Calcio

Roberto Mancini detta la linea: “Punto sui giovani, nei prossimi quattro anni vinceremo qualcosa”

Giandomenico Tiseo

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Roberto Mancini / LaPresse

Ripartire, ma con una prospettiva diversa. Roberto Mancini è tornato a Coverciano con l’idea di costruire una Nazionale capace di guardare al presente senza perdere di vista il futuro. Il nuovo corso azzurro prende forma attraverso un gruppo nel quale trovano spazio numerosi giovani, scelti non soltanto per ampliare il bacino dei convocabili, ma soprattutto per verificare fin da subito quali possano diventare i protagonisti della squadra nei prossimi anni.

Il commissario tecnico non nasconde l’entusiasmo per il ritorno al lavoro con l’Italia. “Ieri, quando sono tornato a Coverciano, ero molto felice“, racconta Mancini, ricordando il legame costruito durante la sua precedente esperienza. L’obiettivo, però, non è vivere di ricordi. La nuova Nazionale dovrà trovare rapidamente una propria identità, a partire da alcuni principi considerati imprescindibili dal tecnico: gioco, spirito di squadra e voglia di competere.

Per vincere devi essere una squadra che gioca bene, che si diverte e che ha voglia di fare qualcosa di importante“, spiega Mancini. Il concetto del divertimento assume così un significato preciso: non una concessione, ma una componente essenziale del rendimento. “Nello sport se non ti diverti non raggiungi risultati“, aggiunge il commissario tecnico, che considera la possibilità di trasformare una passione in professione uno dei privilegi del gruppo azzurro.

La composizione della rosa racconta più di qualsiasi dichiarazione la direzione scelta dal CT. Molti giovani sono stati inseriti nel gruppo con l’obiettivo di valutarne qualità e prospettive direttamente sul campo. Una scelta che il tecnico rivendica senza esitazioni.

Se avessi chiamato i giocatori avanti con l’età ci sarebbero state critiche“, osserva Mancini. La presenza dei giovani, dunque, non viene interpretata come una scommessa sul lungo periodo fine a se stessa, ma come un investimento necessario per individuare rapidamente gli elementi sui quali costruire la Nazionale del futuro.

Il commissario tecnico sottolinea inoltre come il movimento italiano stia offrendo segnali incoraggianti: “Stanno venendo fuori tanti giovani con qualità tecnica e fisica, meglio degli altri anni“. Da qui la volontà di accelerare il processo di costruzione della squadra. “Sono qui per vincere il più velocemente possibile“, chiarisce il tecnico, senza separare la valorizzazione dei talenti dagli obiettivi immediati.

La sua idea di Nazionale è altrettanto netta: “Voglio una squadra che domini e giochi sempre per vincere“. Un’ambizione che Mancini lega proprio alle caratteristiche del nuovo gruppo, composto da giocatori desiderosi di mettersi alla prova con la maglia azzurra. “Sono sicuro che ci toglieremo delle soddisfazioni”, afferma il tecnico, fissando anche un orizzonte temporale preciso: “Qualcosa nei prossimi quattro anni porteremo a casa“.

Tra gli argomenti affrontati in conferenza stampa c’è anche il rapporto con i tifosi, inevitabilmente condizionato dalla scelta di Mancini di allenare l’Arabia Saudita. Il commissario tecnico non cerca scorciatoie e riconosce che la reazione del pubblico fosse prevedibile.

Non mi sento né in credito né in debito nei confronti dei tifosi, la cui rabbia è comprensibile“, afferma. Il modo per ricostruire il rapporto, secondo Mancini, passa esclusivamente dai risultati e dal lavoro: “Per riconquistarli bisogna fare le cose bene e riportare la Nazionale dove merita“.

Nessuna intenzione, invece, di farsi distrarre dalle questioni esterne al campo. Anche il confronto con Giovanni Malagò viene liquidato con poche parole: “Ci ho parlato ed è tranquillo“. Ora, però, la priorità è un’altra: “Noi dobbiamo pensare al nostro lavoro e alla partita con il Belgio“.

È proprio dalla sfida contro i belgi che prende il via il nuovo percorso azzurro. Mancini riparte da Coverciano con un gruppo profondamente rinnovato e una linea precisa: valorizzare i giovani, imporre un’identità di gioco e tornare a costruire una Nazionale capace di competere per obiettivi importanti.

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