Formula 1
Piola e il ricordo di Elio De Angelis: “Come uno di famiglia. Tragedia terribile, Brabham col motore inclinato”
Giorgio Piola ha voluto ricordare Elio De Angelis nell’ultima puntata di Motor News, in onda sul canale Youtube di OA Sport. Il giornalista e commentatore tecnico della Formula Uno ha raccontato diversi aneddoti sullo sfortunato pilota deceduto nel 1986 a seguito di un gravissimo incidente nei test privati al Paul Ricard, dopo aver vinto 2 volte in carriera nella massima categoria del motorsport.
Giorgio Piola inizia con un ricordo del nativo di Roma: “Elio De Angelis è stato il pilota più amico, più amato che abbiamo incontrato a livello giornalistico in quel periodo. Eravamo sempre all’interno del box della Lotus e ci invitava anche spesso a cena. Sapeva suonare il piano benissimo, con lui si stava benissimo. Quando è mancato, per me e per tutti, è come se fosse mancato un familiare. Con lui si parlava di tutto, di calcio, anche se io non ero un grande esperto. Era un gentiluomo e aveva un gusto speciale per le cose belle”.
Un aneddoto particolare per spiegare l’animo del pilota di Shadow, Brabham e Lotus: “Ho avuto la fortuna di trovarmi a Porto Cervo per Capodanno. Non ricordo se fosse proprio quello prima della sua scomparsa, ad ogni modo Elio ci vede e ci invita a cena. All’epoca ero molto più schivo e rifiutai. Lui si ripresentò poco prima della mezzanotte e ci invitò a casa sua. Entrai a casa sua, una villa bellissima sul mare, e c’erano pochissime persone, solo i parenti più stretti. Eravamo quasi in una riunione di famiglia”.
La prima vittoria in carriera è arrivata nel giorno di Ferragosto del 1982: “Un successo al photofinish nel Gran Premio d’Austria su Keke Rosberg che poi vinse il Mondiale in maniera immeritata, perchè avrebbero dovuto vincere i ferraristi. In Austria arrivò una vittoria di un soffio con una Lotus completamente rifatta dopo un progetto iniziale ambiziosissimo con un doppio telaio, con l’aerodinamica che doveva avere un doppio vantaggio alzandosi e abbassandosi. A volte l’aria invece si infilava sotto il guscio e per quel motivo la macchina venne proibita. Il progetto venne accantonato e allestirono una vettura 2.0 che garantì questa vittoria. La fine di un incubo e un arrivo fino al traguardo davvero emozionante”.
Dopo una seconda vittoria nel 1985 a Imola, è arrivato quel famigerato 14 maggio 1986 a Le Castellet. Nel corso dei test con la Brabham la vettura di De Angelis prese fuoco e lui perse la vita il giorno successivo. “Ci sono due coincidenze. Io sarei dovuto andare a seguire questi test per la Gazzetta, ma alla fine non andai. La seconda è che in teoria quei test dovevano vedere Patrese protagonista. Elio, invece, lo chiamò perchè aveva bisogno di conoscere meglio la vettura. Pensate se la telefonata fosse stata al contrario. Riccardo avrebbe vissuto per sempre con un peso incredibile. La tragedia è stata terribile per tutti, una pagina bruttissima. Quella macchina a sua volta era esagerata, bassissima, con il motore inclinato”.
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