Coppa Davis
Perché l’Italia non giocherà il turno di qualificazione di Coppa Davis: il regolamento della fase successiva
Per il secondo anno consecutivo l’Italia non dovrà disputare il secondo turno di qualificazione di Coppa Davis, quello che porta, nell’attuale format, alle Final Eight di Bologna. La squadra azzurra, però, non è avanti perché campione in carica. Il motivo, infatti, è molto semplicemente un altro: quello di fare da Paese ospitante.
Un merito, insomma, non sportivo, ma organizzativo, che fa comunque ritornare indietro il tennis di parecchi anni, in una sorta di versione modificata del Challenge Round. Il tutto, per buona misura, per evitare quanto accaduto alla Spagna alcuni anni fa: organizzatrice dell’edizione 2023 a Malaga, finì per uscire in quella che allora era la fase a gironi.
In sostanza, quel che sta accadendo ora è che ci sono sette confronti che costituiscono i secondi turni. Essi sono: Cile-Spagna (a Santiago), Germania-Croazia (a Halle), Gran Bretagna-Ecuador (a Londra), Austria-Belgio (a Vienna), Corea del Sud-India (a Seul), Cechia-USA (a Praga), Canada-Francia (a Quebec City).
Una volta conclusi questi match, di scena alternativamente il 18-19 o il 19-20 settembre, ci sarà un sorteggio con annessa determinazione delle teste di serie che accoppierà le squadre protagoniste. Il tutto per portare al 24-29 novembre, i sei giorni delle Finals. Che, in contrapposizione ai confronti in due giorni e cinque sfide, avranno match al meglio dei due incontri su tre.