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MotoGP, futuro anonimo per l’Italia? Notizie poco confortanti da JuniorGP e Rookies Cup. E nel CIV domina uno spagnolo…

Erik Nicolaysen

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Moto3 / Lapresse

Il motociclismo azzurro continua a recitare un ruolo da protagonista nei campionati più prestigiosi come la Superbike e la MotoGP grazie ai vari Nicolò Bulega, Marco Bezzecchi, Francesco Bagnaia, Enea Bastianini e Fabio Di Giannantonio, ma alle loro spalle sembra essersi inceppato il ricambio generazionale necessario per garantire un futuro di alto livello all’Italia nella classe regina del Motomondiale.

Celestino Vietti e Tony Arbolino sono bloccati in Moto2 da alcuni anni e potrebbero aver già perso quasi tutti i treni a disposizione per salire in MotoGP, mentre Luca Lunetta sta vivendo una stagione da rookie abbastanza opaca ma potrà dimostrare il suo talento a partire dal 2027. In Moto3 la lotta per il podio nella generale è un miraggio, anche se Guido Pini e Matteo Bertelle sono in grado di centrare qualche exploit nelle singole tappe.

Il quadro non è dunque particolarmente confortante, anche perché scendendo ulteriormente di categoria sono pochi i giovani italiani in evidenza. Giulio Pugliese è il punto di riferimento della pattuglia tricolore sia nella Red Bull Rookies Cup (15° in campionato) che nel JuniorGP, dove si ritrova adesso in terza piazza a -43 dalla vetta dopo essere stato leader della generale nelle battute iniziali.

Un acuto è arrivato sempre nel JuniorGP con la vittoria di Leonardo Zanni nella gara inaugurale a Barcellona, ma successivamente è mancata la continuità per restare in quota. Curioso infine l’andamento del CIV (Campionato Italiano Velocità) Moto3, dominato dall’esperto spagnolo Vicente Perez con sette successi su otto manche disputate.

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