Formula 1

Piola ricorda Gilles Villeneuve: “Faceva traiettorie incredibili. Nel 1979 si mise a disposizione di Scheckter”

Andrea Ziglio

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Gilles Villeneuve / LaPresse

La figura di Gilles Villeneuve è una di quelle che sono entrate nella leggenda della Formula 1. Il ricordo del pilota canadese è stato il tema principale dell’ultima puntata di Motor News, il programma condotto da Beatrice Frangione sul canale YouTube di OA Sport e che ha avuto come ospite Giorgia Piola, che ha vissuto da vicino tante delle imprese realizzate da Villeneuve.

Giorgio Piola è appena stato a Madrid per il GP di Spagna e ha espresso grandi critiche al MadRing: “Definirlo molto grande è riduttivo. Era enorme. Non si facevano ogni girono meno di tre o quattro chilometri. C’era anche l’assurdo della pit lane divisa in tre sezioni con un sessanta/ottanta metri liberi tra gruppi di tre scuderie. Dalla sala stampa alla pit lane erano più di duecento metri, poi ti dovevi fare tutta la pit lane e quindi era quasi un chilometro ad andare ed un altro a tornare. L’unica cosa piacevole è che si passava davanti a questi hangar che erano stati realizzati per gli ospiti, molto belli, con un parterre pazzesco, elegantissimo e che permetteva anche a noi di sederci e riposare. Il posto peggiore comunque in cui ho lavorato in vita mia. Poi inoltre ci si è lamentato tanto di Montecarlo, ma qui i sorpassi sono ancora più difficili e tutti ci siamo chiesti perché hanno realizzato un circuito che è peggio di quello che viene sempre criticato, ma che almeno ha il fascino del glamour e dello spettacolo”.

Lo storico giornalista esperto di motori, però, ha potuto vedere da vicino una vettura storica: “Unica cosa positiva di Madrid è aver rivisto una vettura leggendaria come la 126C, che una volta veniva chiamata anche 126CK, che è stata la prima monoposto con il turbo della Ferrari. Motore fatto apposta per sopperire agli ingombri impossibili del 12 cilindri, perché non permetteva di creare effetto suolo. Invece questo motore aveva due canali venturi laterali bellissimi, molto affascinanti a vederli da dietro. Gli ammortizzatori verticali messi proprio dietro al cambio per massimizzare l’effetto di estrazione dell’aria. Una monoposto che a noi italiani ci diede una soddisfazione pazzesca. Nonostante la Renault fosse entrata con un motore turbo nel 1977, la prima vittoria su un circuito cittadino fu proprio con questa macchina. Un grande riconoscimento per la Ferrari, che era solo alla sesta gara con questa monoposto e quindi sospese davvero tutti”.

Un ricordo anche sulla vittoria di Villeneuve a Jarama nel 1981: “Quella volta Gilles ci mise come sempre del suo. Ricordo che ad un certo punto si ritirò Alan Jones che era in testa e lui che passò in testa dal quattordicesimo giro riuscì a tenerseli tutti dietro. Io ero proprio al tornantino alla fine e mi sono gustato questa impresa di Gilles, che riuscì a bloccare tutto senza far scorrettezze e con anche le macchine più piccole. Riusciva a fare traiettorie incredibili e riuscì a vincere al fotofinish su Lafitte. Un vero miracolo”.

Un altro aneddoto di Piola riguarda la gara in Canada di Villeneuve con un’ala praticamente staccata: “Quell’ala terrorizzò Eddy Cheever, perché era dietro con la sua Tyrell sponsorizzata Benetton. Era terrorizzato che questa ala si staccasse e a quel punto di riceverla in faccia lui. Io ero proprio davanti ad una Ferrari con questa ala anteriore e non mi accorsi del movimento della macchina dopo che i meccanici l’avevano spostata e mi feci un taglio veramente profondissimo alla gamba. Ovviamente colpa mia che ero stato troppo vicino, ma potevamo una volta davvero stare così vicino alle auto”.

L’aspetto umano di Gilles: “Come personaggio da intervistare era un po’ grezzo, la sua bravura la vedevi soprattutto in pista. Lui aveva un grande rapporto con Jody Scheckter, che si comportava quasi come uno zio nei suoi confronti. Gilles lo aiutò davvero tantissimo nel 1979. Di lui si ricorda spesso la sua immagine un po’ guascona, un po’ egoista, ma invece in quella stagione si mise a fare lo scudiero per raggiungere quel risultato”.

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