GP San Marino
MotoGP, promossi e bocciati GP San Marino 2026. Compito perfetto da Marquez, foglio in bianco da Bezzecchi
Il Gran Premio di San Marino di MotoGP ha prodotto dei risultati che, inevitabilmente, comportano una serie di promozioni e di bocciature. Chi ha superato l’esame rappresentato dall’autodromo di Misano Adriatico e chi, viceversa, è stato respinto dalla pista romagnola? Andiamo ad analizzare l’accaduto, in attesa della verifica austriaca, in arrivo già questo weekend.
PROMOSSI
MARQUEZ Marc (Ducati) – Un fuoriclasse, non ci sono altri termini per definirlo. Nuovamente chirurgico e perfetto, come accaduto in Aragona. Fa bottino pieno anche a Misano e si porta in vetta alla classifica iridata per la prima volta in questa stagione. Semplicemente è ancora un pilota di categoria superiore rispetto a tutti gli avversari, nonostante l’età e gli infortuni. Come se non bastasse, ha l’esperienza per sapere cosa fare e come farlo per vincere l’ennesimo Mondiale. Intanto si è portato a casa il GP di San Marino.
MARQUEZ Alex (Ducati Gresini) – Da quando è rientrato dopo l’infortunio patito in Catalogna è tornato il numero due di Ducati, scalzando da tale ruolo Fabio Di Giannantonio. A Misano è risalito sul podio per la prima volta dopo l’incidente del Montmelò e lascia intendere di poter essere molto competitivo anche da qui a fine stagione, fatto che potrebbe permettere al fratello Marc di avere un gradito alleato nella rincorsa al titolo.
ALDEGUER Fermìn (Ducati Gresini) – Il suo 2026 è stato caratterizzato dagli infortuni e, per questa ragione, è spesso sparito dagli schermi radar. Però ieri ha ricordato a tutti perché Ducati crede fermamente in lui. Peraltro non si è accontentato del quinto posto. Anzi, l’attacco (riuscito) a Jorge Martin ha fatto il gioco di Marc Marquez e della Casa di Borgo Panigale, togliendo 2 piccoli, ma preziosi, punti all’alfiere di Aprilia.
BOCCIATI
BEZZECCHI Marco (Aprilia) – Una nuova bocciatura, brutale, relativa alla sua dimensione di potenziale Campione del Mondo. Ha disputato la miglior Sprint del 2026, ma domenica ha peccato di immaturità, andando a strafare. Il potenziale c’è, non è in discussione. Quello che si discute, purtroppo, è la sua capacità di concretizzare il proprio talento. Veloce è veloce, solido molto meno. L’errore di ieri potrebbe essere uno degli episodi cruciali del Mondiale, per lui in negativo.
MARTIN Jorge (Aprilia) – Dice di non voler correre rischi inutili, ma dovrà giocoforza farlo se vorrà vincere il Mondiale. Viceversa, dovrà accontentarsi di un piazzamento nella classifica iridata. Esso potrà essere nobile e pregevole quanto si vuole, ma resterà pur sempore un piazzamento e non una vittoria. I rischi, Martinator, non sono più inutili. Ha l’attenuante dell’Arm Pump, ma anche la salute non è un optional…
BAGNAIA Francesco (Ducati) – Sconcertante, viene da chiedersi che senso abbia correre per fare certe figuracce. Ultimissimo nella Sprint, poi va a gambe all’aria nel Gran Premio. Questo soggetto avrebbe vinto due Mondiali, ma ora come ora ha letteralmente perso la bussola. Il guaio è che, andando avanti così, rischia di farsi del male. Morale prima ancora di fisico. Il profilo è quello di un pilota a fine corsa. Si spera solo con Ducati e non tout-court.