MotoGP

Quartararo-Yamaha, è rottura: la risposta della Casa alle accuse del francese

Giandomenico Tiseo

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Quadarella / LaPresse

È bastata una dichiarazione per riaccendere le tensioni tra Fabio Quartararo e Yamaha. Il weekend di Aragon, già complicato per il francese e concluso con un deludente ultimo posto, ha lasciato strascichi anche fuori dalla pista. Il campione del mondo 2021 ha infatti manifestato tutto il proprio disappunto per la gestione del lavoro sulla M1, puntando il dito contro alcune scelte della Casa giapponese.

In particolare, Quartararo non ha gradito la decisione di Yamaha di non coinvolgerlo nei test in Austria dedicati allo sviluppo della MotoGP del 2027 e alle nuove gomme Pirelli. Il pilota avrebbe voluto prendere parte alle prove, ma la Casa ha scelto di affidare il lavoro a piloti che saranno ancora sotto contratto con Yamaha nella prossima stagione.

Da qui la presa di posizione del francese, che ha fatto capire di non avere più intenzione di dedicarsi anima e corpo allo sviluppo della moto 2027, dopo aver già provato numerose soluzioni nel corso della stagione. Una posizione che non è passata inosservata ai vertici Yamaha.

A rispondere a Quartararo è stato innanzitutto Massimo Meregalli. Il team manager ha difeso la scelta della Casa, sottolineando come Yamaha abbia semplicemente seguito una linea adottata anche dagli altri costruttori: i piloti destinati a cambiare squadra non vengono infatti coinvolti nello sviluppo delle moto del futuro.

Per i test in Austria utilizzeremo Razgatlioglu e molto probabilmente Guevara, che saranno per noi il prossimo anno. Ma tutti i costruttori che hanno un pilota in partenza hanno preso questa decisione“, ha spiegato Meregalli a L’Équipe, citando poi i casi di Jorge Martin con Aprilia, Francesco Bagnaia con Ducati e Pedro Acosta con KTM.

Il dirigente Yamaha ha quindi lanciato una stoccata al proprio pilota, indicando Jack Miller come esempio per atteggiamento e disponibilità: “Quartararo prenda esempio da Jack, che dà sempre il massimo e fa in modo che, anche se siamo in difficoltà, possa restare il buonumore“.

E la replica più dura è arrivata da Paolo Pavesio, direttore esecutivo di Yamaha Motor Racing, che ha messo in discussione la coerenza delle critiche mosse da Quartararo. “Fabio si lamenta regolarmente che non facciamo evolvere la moto e quando gli facciamo testare nuovi pezzi, ci rimprovera dicendo che si perde. Manca un po’ di obiettività“, ha dichiarato.

Il dirigente ha comunque riconosciuto le difficoltà della Yamaha, ammettendo che la M1 non sia ancora al livello auspicato. Allo stesso tempo, però, ha difeso il lavoro della squadra: “Non siamo al livello che vorremmo, è chiaro, ma stiamo cercando di andare avanti“.

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