GP Austria
MotoGP, promossi e bocciati GP Austria 2026. Jorge Martin non muore mai, Ducati respinta in blocco
Il Gran Premio d’Austria di MotoGP è stato l’ultimo round europeo prima della lunga trasferta asiatica. Quali verdetti ha emesso il weekend del Red Bull Ring, ossia quali sono i promossi e i bocciati del fine settimana disputato a Spielberg? Analizziamolo, nell’attesa del prossimo appello, che si terrà a Motegi fra il 3 e il 4 ottobre.
PROMOSSI
ACOSTA Pedro (Ktm) – Era ora! Lo Squalo di Mazarron centra finalmente la sua prima vittoria piena in MotoGP, proprio nella pista di casa dell’azienda che lo ha cresciuto. Dopo essere salito quattordici volte sul podio senza aver mai calcato il gradino più alto, il ventiduenne iberico ha sfatato il tabù e si è tolto la proverbiale scimmia dalle spalle. Una scimmia obesa, visto quanto stava diventando pesante il fatto di non riuscire mai a primeggiare. Rotto il ghiaccio, può vivere serenamente il resto della stagione.
MARTIN Jorge (Aprilia) – Sarà un caso che sia di Madrid, come il Real? “El Real Madrid nunca muere” dicono i tifosi delle Merengues, ossia “Il Real Madrid non muore mai”. Una frase che sta a significare come anche nelle situazioni più difficili, la squadra riesca in qualche modo a emergere. Proprio come sta facendo Martinator in questo 2026. Un weekend importantissimo, poiché ha cambiato registro rispetto alle ultime uscite. Non più passivo e attendista, bensì serio pretendente al titolo.
BEZZECCHI Marco (Aprilia) – Un fine settimana solido, come testimoniato dai due terzi posti. È vero, scivola a -42 dal compagno di box, ma rosicchia tre punticini a Marc Marquez, dal quale ora è staccato 30 lunghezze. Una valida ripresa dopo il capitombolo di Misano. Resta pienamente in corsa per la conquista del Mondiale e per ora va bene così. Il rischio era quello di uscire dalla contesa, viceversa ne è ancora parte attiva.
BAGNAIA Francesco (Ducati) – Promozione d’incoraggiamento dopo il nulla cosmico successivo alla pausa estiva. In Austria è comunque al livello dei compagni di marca e non sprofonda nell’anonimato più totale. Chissà se potrà togliersi qualche soddisfazione e congedarsi come merita dall’azienda con la quale è diventato due volte Campione del Mondo.
BOCCIATI
DUCATI – La Casa di Borgo Panigale viene bocciata in blocco, risultando inaspettatamente in grossa difficoltà su una pista che, in passato, era stata un suo feudo. Spielberg si è ribellata alla propria regina, relegandola al ruolo di terza forza dietro a Ktm e Aprilia. Un weekend da dimenticare per tutte le Desmosedici, che hanno pagato dazio, venendo respinte in massa da un autodromo storicamente amico.
MARQUEZ Alex (Ducati Gresini) – La solita storia, dopo un fine settimana particolarmente brillante ne vive uno pessimo. Il fatto di essere l’unico ritirato del GP, peraltro a causa di una scivolata, è emblematico. Quest’anno era già capitato di vederlo fare il pendolo agli estremi del giudizio fra Jerez de la Frontera e Le Mans. È un pilota valido e nelle giornate di grazia può infastidire chiunque. Non ha però i crismi del campione, riservati al fratello maggiore.