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Pegula: “Se Alcaraz supererà i primi turni tornerà al suo livello molto in fretta. Il numero uno per me è ancora lontano”

Andrea Addezio

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Jessica Pegula / LaPresse

Uno dei temi più discussi nel circuito è senza dubbio il ritorno in campo di Carlos Alcaraz. L’americana Jessica Pegula, dopo il suo vittorioso esordio nel torneo, si è soffermata sul debutto nel torneo del fuoriclasse iberico e ha analizzato le proprie possibilità di arrivare al numero uno della classifica WTA.

Sul ritorno in campo di Carlos Alcaraz: “Credo di essere rimasta un po’ sorpresa dal fatto che non abbia giocato a Cincinnati, ma che abbia comunque deciso di giocare qui. Potrebbe anche essere un po’ diverso per gli uomini, con il formato al meglio dei tre set su cinque. Credo che questo dia loro un po’ più di margine per entrare in partita, rispetto ad un match al meglio dei due set su tre, come per le donne. È un giocatore speciale. È una persona molto carismatica, cordiale ed estroversa. Credo che trarrà energia dai suoi avversari, qualunque cosa accada. Non penso che abbia dimenticato come si gioca a tennis. Se supererà i primi turni, tornerà al suo miglior livello molto in fretta”.

Il documentario sui Big 3: “Adoro i documentari. Quello su Rafa mi è piaciuto moltissimo. L’ho trovato incredibile e ha mostrato tantissime cose che vivono le persone, atleti come noi, ma anche atleti speciali come loro. È fantastico conoscere diverse prospettive sugli atleti. Credo che Novak sia molto diverso da Roger, e Roger sia molto diverso da Rafa. Trovo anche interessante vederli vulnerabili, perché sono molto diversi, ma penso che alla fine abbiano una mentalità simile. La questione è come ci sono arrivati, come l’hanno gestita o quale sia la forza che li spinge”.

Sulla possibilità di arrivare al numero uno del mondo: “Come ho detto prima, è ancora molto lontano. Credo che dovrei vincere questo torneo per diventare la numero uno. Ma sono contenta che sia un’opzione, che ci sia questa possibilità, e penso che trovarsi in quella posizione sia fantastico, soprattutto visto l’alto livello che c’è nel tennis femminile. Senza dubbio è una motivazione in più, e penso che sarebbe qualcosa di incredibile, ma ribadisco, è molto, molto, molto lontano”.

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