Basket

Olimpia Milano: Wright e Mathews per l’assalto ai playoff di Eurolega che mancano da troppo tempo

Duccio Fumero

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Wright / Ciamillo

L’Olimpia Milano apre la nuova stagione di Eurolega con un obiettivo che ormai suona quasi come un’ossessione: tornare ai playoff, traguardo che sfugge da quattro anni consecutivi a una delle piazze più prestigiose del basket europeo. Per provare a invertire la rotta la società ha scelto la strada della continuità, confermando Peppe Poeta in panchina dopo una scorsa stagione che, a livello nazionale, non ha lasciato dubbi: tre competizioni, tre titoli. Ora però il coach milanese è chiamato a un salto di qualità diverso, quello europeo, lavorando finalmente su un gruppo costruito attorno alle sue idee e senza le pressioni e i condizionamenti che avevano caratterizzato le stagioni precedenti.

Sul fronte mercato, Milano ha puntato su innesti mirati per alzare il livello del roster. Spicca su tutti Moses Wright, arrivato con i galloni di MVP delle Final Four di Supercoppa, che promette di dare fisicità e atletismo sotto canestro. Non meno importante l’arrivo di Garrison Mathews, chiamato a raccogliere l’eredità di Armoni Brooks come bocca di fuoco dalla lunga distanza, e quello di Alec Peters, ulteriore tassello per una batteria di ali che può contare su tiro e qualità offensiva. Tre nomi nuovi che si aggiungono a una base già solida, con l’obiettivo dichiarato di rendere il roster competitivo non solo in Italia, ma anche nel contesto ben più esigente dell’Eurolega.

Il biglietto da visita della stagione, intanto, è già stato ottimo: Milano ha conquistato la Supercoppa italiana battendo prima la Virtus Bologna e poi, all’overtime e non senza soffrire, la Reyer Venezia. Un trofeo che conferma quanto il roster sia devastante nel campionato nazionale, ma che lascia aperta la domanda più importante dell’estate: questa squadra ha davvero la profondità e la qualità per reggere l’urto di ventidue giornate di Eurolega? Il recente power ranking di Eurodevotion colloca l’Olimpia all’ottava posizione, in un gruppo di nove squadre che si giocano quattro posti tra playoff e play-in, un giudizio che riflette fiducia ma anche cautela.

I punti di forza sono evidenti: un quintetto di livello assoluto con Peters, Wright, Marko Guduric, Leandro Bolmaro e Devon Hall, giocatori che qualsiasi pretendente al titolo vorrebbe avere in rosa, oltre a una fame e a una motivazione che si respirano fin dai primi allenamenti. Il vero punto interrogativo resta però la cabina di regia: manca un vero playmaker in grado di creare vantaggi per sé e per i compagni, un’assenza che a Milano si spera possa essere colmata proprio dalla fame di rivalsa del gruppo, con Guduric chiamato a un ruolo più da assist-man al fianco di gestori di palla veri. Con tanti volti nuovi da amalgamare, la pazienza sarà una virtù necessaria: le prime settimane diranno se l’Olimpia è davvero pronta a rompere il digiuno di playoff, o se dovrà ancora una volta rincorrere.

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