se tutto ciò che volesse fosse smorzare il tuo entusiasmo”.

Sulla finale vinta al Roland Garros come punto di svolta:So che ora tutti diranno che è il nuovo Zverev e che sta giocando meglio che mai. Era un grande giocatore anche prima del Roland Garros, che aveva problemi mentali nel chiudere le partite e vincere un Grande Slam. Tutto qui. Non ha cambiato tutto. Ha parlato di avere più libertà a Wimbledon e di averne di più qui. Riuscite a immaginare se arrivasse a questo torneo senza averne mai vinto uno, se avesse perso una finale a Wimbledon e una al Roland Garros?”.

Sulla costanza come chiave del successo del tedesco: “Cosa è cambiato? È riuscito a tagliare il traguardo al Roland Garros. E ha quasi perso quella partita! Era così teso nel quarto set che la vittoria gli è quasi sfuggita, ma è riuscito a superarla. Il motivo del suo successo non è perché ha giocato in modo eccezionale in quella finale o perché è una persona diversa. È perché si è trovato in quella situazione abbastanza volte”.

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